Bonus pubblicità ridotto, ma accessibile a tutti: le novità del 2020

Editoria, con il DL Rilancio bonus anche per le nuove imprese e quelle che non hanno fatto investimenti nel 2019. Sostegno su incentivi@conflavoro.it

C’è tempo fino al 30 settembre prossimo per prenotare il ‘Bonus pubblicità 2020’ così come previsto (e rimodulato rispetto al passato) dall’articolo 186 del Decreto Rilancio (DL 34/2020) poi convertito nella legge 77/2020.

Si tratta di un credito d’imposta regolato dall’articolo 57 bis del DL 50/2017 ed è destinato a tutte le imprese e ai lavoratori autonomi, indipendentemente dalla loro natura giuridica, dalle dimensioni aziendali e dal regime contabile adottato, e agli enti non commerciali. 

 

Le novità del 2020, beneficiari e canali ammessi

Per il solo 2020, con la rimodulazione dovute alle restrizioni per Covid, il credito d’imposta può essere richiesto anche dai soggetti che effettuano investimenti inferiori rispetto a quelli effettuati nel 2019 (tradizionalmente, dovrebbe invece essere un incremento di almeno l’1% rispetto all’anno precedente).

E, soprattutto, per il 2020 è rivolto anche ai soggetti che nel 2019 non hanno effettuato investimenti pubblicitari, così come ai soggetti che hanno iniziato la loro attività nel corso dell’anno 2020. 

Queste novità, però, contribuiscono a far sì che il credito d’imposta, inizialmente pari al 75% degli spazi pubblicitari e delle inserzioni commerciali acquistati, scenda al 50% nel 2020. Tutti coloro i quali hanno fatto richiesta del bonus a marzo 2020 potranno comunque accedere alla finestra di settembre. In tal caso verranno rimodulati il credito e le spese. Di seguito i canali per cui è valido il credito d’imposta.

Su giornali quotidiani e periodici (quindi anche riviste specializzate), pubblicati in edizione cartacea ovvero editi in formato digitale, registrati presso il Tribunale, ovvero presso il Registro degli operatori di comunicazione (ROC), e dotati del Direttore responsabile.

– Il beneficio spetta anche per gli investimenti pubblicitari effettuati sui siti web delle agenzie di stampa a condizione che la testata giornalistica sia registrata presso il competente Tribunale civile, ai sensi dell’articolo 5 della legge n. 47/1948, ovvero presso il ROC e sia dotata della figura del direttore responsabile (FAQ del Dipartimento per l’informazione e l’editoria nell’ambito delle pubblicate sul proprio sito);

Sulle emittenti televisive e radiofoniche locali, analogiche o digitali, iscritte presso il Registro degli operatori di comunicazione (ROC);

Per investimenti pubblicitari effettuati sulle emittenti televisive nazionali, analogiche o digitali, non partecipate dallo Stato (solo per il 2020).

 

Sono esclusi dal credito d’imposta le seguenti spese:

Vendite di spazi pubblicitari nei palinsesti volti alla promozione di televendite di beni e servizi;

Spese effettuate per promuovere servizi pronostici, giochi o scommesse o comunque tutto l’ambito che riguarda la vincita di denaro;

Tutte le spese accessorie, di intermediazione o comunque le spese non inerenti all’acquisto dello spazio pubblicitario. 
 
 
👉 I soggetti che necessitano supporto per prenotare il credito d’imposta possono, mediante adesione a Conflavoro, richiedere il sostegno ai nostri esperti inviando una email coi propri contatti a incentivi@conflavoro.it.

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