Borrelli (Protezione civile) anticipa governo: “A casa oltre il primo maggio”

Fuga di Borrelli, già alcuni giorni fa aveva parlato di numero reale contagiati forse dieci volte maggiore quello ufficiale

La misura temporale è quella già fornita da studi statistici e dalle stesse parole del premier Conte che, in occasione del Dpcm 1 aprile 2020 (leggi qui) aveva parlato di “fasi”, lasciando intendere di essere ancora nella fase 1, affermando che la fase 2 sarà la convivenza con il virus e la fase 3 la concreta riapertura pur graduale alle attività produttive e sociali.

Stamani, però, su Radio Anch’io il capo della Protezione Civile si lascia scappare una parola di troppo, come era già accaduto sulla situazione contagi per la quale era anche stato ‘ammonito’ dall’esecutivo, in primis da Luigi Di Maio. “A casa anche il primo maggio? Credo proprio di sì”, ha detto Angelo Borrelli ai microfoni dell’emittente radiofonica.

“Gli esperti analizzano quelle che sono le curve di evoluzione dell’epidemia – ha spiegato – ma sono i fatti che contano, i dati che arrivano dalle regioni. Io mi attengo a quelli e ci dicono che diminuisce il numero dei nuovi ricoverati e di quelli che entrano in terapia intensiva. Aumenta il numero dei guariti e aumenta in modo contenuto il numero dei positivi e cala sensibilmente rispetto ai giorni scorsi quello dei deceduti. Siamo in una situazione stazionaria, i medici negli ospedali possono tirare il fiato”

Ha poi specificato: “I contagi restano perché sono frutto dei comportamenti passati, di due settimane fa. Dobbiamo stare in casa ancora per molte settimane, credo anche il primo maggio. Dovremmo essere rigorosissimi e credo cambierà il nostro approccio ai contatti umani e interpersonali, dovremo mantenere le distanze. Non vorrei dare delle date, però da qui al 16 maggio potremo aver dati ulteriormente positivi che consigliano di riprendere le attività e cominciare quindi la fase 2“.

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