Il ‘nemico’ Bruxelles tiene in piedi il governo? Intanto Salvini presenta conto su flat tax e codice appalti

Prima resa dei conti oggi con il premier Conte pronto ad elogiare il lavoro di un anno e a chiedere a Lega e M5S garanzie per il futuro dopo il ribaltamento di forze sancito dalle Europee

Tra oggi e mercoledì il governo e il Paese tutto vivranno il primo apice dei momenti tesissimi che si rincorrono nelle ultime settimane. Nel pomeriggio, infatti, è atteso il discorso in diretta del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, in cui molto probabilmente non si vivranno tragedie greche, ma di certo non mancherà un richiamo alla responsabilità e la garanzia che il governo andrà avanti sino alla fine della legislatura. Nonostante tutto.
 

Rischio manovra-bis? Bruxelles decide mercoledì

Nonostante, cioè, le tensioni tra Lega e M5S, inasprite a livello mediatico proprio ieri (2 giugno) nel giorno della festa della Repubblica con il botta e risposta su migranti e rom tra il presidente della Camera Roberto Fico e il leader leghista Matteo Salvini. E nonostante, soprattutto, il nuovo braccio di ferro con Bruxelles che ha, sostanzialmente, risollevato i dubbi sul debito italiano e ha inviato una lettera a cui ha già risposto il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Mercoledì, appunto, la replica dell’Europa, anche se l’obiettivo è evitare a tutti i costi una manovra-bis lacrime e sangue.

 

Rimpasto di governo: via Tria e Toninelli?

Ecco perché Conte ha deciso di indire una conferenza stampa oggi, certamente con il pretesto di fare un bilancio del primo anno di governo, ma anche per chiedere più o meno velatamente ai leader dei due partiti la fiducia per continuare. Un ‘serriamo le fila’ contro il ‘nemico’ Bruxelles, in sostanza. Niente di nuovo rispetto a qualche mese fa e il tira e molla sul deficit, inizialmente proposto al 2,4% e poi ridotto al 2,04%.

Ma, appunto, le forze percentuali – non di seggi parlamentari, ma poco conta in questo momento – tra Lega e M5S si sono ribaltate con le europee del 26 maggio e già da tempo va avanti la campagna elettorale, con le dirette social di Salvini e Luigi Di Maio ben lontane dai reciproci complimenti e sostegno a distanza per “l’amico Luigi” da una parte e “l’amico Matteo” dall’altra.

Pertanto, visto che la crisi di governo immediata non è praticabile proprio, paradossalmente, grazie al necessario fronte comune contro Bruxelles e il presidente uscente della Commissione Ue Juncker, molto più facilmente si andrà intanto verso un rimpasto di governo per placare la voglia di elezioni di Salvini. E i due nomi principali sull’agenda del ministro dell’Interno sono quelli di Danilo Toninelli (Trasporti) e Giovanni Tria.
 

Flat tax al 15% la strada per fa sopravvivere l’esecutivo Conte

Ma non è solo sui nomi, chiaramente, il cambio di marcia che chiede la Lega, che ha bisogno di capitalizzare e consolidare in qualche modo il successo elettorale delle Europee. La flat tax, su tutto, è infatti al primo punto: un’aliquota al 15% fino ai 50-65 mila euro tanto per cominciare. Ma anche lo stop al codice degli appalti fino al 31 dicembre 2020, come previsto da un apposito emendamento leghista. E il Movimento 5 Stelle, a oggi, non può che dire di sì a tutto nonostante i numeri in parlamento.

A patto, però, che i soldi non si trovino con il taglio del welfare o con la messa in dubbio del reddito di cittadinanza. Tutto quanto, attenzione, senza dimenticare il paventato aumento dell’Iva già dal 2020. Sono tanti, insomma, i punti su cui possono essere trovati gli accordi per proseguire il governo. E sono gli stessi per i quali l’esecutivo potrebbe crollare. Ma prima deve passare la paura di Bruxelles. Poi, con l’autunno, si vedrà.

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