Capobianco sulla manovra: “Attenta a istanze Pmi, ma il lavoro vero inizia adesso”

Conflavoro Pmi plaude alla flat tax e al primo taglio del costo del lavoro con la riduzione del premio Inail

“La legge di Bilancio, se la consideriamo come inizio di un percorso a tappe, contiene misure rilevanti per le piccole e medie imprese. Ma c’è ancora molto da fare, a partire da una più massiccia riduzione del costo del lavoro e da maggiori investimenti nello sviluppo dell’economia” Questa la posizione di Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi, all’indomani dell’entrata in vigore della previsione di bilancio 2019”.

“Chiaramente – sottolinea – non è possibile rivoluzionare il mondo del lavoro, dalla pressione fiscale al costo della burocrazia che grava sulle nostre imprese, mediante un unico maxi-provvedimento, anche se si tratta del più importante di tutti. Ma alcuni punti sono, a nostro avviso, molto importanti per andare incontro alle esigenze delle aziende italiane. Bene innanzitutto l’abolizione definitiva dell’IRI, l’imposta sul reddito imprenditoriale, pur se mai entrata in vigore. Apprezziamo anche la riduzione della pressione fiscale per le Pmi che reinvestono gli utili in azienda in beni strumentali o posti di lavoro facendo scendere l’Ires dal 24 al 15% e l’introduzione della flat tax alle partite Iva con ricavi fino a 65 mila euro, dando la possibilità di aderire al regime forfettario del 15% raggiungendo nel 2020 un forfait del 20% sulla quota eccedente fino a 100 mila euro.

 

Per Conflavoro Pmi è vitale ridurre sempre più il costo del lavoro

Una promessa mantenuta dal ministro Luigi Di Maio, poi, è stata particolarmente apprezzata da Conflavoro Pmi: la riduzione dei premi Inail. “Porterà un risparmio di 1,5 miliardi per le aziende nel prossimo triennio – ricorda il presidente della confederazione – e riteniamo sia stata una buona decisione da parte del governo. Anche qui, è chiaro, si tratta di un primo passo che dovrà essere accompagnato da molti altri step concatenati tra loro. La riduzione del costo del lavoro, soprattutto per le micro e piccole imprese, è molto sentito. E’ anzi vitale perché non è possibile né accettabile un costo tra i più elevati in Europa a fronte di retribuzioni tra le più basse. Va rivoluzionato in un modo che non vada a inficiare la sicurezza e la dignità dei lavoratori, ma va fatto. Se si vuol far ripartire il Paese, se si vuole che finalmente l’Italia si scrolli di dosso questi anni bui, è necessario rilanciare il lavoro e agire proprio sul costo del lavoro, oltre che sulla pressione fiscale e sulla troppa burocrazia, Conflavoro Pmi lo grida da sempre”.

 

Ripartire puntando su sinergia pubblico-privato, imprese e lavoratori

Da Roberto Capobianco, infine, un appello al governo e al parlamento. “Il lavoro vero inizia adesso. Conflavoro Pmi non chiede miracoli, ma che sia prestata la massima attenzione alle istanze delle imprese, questo sì. Più investimenti, un accesso al credito più facilitato, una maggiore sinergia tra pubblico e privato. l’Italia è rimasta indietro sotto molti aspetti nel confronto con gli altri Paesi europei. Non importa nemmeno di chi sia la colpa, adesso: la mala politica, gli interessi di pochi a discapito di molti, gli sprechi, la corruzione. Ciò che conta veramente è ripartire puntando sulle imprese che resistono e sui lavoratori. Si tratta di un percorso di cui la manovra è solo la prima tappa, lo ribadiamo, e Conflavoro Pmi continuerà a monitorare, proporre e a criticare quando servirà. Stanno arrivando anni importanti per le piccole e medie imprese. Anni in cui, finalmente, la speranza è che possa essere riconosciuta la loro importanza nell’economia italiana. Di certo c’è che potranno sempre più contare su di noi, questa è la nostra promessa”.

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