Conciliazione Vita-Lavoro : La parola al Consulente

Nuovi sgravi per le misure di conciliazione e welfare aziendale – ma come funzionano?

  
Lo scorso 12 settembre, il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e il Ministro dell’Economia e delle Finanze hanno firmato un decreto che riconosce sgravi contributivi ai datori di lavoro del settore privato che abbiano previsto in contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei lavoratori: questo l’argomento che oggi tratteremo con il nostro Consulente, l’Avv. Francesca Pacini.

Che cosa si intende per misure di Conciliazione Vita- lavoro? 

Le misure di conciliazione vita-lavoro – commenta l’Avv. Pacini –  sono un insieme di azioni tese ad agevolare l’armonizzazione delle attività lavorative con le esigenze familiari e personali del dipendente. L’adozione delle misure di conciliazione vita-lavoro può determinare un miglioramento della qualità di vita del dipendente e, al contempo, un incremento della produttività in azienda.

Quali sono i requisiti per accedere ai benefici stabiliti dal Decreto?

I requisiti necessari per ottenere lo sgravio contributivo in favore dei datori di lavoro sono previsti dal decreto sono: 

1.la sottoscrizione e il deposito di contratti collettivi aziendali, anche in recepimento di contratti collettivi territoriali, che prevedono l’introduzione di misure di conciliazione vita privata-lavoro innovative e migliorative rispetto a quanto già previsto dai contratti collettivi nazionali di riferimento o dalla normativa vigente;

2.oppure la sottoscrizione e il deposito di contratti collettivi aziendali che prevedono l’estensione o l’integrazione di misure già previste in precedenti contratti collettivi aziendali;

3.Il Contratto collettivo aziendale deve riguardare almeno il 70%  della media dei dipendenti occupati dal medesimo datore di lavoro, nell’anno precedente la la domanda per  l’ottenimento dei benefici;

4. I contratti collettivi aziendali in oggetto devono essere sottoscritti e depositati a decorrere dal 1°gennaio 2017 e non oltre il 31 agosto 2018;

5.Devono sussistere all’interno del contratto collettivo nazionale, almeno due delle misure di conciliazione elencate nel decreto in oggetto, di cui almeno una rientrante nell’area di intervento relativa alla genitorialità o alla flessibilità organizzativa.

Quali sono le misure di conciliazione indicate dal Decreto affinché possa sussistere uno dei requisiti elencati precedentemente?

Il Decreto indica la necessaria presenza di almeno due delle seguenti misure di conciliazione divise in tre Macro-aree:
Area di intervento della genitorialità

  • Estensione temporale del congedo di paternità, con previsione della relativa indennità
  • Estensione del congedo parentale, in termini temporali e/o di integrazione della relativa indennità
  • Previsione di nidi d’infanzia / Asili nido / Spazi ludico-ricreativi aziendali o interaziendali
  • Percorsi formativi (e-learning / coaching) per favorire il rientro dal congedo di maternità
  • Buoni per l’acquisto di servizi di baby sitting

Area di intervento flessibilità organizzativa

  • Lavoro agile
  • Flessibilità oraria in entrata e uscita
  • Part time
  • Banca ore
  • Cessione solidale dei permessi con integrazione da parte dell’impresa dei permessi ceduti

Area di welfare aziendale

  • Convenzioni per l’erogazione di servizi time saving
  • Convenzioni con strutture per servizi di cura
  • Buoni per l’acquisto di servizi di cura

Di quali benefici si parla? Quali sono gli sgravi stabiliti dal decreto?

I benefici sono rappresentati da sgravi contributivi a favore dei datori di lavoro del settore privato e vengono definiti in questi termini:

  • il beneficio è riconosciuto una sola volta al datore di lavoro nell’ambito del biennio 2017-2018;
  • il beneficio non può eccedere il 5% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali dichiarata dal medesimo datore di lavoro;
  • l’ammontare dello sgravio viene definita e quantificata dall’INPS sulla base dei dati desunti dalle dichiarazioni contributive .

Come si presentano le domande di ammissione al beneficio?

Le domande – conclude l’avv.Pacini – sono trasmesse in via telematica, all’Inps secondo le istruzioni fornite dall’Istituto stesso, nel rispetto dei contenuti e delle tempistiche indicate nel decreto ministeriale.

Lascia un commento