Export e Made in Italy, Conflavoro PMI alla X Cabina di regia

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Intervento del presidente Capobianco alla presenza di governo e alte istituzioni

Nuova partecipazione per Conflavoro PMI alla Cabina di regia per l’Italia internazionale, la decima. Oggi (13 dicembre) il presidente nazionale Roberto Capobianco, in qualità di firmatario del Patto per l’Export (leggi di più), è infatti intervenuto ai lavori organizzati dal ministero degli Esteri con il ministero dello Sviluppo economico.

Oltre all’on. Di Maio (titolare Maeci) e all’on. Giorgetti (titolare Mise) hanno contribuito con interventi mirati i vari ministri del governo Draghi, tra cui Franco (Economia), Garavaglia (Turismo), Colao (Innovazione tecnologica e Transizione digitale) e Carfagna (Sud). Presente anche Massimiliano Fedriga in qualità di presidente della Conferenza delle Regioni e il sottosegretario agli Esteri manlio Di Stefano.

In Cabina di regia anche le più alte istituzioni dei settori export e finanziamenti, come Agenzia ICE (presidente Ferro), Cassa Depositi e Prestiti (AD Scannapieco), Sace (AD Latini) e Simest (presidente Salzano).

“Tutte figure – il commento di Roberto Capobianco – con cui Conflavoro PMI sta portando avanti importanti collaborazioni in materia di internazionalizzazione delle nostre imprese, proprio perché la nostra Confederazione crede da sempre nell’importanza di coniugare l’attività imprenditoriale a quella di una competente e profonda azione istituzionale”.

L’intervento di Conflavoro PMI

 

“Desidero esprimere notevole apprezzamento per le misure introdotte nella Manovra 2022 – tra i passaggi dell’intervento del presidente di Conflavoro PMI – finalizzate al potenziamento dell’internazionalizzazione delle imprese. Faccio riferimento, in particolare, all’incremento delle risorse e alla stabilizzazione del Fondo rotativo 394/81, fondamentale per la proiezione delle imprese italiane sui mercati esteri, e all’Unificazione dei Fondi ICE, azione necessaria considerato il determinante e crescente apporto della componente estera nella formazione della domanda aggregata italiana”.

“In Italia, tuttavia, vanno assolutamente colmati tutti quei gap che, nel confronto con gli altri Paesi, rischiano di vanificare gli sforzi profusi per accelerare e consolidare l’export da parte delle realtà imprenditoriali più piccole. E questi gap strutturali – punti focali sottolineati da Conflavoro PMI – si chiamano burocrazia, tassazione, costo del lavoro, lentezza del sistema giustizia. Non solo perché in questi mesi, come imprese e consumatori sanno fin troppo bene, è scoppiata anche la bolla sul costo dell’approvvigionamento energetico e delle materie prime. Se la tutela dell’export e del made in Italy passa dunque da un’azione di calmieramento dei costi anche attraverso la diplomazia internazionale, altrettanto vero è che serve una presa di coscienza della situazione, un intervento macroeconomico che dia competitività tanto al mercato interno quanto, di conseguenza, alle possibilità del commercio estero”.

“Ovviamente determinante nel creare le condizioni per dare sviluppo all’internazionalizzazione saranno gli investimenti provenienti dal Next Generation. È necessaria una progettazione dei Piani di sviluppo accompagnata da una generale attenzione alla concreta allocazione delle risorse e da un allargamento della platea di imprese beneficiarie, coinvolgendo sostanzialmente quelle di piccola e media dimensione e non solo i grandi gruppi. Conflavoro PMI – la conclusione di Roberto Capobianco – come sempre resta aperta e disponibile al dialogo e alla collaborazione”.

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