Conflavoro a ministro Catalfo: “Ammortizzatore unico senza vincoli di settore e dimensioni”

Le urgenze di aziende e lavoratori ribadite dall’associazione nella videoconferenza sugli ammortizzatori sociali

Oggi (7 agosto) Conflavoro Pmi ha partecipato alla videoconferenza sugli ammortizzatori sociali al ministero del Lavoro. L’importante confronto è stata l’occasione per ribadire la posizione in merito dell’associazione guidata da Roberto Capobianco, ossia l’introduzione di un ammortizzatore unico.
 
“Quando parliamo di carattere universale – ha spiegato Maurizio Centra nella sua relazione tecnica – intendiamo dire chenessun lavoratore, a prescindere dai parametri dimensionali e settoriali dell’azienda per la quale presta l’opera, deve restare escluso dal beneficio dell’ammortizzatore sociale. È vero che con la riforma del 2015 determinate garanzie sono state ampliate. Però è altrettanto certo che la situazione storica che stiamo vivendo ha evidenziato tutta una serie di limiti forti”.
 
“A giudizio di Conflavoro è necessario che la materia sia gestita dal pubblico con un solo ente – ha sottolineato Centra – che possiamo identificare tranquillamente nell’Inps, e che non vi siano le distinzioni tra aziende accennate poc’anzi. Dovrebbe pertanto esserci una contribuzione obbligatoria alla causa da parte di tutte le imprese, ciò ovviamente non aumentando i contributi già esistenti, ma anzi proponendoci di risparmiare, rimodulare le aliquote ed elaborando altri modi per giungere al risultato ambizioso. La previdenza complementare è uno dei pilastri cui potremmo ispirarci e l’altro pilastro di riferimento, secondo il nostro parere, potrebbe essere quello gli enti bilaterali”.
 
“Un obiettivo importante – ha concluso il dirigente Conflavoro Alfredo Trinchese – è il raggiungimento di una minore distanza tra politica e aziende. Ci riferiamo, nel caso di specie, al fatto che l’ammortizzatore sociale debba essere ripensato in funzione di un differente mondo del lavoro. E che, pertanto, possa essere immaginato come sostegno alle imprese in ogni momento della vita e non soltanto durante le difficoltà. Va da sé che la sua introduzione è legata a doppio filo con tutta una serie dettagliata di supporti alle aziende e ai lavoratori, soprattutto oggi. Di certo questo strumento porterebbe benefici tanto alle prime quanto ai secondi. Però semplificherebbe moltissimo anche lo stesso lavoro dei professionisti, mai come in questi mesi gravati da una mole impressionante di pratiche da affontare. Il loro operato è risultato fondamentale e quindi il loro grido di allarme non può passare inascoltato dal Governo. Confidiamo che il ministro Catalfo saprà indirizzare l’argomento sui binari giusti”.

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