Conflavoro PMI scrive a Conte: “Bene impegno su imprese, noi disponibili al dialogo”

Il presidente nazionale Roberto Capobianco scrive una lettera al Capo del governo Giuseppe Conte per porre all’attenzione del nuovo esecutivo le istanze delle piccole e medie imprese

 

Egregio Presidente Conte,

innanzitutto desidero congratularmi con Lei per l’importante e delicatissimo incarico ricevuto. Nei giorni in cui i membri delle due Camere accordano la fiducia al Suo esecutivo, desidero augurarLe buon lavoro a nome mio personale e in rappresentanza delle piccole e medie imprese italiane associate a Conflavoro PMI.

Sono innumerevoli le questioni di cui dovrà occuparsi il Suo Governo, ne abbiamo piena coscienza, ed è certamente difficile stabilire una priorità di interventi. Ciò detto, la Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese da me presieduta Le chiede di riconoscere presto, con atti concreti, il ruolo fondamentale che le stesse PMI ricoprono nello sviluppo del tessuto economico del Paese.

L’Italia riparte se riparte il lavoro. E il lavoro riparte se aiutiamo chi alimenta l’economia reale, cioè la piccola e media impresa. Un concetto semplice che nessun esecutivo, però, in passato ha davvero saputo, voluto o potuto valorizzare a fondo. Con il risultato che, adesso, la piccola e media impresa italiana non conosce tutela; non riceve adeguato sostegno istituzionale; è appesantita da una selva di norme e regolamenti burocratici di vario livello e sovente in contrasto tra loro; è seppellita da capitoli onerosi che la pongono in forte svantaggio rispetto ai competitor europei.

Mi riferisco, fra gli innumerevoli disagi, a una pressione fiscale di portata francamente insostenibile e a un costo del lavoro tra i più alti in Europa, in grado di incidere in modo grave nei bilanci aziendali. Riteniamo necessario e improrogabile un piano industriale degno di questo nome che tuteli e incentivi lo sviluppo delle PMI, agendo sul fronte degli sgravi e semplificando l’accesso al credito grazie a requisiti di fruibilità meno stringenti. Un piano che, in primis, preveda proprio una forte deburocratizzazione accompagnata da una più efficace digitalizzazione dei rapporti con la Pubblica Amministrazione. Un piano, in sostanza, che accompagni le nostre aziende nella cosiddetta quarta rivoluzione industriale. Se questo piano esiste, a oggi è pensato a uso pressoché esclusivo della grande impresa e ciò, oltre a essere ingiusto verso le più piccole realtà, dissemina di ostacoli la già impervia e lunga strada verso la stabilità del sistema economico italiano.

È per questo motivo, Presidente Conte, che il Centro Studi di Conflavoro PMI, ascoltando da anni le istanze di imprese e lavoratori, cioè dei diretti interessati, ha voluto fornire un apporto alla questione elaborando il Manifesto per una nuova idea di lavoro. Si tratta di un decalogo di proposte che abbiamo già avuto modo di presentare all’aula di Montecitorio e a onorevoli Ministri del Suo Governo, riscontrando consensi diffusi.

Queste proposte, come avrà modo di constatare Lei stesso, prevedono alcune forti innovazioni nel sistema italiano del lavoro. Alcuni esempi: I’introduzione di un codice digitale del lavoro chiaro e accessibile a imprese e lavoratori così da evitare il più possibile controversie; l’introduzione, con differenze studiate in risposta alle caratteristiche dei territori, di standard retributivi orari minimi per i lavoratori così da contenere, se non eliminare, l’odiosa pratica del dumping contrattuale che incide negativamente sulla qualità del lavoro e della vita; una rivisitazione al ribasso del cuneo fiscale e previdenziale che possa permettere l’aumento del potere d’acquisto per i lavoratori; la costituzione di un’Agenzia per l’occupazione e lo sviluppo, frutto di una riforma degli attuali Centri per l’impiego, che non abbia solo funzioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro, ma che analizzi i fabbisogni delle aziende e formi – in collaborazione con istituti scolastici, università e imprese – le nuove generazioni e i lavoratori che vogliono evolversi attraverso un percorso di qualificazione professionale. Sono, questi appena accennati, tutti quanti passaggi propedeutici a una massiccia riforma dei contratti collettivi nazionali

Sarà mia cura farLe recapitare il nostro Manifesto per una nuova idea di lavoro, accompagnato a un dossier sullo stato vitale delle piccole e medie imprese italiane e delle partite Iva nel decennale della crisi. Lei, Presidente Conte, anche dall’alto della sua importante carriera accademica, saprà senz’altro riconoscere il valore sociale delle nostre proposte e sono certo vorrà tenerle in considerazione. Molte di esse, del resto e in una qualche misura, sono rintracciabili nel Contratto di Governo stipulato tra le forze politiche che formano il Suo Governo, come Conflavoro PMI ha avuto il piacere di scoprire nelle passate settimane.

Mi rendo pertanto disponibile a incontrarLa, se lo riterrà opportuno, per instaurare con Lei e il Suo Governo un rapporto collaborativo nelle forme e nei modi che Lei riterrà più adeguati alla causa.

Rinnovandole i migliori auguri per un buon lavoro, Le porgo i miei più

Cordiali saluti.

Roberto Capobianco – Presidente nazionale Conflavoro PMI

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