Conflavoro PMI dice no alle mafie insieme ad altre 14 associazioni

La firma del presidente regionale Giuseppe Pullara sul manifesto #iononpagoilpizzo

Oltre 90 mila imprese della Sicilia dicono no all’usura, al pizzo, alla mafia. 15 associazioni, tra cui Conflavoro PMI tramite la federazione regionale, hanno infatti sottoscritto un manifesto corale. Un manifesto con cui ripudiano e si impegnano a denunciare ogni rischio di infiltrazione. La questione preminente è stata seguita in prima persona dal presidente di Conflavoro PMI Sicilia, nonché vicepresidente nazionale, Giuseppe Pullara.
 
Una massa critica che ha scelto di fare fronte comune contro la minaccia criminale e di rivolgersi alla platea di tutte le imprese oggi in Sicilia, associate e non. Un impegno forte in un momento – quello post Covid – in cui la fragilità del tessuto economico espone le imprese a una minaccia della criminalità ancora più pressante.

 

I firmatari del manifesto

Dieci punti vincolanti per tutte le associazioni che hanno aderito e che hanno scelto di andare avanti insieme, dagli industriali alle cooperative, dagli artigiani ai commercianti, dalla piccola industria ai costruttori.
 
Eccoli, i firmatari del Manifesto #iononpagoilpizzo – no al racket, no all’usura, sì alla libertà.  Sono Conflavoro PMI Sicilia, Sicindustria, Legacoop Sicilia, Confcommercio Sicilia, Confesercenti Sicilia, Confcooperative Sicilia, Unci Sicilia, Agci Sicilia, Unicoop Sicilia, Confapi Sicilia, CNA Sicilia, Casartigiani Sicilia, Ance Sicilia, Confartigianato Sicilia e Confimpresesicilia.
 

Il contenuto del Manifesto

Le associazioni firmatarie ripudiano la mafia, in tutte le sue manifestazioni e articolazioni e si impegnano a:

Rifiutare, respingere e denunciare ogni tentativo di infiltrazione criminale;
Collaborare in costante raccordo con le forze dell’ordine e con le autorità preposte al controllo del territorio;
Operare in linea con l’obiettivo di prevenzione e contrasto del fenomeno mafioso e/o criminale;
Associare al proprio interno solo aziende che dichiarano di non pagare il pizzo;
Avvalersi solo di fornitori che non pagano il pizzo, di soggetti cioè che dichiarano di essere liberi da ogni forma di giogo mafioso o altro condizionamento criminale;
Diffondere la conoscenza del Manifesto tra le imprese;
Promuovere l’adesione al Manifesto;
Monitorare il livello di partecipazione;
Vigilare sul rispetto degli impegni assunti dalle imprese aderenti;
Favorire la collaborazione tra quest’ultime e le autorità ispettive e di controllo.

Lascia un commento