Conflavoro Pmi: “Inps ‘dirotta’ aziende con meno di 5 dipendenti su Fsba, fatto gravissimo”

Il Tribunale civile di Viterbo spalanca un ulteriore vaso di Pandora sulla vicenda dell’integrazione salariale alle aziende artigiane

“Nel caos di questi mesi a danno degli artigiani, costretti ad aderire al fondo Fsba su pretesa dello stesso per richiedere l’integrazione salariale Covid, si inserisce il tribunale civile di Viterbo. La giudice del lavoro Isabella Parolari ha infatti fatto luce su una nuova vicenda che ha coinvolto Inps e Fsba. L’Inps si era rifiutato di pagare l’integrazione salariale a un’azienda artigiana con quattro dipendenti, indirizzandola invece fra le braccia di Fsba. Ciò è inaccettabile, ma non ci stupisce più. Siamo certi che siano ancora numerose le questioni poco chiare legate a Fsba”. Così Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi, commenta la decisione del tribunale civile di Viterbo ai danni dell’Istituto di previdenza in data 30 giugno.

“L’azienda ricorrente – spiega Capobianco – lamentava giustamente un trattamento erroneo da parte dell’Inps. Avendo meno di sei dipendenti non rientra nella normazione prevista dal Dlgs 148/2015 e non può usufruire di Cigo, Fis. Non può nemmeno rivolgersi ai fondi bilaterali come Fsba i quali sono destinati, appunto, ad aziende con più di cinque dipendenti. Eppure l’Inps, nonostante la domanda dell’azienda ricorrente fosse stata giudicata regolare dalla regione Lazio, si era rifiutata di concedere la cassa integrazione in deroga per Covid come previsto dal Dl Cura Italia, affermando testualmente che la prestazione fosse a carico del fondo di solidarietà bilaterale dell’artigianato”.

 

Tar Lazio ha già condannato Fsba grazie a class action Conflavoro

“Dunque l’Inps – sottolinea Roberto Capobianco – ha indirizzato l’azienda, e presumibilmente un numero imprecisato di altre nella medesima situazione, verso il fondo Fsba, pur lasciando aperte altre strade però altrettanto impraticabili per un’azienda con quel numero di dipendenti. L’ha fatto consapevolmente oppure, ancora peggio, l’ha fatto senza cognizione di causa? E Fsba in queste situazioni quale atteggiamenteo ha tenuto? Ricordiamo che Fsba nel contesto Covid si sta comportando in modo riconosciuto illegittimo dalla giustizia amministrativa”.

Il fondo Fsba è infatti già stato condannato dal Tar del Lazio grazie alla class action di Conflavoro Pmi e dello studio legale Leone-Fell. Il fondo richiedeva alle aziende artigiane, e richiede tuttora nonostante la condanna, l’adesione coatta al proprio fondo e anche all’ente bilaterale Ebna, con tanto di versamento obbligatorio di 36 mensilità arretrate per dipendente. E anche con buona pace della libertà sindacale sancita dall’articolo 39, come giustamente sottolineato dal ricorrente e riconosciuto dallo stesso tribunale di Viterbo”.

“Ci appelliamo così nuovamente al ministro Nunzia Catalfo – conclude il presidente di Conflavoro – affinché intervenga in modo chiaro e definitivo. Ci auguriamo rimarchi i limiti che Fsba deve senza ombra di dubbio rispettare in questa drammatica situazione per le imprese artigiane di tutta Italia. Fsba avrebbe dovuto semplificare le procedure burocratiche e ‘fare da ponte’ nei pagamenti pubblici alle aziende artigiane interessate, invece ha creato solo guai, errori, ritardi e incertezze di ogni genere. Le difficoltà sono già gravose e infinite anche senza ulteriore caos, quindi siamo certi che il ministro metterà un punto a questa situazione illegittima”.

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