Conflavoro PMI a Pescara: “Aiutiamo imprese a ripartire. Italia non abbia paura di cambiare e offra un futuro ai suoi giovani”

Meeting tra l’ordine dei commercialisti e l’associazione datoriale guidata da Roberto Capobianco, che presenta un decalogo di proposte per riformare il lavoro nel profondo

Solo posti in piedi al convegno organizzato oggi (25 maggio) da Conflavoro PMI in Abruzzo grazie alla collaborazione delle sedi di Teramo e Pescara, guidate da Albano Viscioni e Massimo D’Alessandro. Al meeting ha partecipato anche il presidente nazionale dell’associazione delle piccole e medie imprese, Roberto Capobianco. Le novità fiscali e la necessità di una visione innovativa del lavoro sono stati gli argomenti dibattuti alla presenza di molti commercialisti, aziende e professionisti del territorio.
 
Normativa in campo fiscale, sindacalismo d’impresa, contrattazione collettiva: c’è un filo rosso che unisce queste tematiche e Conflavoro PMI, avallandosi di esperti stimati, durante il convengo di Pescara ha affrontato ciascuna di esse in ogni suo aspetto rilevante. Le norme fiscali sono state trattate dal dottor Maurizio Centra, direttore scientifico del Gruppo Odcec Area lavoro. Il sindacalismo d’impresa, invece, dall’avvocato Francesca Pacini che ha ben spiegato il ruolo fondamentale di questa figura, a servizio delle aziende soprattutto in fase di contrattazione.
 
Dei CCNL e, in generale, della necessità di riformare il lavoro, se ne è occupato il presidente di Conflavoro PMI. “Mi faccio portavoce di una missione che, con il prezioso contributo di studiosi, accademici e professionisti, ha l’obiettivo di ridare il diritto di sognare agli imprenditori e ai lavoratori del Paese”, spiega Roberto Capobianco. “L’Italia, soprattutto le sue istituzioni, non deve aver paura di cambiare, non deve aver paura di puntare sui giovani. Siamo gli unici al mondo che, invece di tutelarli e dare loro una formazione adeguata, fanno scappare i loro ragazzi all’estero. Conflavoro PMI, invece, vuole che in Italia si torni a parlare di futuro e per rilanciare il Paese occorre rilanciare il lavoro. E per rilanciare quest’ultimo – afferma Capobianco – è necessario sostenere le imprese. Le piccole e medie imprese, in particolare, che rappresentanto oltre il 90 per cento del tessuto economico italiano eppure sono bistrattate dalle istituzioni a beneficio di multinazionali e grandi industrie”.
 
Il presidente di Conflavoro PMI, quindi, durante il convegno ha presentato il Manifesto per una nuova idea di lavoro elaborato negli ultimi mesi dalla confederazione. Un decalogo di proposte, già al vaglio della commissione speciale della Camera dei deputati e prossimamente del nuovo esecutivo, che punta a dare nuovo impulso al sistema lavorativo italiano.
 
Dal codice digitale del lavoro all’introduzione del salario minimo antidumping. Dall’aumento del potere d’acquisto per i lavoratori, tramite la riduzione del cuneo fiscale e previdenziale, alla riforma dei centri per l’impiego con la costituzione dell’Agenzia nazionale per l’occupazione e lo sviluppo. Un ente che sappia offrire anche percorsi professionalizzanti ai lavoratori e alle nuove generazioni grazie alla sinergia tra scuola, università, imprese. “Perché l’altrernanza scuola-lavoro non basta – sottolinea Roberto Capobianco – serve anche l’alternanza lavoro-scuola”. Una formazione professionalizzante, appunto.
 
Al convegno di Conflavoro PMI erano presenti i vertici locali dell’ordine dei commercialisti, dell’associazione nazionale dei commercialisti e della fondazione per la promozione della cultura professionale e dello sviluppo economico di Pescara. Per ogni informazione sulle attività di Conflavoro PMI sul territorio abruzzese, è possibile scrivere agli indirizzi email pescara@conflavoro.it oppure teramo@conflavoro.it.

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