Consorzi e reti di imprese per conquistare i mercati: la Puglia guarda all’estero con Conflavoro Pmi

A Lecce il roadshow ‘Il mondo ha fame di Made in Italy’ per discutere di internazionalizzazione. Bramato, presidente territoriale di Conflavoro Pmi: “Abbiamo i talenti, promuoviamoli”

Fare rete per ‘aggredire’ il mercato, soprattutto quello estero. Un obiettivo che può essere raggiunto insistendo sul concetto di internazionalizzazione del’impresa, in particolare delle piccole e medie imprese che sono la vera spina dorsale del settore produttivo italiano. Un contributo per l’ottenimento di questo risultato lo fornisce ‘Il mondo ha fame di Made in Italy‘, il roadshow promosso da Conflavoro Pmi in tutta Italia, con l’unica tappa in Puglia in programma oggi (10 maggio) a Palazzo Tamborino Cezzi di Lecce.

Si tratta di un evento organizzato dall’unione territoriale di Conflavoro Pmi guidata da Angelo Bramato, il cui scopo è quello di favorire la creazione di consorzi o reti di imprese affinché le Pmi italiane possano presentarsi unite sui nuovi mercati esteri, amplificando il valore e ‘importanza dei rispettivi prodotti e servizi. Mantenendo, aspetto fondamentale, la propria identità, potenziando al tempo stesso l’eco oltreconfine. L’appuntamento, già presentato al Senato della Repubblica, si propone di porre le basi per un ambizioso iter di espansione internazionale. Un passaggio vitale e ormai inevitabile in un mondo sempre più globalizzato e digitale.

A tal proposito incoraggiano i dati relativi al valore delle esportazioni dalla Puglia verso l’estero pubblicati di recente dall’Osservatorio economico diretto da Davide Stasi. Il report, che prende in considerazione gli ultimi sei anni, evidenzia che l’export pugliese è stato di 7 miliardi 952 milioni di euro nell’anno 2013; 8,139 miliardi di euro nell’anno 2014; 8,094 miliardi di euro nell’anno 2015; 7,936 miliardi di euro nell’anno 2016; 8,260 miliardi di euro nell’anno 2017; 8,077 miliardi di euro nell’anno 2018.

Tra i principali prodotti esportati dalla Puglia troviamo, in ordine di fatturato, l’export di medicinali e preparati farmaceutici per 927 milioni 4mila euro; parti ed accessori per autoveicoli e loro motori per 661 milioni 38mila euro; aeromobili, veicoli spaziali e relativi dispositivi per 561 milioni 623mila euro; prodotti di colture permanenti per 464 milioni 98mila euro; prodotti chimici di base, fertilizzanti e composti azotati, materie plastiche e gomma per 409 milioni 278mila euro; macchine di impiego generale per 390 milioni 97mila euro; prodotti della siderurgia per 361 milioni 552mi1a euro; mobili per 342 milioni 885mila euro; autoveicoli per 313 milioni 947mi1a euro; calzature per 313 milioni S47mila euro.

“L’unica tappa in Puglia si tiene nel Salento – spiega Angelo Bramato, presidente di Conflavoro Pmi Lecce – perché crediamo che la nostra terra possa e debba essere protagonista del rilancio definitivo del Made in Italy. Sono personalmente certo che il nostro artigianato, la nostra storia, le idee dei nostri giovani startupper, la voglia di rinnovarsi e di crescere dei nostri imprenditori siano il miglior viatico per la promozione identitaria dell’Italia all’estero e per conquistare nuovi e più redditizi mercati”.

Approfondire le tematiche sul come raggiungere questi traguardi è quello che si propone il convegno odierno. “Le imprese – sottolinea Bramato – hanno bisogno di supporto sotto ogni aspetto: da una maggiore conoscenza delle dinamiche economiche fino all’accesso al credito, dal sostegno concreto dei professionisti fino all’effettivo impulso istituzionale. Ecco allora che Conflavoro Pmi, dando voce nel roadshow ai maggiori esperti dei singoli ambiti di azione, si propone una volta in più di supportare e promuovere i talenti, i prodotti, i vantaggi e i servizi del Made in Italy”.

</p style=”text-align: justify;”>

(Fonte: Nuovo quotidiano di Puglia – Lecce)

Lascia un commento