Il Conte Bis aggiusta il tiro e include nel programma turismo, cultura e sostegno a Pmi

Sono temi strategici per la crescita su cui Conflavoro Pmi aveva da subito espresso forte preoccupazione per l’assenza e chiesto un cambio di rotta

Da 26 punti a 29. Mentre il secondo governo di questa legislatura, la 18esima, ha giurato stamattina (5 settembre) dinanzi al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ecco che il programma del Conte Bis aggiusta il tiro, quantomeno avvertendo l’esigenza di far notare l’importanza delle piccole e medie imprese in Italia e del comparto turistico.

Conflavoro Pmi aveva avvertito di questa necessità già negli scorsi giorni, e da ultimo ieri (LEGGI QUI), sottolineando come l’assenza della promozione delle piccole e medie imprese nel programma di governo fosse molto preoccupante per la corretta e naturale crescita del Paese. Impossibile, in sostanza, non includere nelle azioni dell’esecutivo l’attenzione alle imprese di dimensioni più ridotte, vera colonna portante dello Stivale. E lo stessa attenzione Conflavoro Pmi l’aveva richiesta anche per il turismo, così come per i beni culturali, altri comparti strategici impossibili da ignorare per l’esecutivo.
 

La digitalizzazione alle piccole e medie imprese

Con turismo e Pmi innovative, alle linee programmatiche si aggiunge poi anche la questione dei giovani senza lavoro. Per quanto riguarda le piccole e medie imprese, un primo, più ‘corposo’ accenno si ha nel nuovo punto 3, che si chiude recitando: “Il Governo intende inoltre potenziare gli interventi in favore delle piccole e medie imprese”, poiché “siamo una realtà nella quale la produzione di massa incontra la capacità di personalizzazione del prodotto. La presenza di unità economiche di piccola e media dimensione (settori artigianali, design, manifattura) ci consentono flessibilità nei processi e adesione alle richieste del mercato”.

Il riferimento che precede quanto sopra è alla “sfida della ‘quarta rivoluzione industriale’: digitalizzazione, robotizzazione, intelligenza artificiale. Il piano Impresa 4.0 è la strada tracciata da implementare e rafforzare”.
 

I giovani ‘ritrovati’

Al nuovo punto 4 viene ora citata la necessità di sostenere l’imprenditorialità femminile e rinnovare l’istituto di natura previdenziale cosiddetto ‘opzione donna’. Si parla anche di “incrementare il Fondo previdenziale integrativo pubblico, includendo la pensione di garanzia per i giovani”.

Al punto 5 viene messo adesso l’accento sulla questione giovanile, la cui disoccupazione è una delle vere piaghe italiane. “È essenziale – viene scritto – investire sulle nuove generazioni, vera risorsa per il futuro del Paese, al fine di garantire a tutti la possibilità di svolgere un percorso di crescita personale, sociale, culturale e professionale nel nostro Paese. Occorre altresì creare le condizioni affinché chi ha dovuto lasciare l’Italia possa tornarvi e trovare un adeguato riconoscimento del merito. È necessario incrementare politiche di welfare rivolte ai giovani che provengono da famiglie a basso reddito”.
 

Turismo e Beni culturali trovano il loro spazio

Al nuovissimo punto 27 il programma del Conte Bis si dedica finalmente al turismo e alle imprese che vi operano. “Il Governo – si legge – è consapevole che il turismo è un settore strategico per il nostro Paese, anche perché contribuisce per più del 10 per cento al PIL. Per questo, si rende necessaria una seria revisione della governance pubblica, accompagnata da misure concrete a sostegno delle imprese che realizzano ospitalità, con particolare attenzione all’accessibilità”.

E ancora: “Il Governo si impegna inoltre a promuovere i multiformi percorsi del turismo, valorizzando la ricchezza del nostro patrimonio naturale, storico, artistico e culturale, anche attraverso il recupero delle più antiche identità e delle tradizioni locali. In generale, la conservazione e la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale del Paese sono obiettivi prioritari dell’azione di governo”.
 

La tutela delle eccellenze agroalimentari entra nel programma

Anche la filiera dell’agricoltura, centrale in molti territori del Paese e attività riscoperta sempre più spesso dai giovani altrimenti senza occupazione, trova posto nel programma di governo. 

“L’agricoltura e l’agroalimentare – si legge al punto finale del programma – rappresentano un comparto decisivo rispetto alle sfide che il nostro Paese deve affrontare. È necessario sviluppare la filiera agricola e biologica, le buone pratiche agronomiche; conservare e accrescere la qualità del territorio, contenendo il consumo del suolo agricolo; adottare gli strumenti necessari per preservare le colture tradizionali e biologiche, tutelando peculiarità e specificità produttive, così come l’agricoltura contadina nelle cosiddette “aree marginali”; sostenere le aziende agricole giovanili; investire nella ricerca in agricoltura, individuando come prioritari la sostenibilità delle coltivazioni e il contrasto ai mutamenti climatici, l’uso efficiente e sostenibile della risorsa idrica, la più ampia diffusione dell’agricoltura di precisione”.
 

Tracciabilità alimenti, serve più attenzione

E infine l’importante tema della tracciabilità degli alimenti, a oggi una sorta di Far West e una pratica, in ogni caso, fin troppo facilmente aggirabile. “Occorre, inoltre, concorrere al rafforzamento delle regole dell’Unione europea per l’etichettatura e la tracciabilità degli alimenti e porre la massima attenzione, in sede di negoziazione dei trattati commerciali, alla salvaguardia delle produzioni tipiche. Per le imprese agricole si aprirà a breve un negoziato strategico per la nuova PAC: l’Italia dovrà perseguire, anche in quella sede, l’obiettivo di valorizzare le nostre eccellenze agricole e la filiera agroalimentare”.

 

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