Contributi Inps dei lavoratori autonomi: quando è possibile sospenderli?

Quando un imprenditore può sospendere il pagamento Inps? E quando un professionista può richiedere lo stop al versamento dei contributi? Vediamo insieme cosa prescrive la normativa

Il cosiddetto Jobs Act del lavoro autonomo (L. 81/2017) ha introdotto alcune novità per i lavoratori autonomi che prestano attività in via continuativa per un committente. La circolare Inps 69/2018, invece, ha definito le istruzioni applicative della nuova normativa prevista in materia di versamento di contributi in caso di malattia o infortunio grave del lavoratore autonomo. Il riferimento, in particolare, è ai liberi professionisti iscritti a un albo o attivi in professioni intellettuali non regolamentate, così come ai lavoratori Co.Co.Co..

Conflavoro PMI, a tal proposito, ricorda che, in caso di malattia o infortunio di gravità tale da impedire lo svolgimento dell’attività lavorativa per oltre 60 giorni, il versamento dei contributi Inps e dei premi assicurativi è sospeso per l’intera durata dell’indisponibilità, fino a un massimo di due anni (art. 14 comma 3, L.81/2017).

Trascorso questo periodo, il lavoratore è tenuto a versare premi e contributi maturati durante il periodo di sospensione dal lavoro. La modalità di versamento avviene in un numero di rate mensili pari a tre volte i mesi della sospensione in questione.

La richiesta di sospensione del versamento dei contributi Inps deve necessariamente essere effettuata dal soggetto interessato in modo diretto al versamento stesso. Quindi, l’obbligo è riconducibile al professionista se questi possiede partita Iva. E’, invece, in capo al committente in caso di collaborazione coordinata e continuativa (Co.Co.Co.) e in questo caso egli ha obbligo di rivalsa sul prestato per un terzo del contributo versato.

Per ulteriori informazioni è possibile inviare una email all’indirizzo info@conflavoro.it.

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