Cottarelli, governo senza fiducia: elezioni in autunno, ora serve bloccare aumento Iva

L’economista scelto da Mattarella, una vita in FMI, avrà il compito di traghettare il Paese alle elezioni anticipate. Potrà soltanto tenere a bada i conti, non avrà la fiducia del parlamento

Sergio Mattarella, poco fa, ha affidato a Carlo Cottarelli l’incarico di formare un governo tecnico. Il mandato arriva nel pieno di una crisi istituzionale senza precedenti per l’Italia repubblicana.

La mossa del Quirinale è dovuta, costretta quasi: c’è la necessità di tentare un’ultima volta la formazione di un governo che possa ottenere la fiducia di Camera e Senato. Non accadrà, ormai è chiaro, se gli eletti di Lega e Movimento 5 Stelle resteranno compatti e, dunque, non voteranno il via libera all’esecutivo.

“Se avrò la fiducia del parlamento – ha affermato Cottarelli – faremo la legge di Bilancio 2019 e andremo a elezioni l’anno prossimo. Senza fiducia, il mio sarà un governo subito dimissionario e andremo al voto dopo agosto”.
 

Centrodestra rischia lo sfaldamento

Al momento la fiducia a Cottarelli dovrebbe essere votata soltanto da Liberi e Uguali e PD. Invece non è ancora chiara la posizione di Forza Italia, con Berlusconi, peraltro, di nuovo candidabile alla prossima tornata. Matteo Salvini, in ogni caso, ha già avuto modo di avvertirlo: se Forza Italia voterà sì a Cottarelli, alle prossime elezioni politiche il centrodestra non si presenterà alleato. Nonostante ciò, Renato Brunetta ha replicato che il partito sosterrà il nome fatto dal Quirinale. L’esatto contrario di quanto affermato poco dopo dal suo collega di partito Giorgio Mulé. Manca, in sostanza, una linea ufficiale e definitiva.

Di certo c’è un fatto: con il centrodestra sfaldato, la legge elettorale vigente e volendo credere ai sondaggi che circolano, né Lega né M5S potrebbero, forse, governare se non alleandosi di nuovo tra loro. Dunque non è escluso che il parlamento modifichi la legge elettorale prima di tornare alle urne, forse dando i seggi necessari per governare a chiunque – partito o coalizione è da decidere – ottenga un voto più degli altri.
 

La priorità è disinnescare l’aumento dell’Iva

La situazione è gravissima. Ci sono il Def da finire di scrivere nelle sue parti più importanti e le più alte nomine di enti statali e partecipate da effettuare, ad esempio. Ma, soprattutto, c’è da bloccare a tutti i costi l’aumento dell’Iva, questa sì una mazzata per le imprese e, di conseguenza, per tutto il Paese. E, però, ci sono anche i tempi tecnici da rispettare per tornare al voto. Il quale, ormai è certo, si terrà in autunno, probabilmente tra settembre e ottobre.

Dopo il veto di ieri da parte di Mattarella al nome di Paolo Savona al ministero dell’Economia, con l’incarico rimesso da Giuseppe Conte e le accuse, fortissime, di Lega e M5S al Quirinale sul fatto di pensare agli interessi economici europei piuttosto che a quelli degli italiani, lo stallo istituzionale è assoluto. I 5 stelle, inoltre, pensano di mettere in stato di accusa il presidente Mattarella secondo quanto previsto dall’articolo 90 della Costituzione. Senza l’ok della Lega, però, Luigi Di Maio non avrà i numeri in parlamento per portare il caso nelle aule. E Matteo Salvini a oggi non sembra intenzionato ad arrivare a tanto.
 

Con Cottarelli rispetto del deficit e spesa congelata

Cottarelli è un economista, una carriera spesa ricoprendo vari ruoli nel Fondo Monetario Internazionale, ed è stato per l’Italia commissario alla spending review. Pochi giorni fa ha reso pubbliche alcuni suoi calcoli secondo i quali M5S e Lega non avrebbero avuto affatto le coperture finanziarie per rispettare il contratto di governo.

La sua presenza a palazzo Chigi, per ordinaria amministrazione o altro, ribalterà del tutto la politica economica prospettata fino a oggi da Di Maio e Salvini. Sarà, infatti, congelata la spesa a discapito dei previsti interventi con aumento del deficit su cui puntava il governo ormai andato in fumo.

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