Credito alle PMI: cos’è la banca degli investimenti prevista dal contratto di governo?

Regia di MiSE e MEF per garantire l’iniezione di liquidità alle imprese. Un progetto che mira in particolare a facilitare l’accesso al credito per export e innovazione. Vediamo di cosa si tratta

Un capitolo del contratto di governo tra M5S e Lega riguarda la costituzione della cosiddetta banca degli investimenti. Sarà, nelle idee dell’esecutivo, un istituto di pubblica gestione che agirà a stretto contatto con il sistema bancario tradizionale. L’obiettivo? Quello di sostenere economicamente le piccole e medie imprese anche attraverso attività di secondo livello, con particolare occhio di riguardo per l’export, la finanza di progetto, l’innovazione. Nel progetto avrà un ruolo centrale il già esistente Fondo di garanzia per le PMI.

 

C’è impresa solo se c’è collaborazione tra datore di lavoro e lavoratori

La banca degli investimenti, peraltro, è uno dei cavalli di battaglia del partito guidato dal ministro Di Maio, il quale ha voluto per sé il super dicastero di Sviluppo economico e Lavoro proprio per coordinare il più possibile progetti come questo. Anche se, formalmente, il ministero direttamente interessato tra i due è quello dello Sviluppo economico, gli impegni che riguardano le PMI, inevitabilmente, toccano da vicino anche i lavoratori, dunque pure il ministero del Lavoro.

‘Impresa’, del resto, è un concetto che si fonda sulla piena e concreta collaborazione tra i datori e i loro dipendenti. Senza questa collaborazione non può esserci sviluppo dell’impresa e, dunque, del lavoro inteso in senso ampio.
 

I compiti della banca degli investimenti

Il programma di governo prevede che la supervisione della banca degli investimenti, regolata da apposita legge, sia affidato a una cabina di regia. Essa, oltre che dal ministero dello Sviluppo economico, sarà composta da quello dell’Economia guidato dal professor Giovanni Tria.

Tra i compiti primari della banca degli investimenti sono previsti finanziamenti di iniziative di interesse pubblico e strategico nazionale. L’attenzione sarà focalizzata anche al credito di aiuto alle imprese italiane che operano nei Paesi in via di sviluppo, così da sostenerne una posizione di vantaggio nei mercati emergenti.

Come detto, la banca degli investimenti avrà, se il programma sarà rispettato, anche il controllo gestionale del Fondo di garanzia per le PMI. Il senso è quello di favorire il risparmio patrimoniale necessario al rispetto degli stringenti requisiti previsti dalle normative internazionali sul credito, presenti e future. La proposta si inserisce in un più ampio raggio di iniziative pro PMI. Il governo, infatti, è intenzionato ad esempio a ridurre il cuneo fiscale e a snellire, semplificare e digitalizzare la burocrazia, rivedendo anche il codice degli appalti

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