Crisi d’impresa, il 16 dicembre scatta obbligo organo di controllo per 120 mila Srl

Dal governo nessun differimento nonostante le forti contestazioni. Il nuovo Codice della crisi d’impresa grava anche su chi ha almeno 20 dipendenti

I tempi sono ormai strettissimi: la contestata riforma della legge fallimentare sta per segnare la prima, importante scadenza. Gli adempimenti sono molti, ma già entro il 16 dicembre 2019 decine di migliaia di imprese dovranno adeguare il proprio statuto alla nuova normativa. Dovranno nominare (superati determinati parametri) il collegio sindacale, il sindaco unico o il revisore. L’incaricato (o gli incaricati) dovrà essere selezionato tra gli iscritti al Registro dei revisori legali. Se non avviene per mano della società, la nomina viene effettuata dal tribunale su richiesta di qualsiasi soggetto interessato o su segnalazione del conservatore del Registro delle imprese.

I nuovi adempimenti della riforma peseranno soprattutto sulle spalle di oltre 120 mila piccole Srl e cooperative che, con i nuovi parametri di allerta pensati per prevenire eventuali default, saranno così gravate dalla sera alla mattina da ulteriori oneri economici e burocratici. La nomina obbligatoria dell’organo di controllo scatta se si supera, in due esercizi consecutivi, almeno uno dei seguenti parametri:

Totale attivo dello stato patrimoniale: 4 milioni di euro;
Totale ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro;
Dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 20 dipendenti.

La forte contestazione sul nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza nasce proprio da questi nuovi parametri, in particolare dall’esiguo numero di dipendenti. Una quantità che Conflavoro Pmi contesta da mesi e che ha provato più volte a far alzare con proposte ad hoc nelle varie commissioni parlamentari.  

 

Il nuovo ruolo dell’organo di controllo

Con il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza viene assegnato un ruolo cruciale all’organo di controllo, che, in aggiunta alle ordinarie attività di controllo e revisione, sarà chiamato anche a verificare che l’organo amministrativo valuti costantemente, assumendo le conseguenti eventuali idonee iniziative:

L’adeguatezza dell’assetto organizzativo dell’impresa;
L’esistenza dell’equilibrio economico finanziario;
Il prevedibile andamento della gestione.

 
Sulla base di queste informazioni, se vengono rilevate criticità, l’organo di controllo è tenuto a segnalare tempestivamente all’organo amministrativo l’esistenza di fondati indizi del rischio di crisi per la società. Altri strumenti messi a disposizione dell’organo di controllo per la verifica sull’andamento dell’attività sono gli indici della crisi che, pur in attesa dell’approvazione da parte del ministero dello Sviluppo economico, sono stati predisposti dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

In definitiva, con il 16 dicembre ormai alle porte, non sembra probabile che il governo stabilisca in extremis un differimento dei tempi. Questo nonostante la decisa presa di posizione di tecnici, giuristi e associazioni imprenditoriali. La sfida, dunque, adesso diventa quella di scandagliare il Codice della crisi d’impresa e far diventare opportunità le criticità che colpiranno soprattutto le piccole società con 20 dipendenti. A tal proposito, Conflavoro Pmi promuove diverse iniziative di studio e confronto fra professionisti e imprese. Proprio oggi (28 novembre) inizia in Toscana il primo master sul Codice della crisi d’impresa, che si svolge a Lucca a ingresso gratuito. E’ possibile partecipare anche soltanto alle singole lezioni che più interessano.
 

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