Crisi d’impresa, reddito di cittadinanza e quota 100: intervista Rai Radio3 a Roberto Capobianco – ASCOLTA L’INTERVENTO

Il presidente di Conflavoro Pmi interviene sulle principali misure del governo Conte e su come dovrebbero essere aiutate le micro imprese e Pmi italiane

“Facciamo rinascere in Italia il coraggio di fare impresa, diamo la possibilità agli imprenditori di assumere altrimenti l’economia si ferma del tutto. Diamo loro attenzione, strumenti flessibili, agevolazioni, incentivi. Serve inoltre una scuola di formazione imprenditoriale, noi ci stiamo impegnando da anni in tal senso”. A dirlo è il presidente nazionale di Conflavoro Pmi, Roberto Capobianco, intervenuto questa mattina (28 marzo) in diretta su Rai Radio 3 durante il programma Tutta la città ne parla.

“Le stime di Confindustria parlano di crescita zero? Forse – ha sottolineato Capobianco – si è dimenticata che le micro, piccole e medie imprese, cioè la colonna portante dell’Italia, sono ben più di dieci anni che vivono la crisi. E’ giunto il momento di concentrandosi sul loro sviluppo, non solo ai grandi gruppi. Noi siamo fiduciosi che il governo faccia ripartire il lavoro, anche se qualche balzello di troppo andava evitato, come quello previsto dalla riforma della crisi di impresa e l’introduzione praticamente sicura del revisore legale”.
 

Sì a digitalizzazione, no a nuovi balzelli

Difatti, il revisore diventa obbligatorio se l’azienda supera almeno uno dei tre nuovi parametri che sono andati a modificare l’articolo 2477 del codice civile. “In particolare – ha ricordato Capobianco – questo obbligo è previsto per le imprese che hanno avuto almeno dieci dipendenti di media negli ultimi due esercizi. Va da sé che questo nuovo limite porta grosse difficoltà agli imprenditori e non li incentiva ad assumere. E qual è l’obiettivo di ogni imprenditore quando avvia un’attività? Far diventare la sua piccola impresa un’impresa di dimensioni medie. E poi far diventare grande la sua media impresa. Un percorso continuo di crescita e sviluppo che l’Italia deve iniziare ad agevolare, non sopprimere ancora di più. E il personale è fondamentale”.

E’ in questa ottica che, secondo Conflavoro Pmi, deve inserirsi una scuola di formazione imprenditoriale, affinché con i giusti strumenti e il supporto di una rete di professionisti possa, l’azienda, raggiungere livelli sempre più alti. Durante l’intervista nel programma Rai, da Roberto Capobianco alcuni commenti anche su reddito di cittadinanza e quota 100, convertiti ieri in legge e collegabili direttamente alla questione. “Per quanto riguarda il cosiddetto ‘decretone’ – ha affermato – stiamo vedendo che ci saranno effetti positivi sul pensionamento, specie dei lavoratori degli enti pubblici. Questo porterà all’innesto di molti giovani nella Pa, giovani che avranno sicuramente una propensione maggiore alla digitalizzazione e questo, a cascata, renderà idealmente più semplice e veloce la deburocratizzazione. Si tratta di un aspetto fondamentale per i cittadini e ancor più per le imprese”.
 

“Privati hanno difficoltà ad assumere”

“Di contro – ha proseguito il presidente di Conflavoro Pmi – vediamo un problema al riguardo nel mondo privato, dove nonostante i pensionamenti vi sono difficoltà ad assumere nuovo personale. Anche qua servirebbe un percorso di formazione ad hoc. Per quanto riguarda il reddito di cittadinanza, porterà nuovo gettito nell’economia e nelle assunzioni stesse. Ma avrebbero dovuto essere allargate maggiormente le possibilità, per le imprese, di assumere i disoccupati beneficiari del reddito”.

“Riteniamo – ha concluso Capobianco – che le imprese possano assumere i beneficiari anche a tempo determinato, così da favorire comunque l’occupazione e, al contempo, permettere tanto all’impresa quanto al neo-assunto di conoscersi meglio. Di capire se sia il caso di investire e formare in quella professionalità introducendola gradualmente in azienda. Non per forza subito a tempo indeterminato. Come Conflavoro Pmi abbiamo portato nelle commissioni di Camera e Senato le nostre proposte in merito, poi tradotte nel compromesso che si è visto, e sicuramente continueremo a insistere su questa strada”.
 

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