Disoccupazione, una strage: mezzo milione di posti di lavoro bruciati in tre mesi

L’ultima nota Istat conferma un mercato del lavoro allarmante e tutto da ripensare

Mezzo milione di persone, dipendenti e non. Una strage ormai talmente “normale” che fa ancora più impressione. È quella dei posti di lavoro cancellati dalle restrizioni Covid in una manciata di settimane, ovvero nel secondo trimestre 2020. Mezzo milione, appunto, 470 mila unità pari al 2%

Questa la fotografia impietosa dell’ultima nota Istat sul mercato del lavoro, sottolinenado come l’occupazione sia scesa al 57,6% (-1,2 punti) rispetto al primo trimestre 2020, “lievemente” colpito dal Covid. I giovani tra i 15 e i 34 anni sono quelli più pesantemente colpiti, con una diminuzione di posti di lavoro pari a 2,2 punti

Il crollo occupazionale riguarda tanto i lavoratori a tempo pieno sia i part time, che si sono ritrovati a tempo parziale in modo involontario per ben il 63,9% dei casi. Netta battuta d’arresto anche per gli occupati che hanno lavorato almeno 36 ore a settimana (50,6%, -13,8 punti), e questo è dovuto esclusivamente alla riduzione dell’orario causa restrizioni Covid.

 

In un anno 840 mila disoccupati in più

Ma il problema è ben più ampio nel tempo. Nel confronto su base annua con il 2019, infatti, il crollo dell’occupazione sale in maniera vertiginosa fino a 841 mila posti di lavoro in meno, colpendo soprattutto i dipendenti (-677 mila, -21,6%) ma senza risparmiare neppure gli indipendenti (-219 mila, -4,1%).

Certo, nello stesso report l’Istat evidenzia come i dati (provvisori) di luglio 2020, al netto della stagionalità, portino in dote un numero di occupati in crescita rispetto a giugno 2020 (+85 mila, +0,4%) con il tasso di occupazione che riguadagna 0,2 punti in un mese risalendo al 57,8%. Ma è palese che, con questi numeri, l’autunno non si presenterà con le migliori promesse.

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