Dumping, il Cnel conferma: legittimi e di qualità i contratti Conflavoro Pmi

Un ulteriore riconoscimento arriva dall’Inps, che ha emanato i nuovi codici per i Ccnl della confederazione delle piccole e medie imprese guidata da Roberto Capobianco

Anche il Cnel conferma la qualità dei contratti collettivi stipulati da Conflavoro Pmi e Confsal. Come si legge in un documento dell’ente presieduto dal professor Treu, infatti, “l’integrazione delle banche dati Cnel e Inps sui Contratti collettivi nazionali parte delle nuove organizzazioni presenta importi in linea di massima allineati a quelli previsti dai contratti firmati dai sindacati confederali: in alcuni casi coincidenti, in altri di poco inferiori, in altri ancora addirittura superiori”. E, tra le ‘nuove organizzazioni’, il Cnel dà ampio spazio proprio a Conflavoro Pmi.

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Per i riferimenti sono presi in considerazione i contratti Cgil, che aveva dato vita a una battaglia contro la confederazione delle piccole e medie imprese additandola di fare dumping. Un’accusa che, come dimostra una volta in più l’intervento del Cnel, è assolutamente priva di fondamenti. E, anzi, ha finito per creare ulteriore confusione sulla questione di per sé già complessa della rappresentanza sindacale e dei controlli operati dall’ispettorato del lavoro. Resta l’annoso problema della mancanza di una norma trasparente sulla rappresentanza, come invece previsto dalla Costituzione all’articolo 39. Ma, di certo, il documento del Cnel rende oggi più chiaro il contesto attuale e testimonia la qualità dei contratti collettivi di Conflavoro Pmi.
 

Capobianco: “Il 3 dicembre incontriamo il Capo dell’Ispettorato, generale Alestra”

“Noi non facciamo dumping – afferma il presidente della confederazione Roberto Capobianco – e giustamente il Cnel lo sottolinea nel suo documento. Anzi, per noi è fondamentale il ruolo del lavoratore, al quale i nostri contratti, rispetto a quelli delle sigle tradizionali, garantiscono determinati vantaggi come migliore retribuzione, più ferie, maggiori contributi all’assistenza sanitaria, sostegno economico in caso di perdita del posto”.

“Purtroppo però – conclude Capobianco – è innegabile che esistano molte sedicenti organizzazioni sindacali ‘familiari’, con pochi iscritti e che non rappresentano nessuno. Ma non è certo il caso di Conflavoro Pmi. Da anni chiediamo con forza una norma comprensibile sulla rappresentanza sindacale e ne parleremo il 3 dicembre a Roma proprio con il generale Leonardo Alestra, nuovo capo dell’ispettorato nazionale del lavoro. I primi contatti intercorsi ci fanno già ben sperare verso un cambio di rotta importante per la tutela delle piccole e medie imprese e confidiamo di essere in piena sintonia con la nuova dirigenza”.
 

Uniemens: ecco i nuovi codici Inps di Conflavoro Pmi

Nel frattempo, l’Inps ha emanato per i ccnl di Conflavoro Pmi i nuovi codici da utilizzare per il flusso di denuncia Uniemens. La comunicazione è contenuta nel messaggio n. 4468 del 28 novembre 2018. Un tecnicismo forse non immediatamente afferrabile dai non addetti ai lavori, ma che di fatto sancisce un ulteriore riconoscimento ai contratti stipulati da Conflavoro Pmi. Al loro diritto di esistere e di essere applicati senza timore alcuno, anzi coi vantaggi che ne conseguono così come riconosciuto dal Cnel.

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