FISCO, NUOVO DIRETTORE AGENZIA ENTRATE MANTENGA LE PROMESSE

Il presidente di Conflavoro Pmi, Roberto Capobianco: “Serve meno burocrazia per le aziende”

Meno burocrazia e meno adempimenti con il nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate?
Lo sperano in molti, ma la posizione è quella di uno scetticismo vigile. Così sicuramente per l’associazione di categoria Conflavoro Pmi. Che ha sicuramente accolto con favore le prime parole dopo l’insediamento di Ruffini ma che adesso vuole che le stesse passino al vaglio dei fatti.

“Sono anni, anzi decenni – dice il presidente di Conflavoro Pmi, Roberto Capobianco – che agli imprenditori viene promessa una riforma fiscale nel senso della semplificazione. E sono anni, anzi decenni che non solo questo non avviene, ma gli adempimenti aumentano e con essi le carte da produrre, le ore di lavoro perse a girare per uffici e per cercare di rispettare le scadenze”.

Quindi le parole che arrivano dal neodirettore Ruffini si inseriscono in un fulone già ampiamente conosciuto dalle piccole e medie imprese: “Si parla – dice ancora Capobianco – di rafforzare la responsabilità civica fiscale per far cresce il livello del rispetto dell’obbligo tributario e di un miglior rapporto fra fisco e contribuente. Bene. Ma tutto questo è possibile non solo se cambia l’approccio da parte dell’Agenzia delle Entrate, che in qualche modo è l’ultimo anello di una catena che deriva dalle scelte politiche del governo. Ma se cambia anche radicalmente la filosofia con cui ci si confronta con il cittadino-imprenditore. Lo stesso non può essere considerato, come dice giustamente Ruffini, solo come un potenziale evasore o solo come un contribuente e non, principalmente, come un cittadino.

L’imprenditore è una persona che ogni giorno, per far funzionare la propria azienda e, possibilmente, ricavarne reddito deve superare una innumerevole serie di ostacoli e trappole in cui può cadere e perdere tutto. E se è vero che le piccole e medie imprese in Italia sono il motore dell’economia e dello sviluppo è a loro che, in particolare, bisognerà guardare per ricostruire quel sentimento di fiducia fra fisco e cittadini che, finora, è mancato”. “Buon lavoro a Ruffini dunque – chiude Capobianco – ma non è con le affermazioni di principio che si fanno le riforme. Speriamo che sia la volta buona per i fatti”.


 

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