Green pass aziende private, Conflavoro PMI: “Linee guida, ritardi e ancora dubbi”

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Per l’associazione guidata da Roberto Capobianco resta forte il rischio sanzioni relativi alle verifiche green pass

“Incredibile come le linee guida relative ai luoghi di lavoro privati arrivino dal Governo con così grande ritardo, giacché è noto dal DL 127 del 21 settembre l’estensione del green pass a tutti i lavoratori a partire dal 15 ottobre. Linee guida, per inciso, che continuano a essere troppo vaghe. E il rischio sanzione è sempre dietro l’angolo quando viene lasciato spazio all’interpretazione. Questo è il nostro timore. Confidiamo, quindi, che le indicazioni per le aziende possano essere implementate e migliorate in tempi brevi. Contestualmente ci auguriamo che tutti, dai lavoratori agli enti controllori, capiscano la situazione estremamente delicata che il Paese sta vivendo e vivrà ancor più nei prossimi giorni sotto il profilo burocratico”. Così Conflavoro PMI sulle indicazioni del Governo in vista del 15 ottobre (leggi qui le Faq dell’Esecutivo)

“La nostra associazione ha più volte chiesto una semplificazione sui metodi di controllo permettendo un’importante deroga alla normativa privacy. Non è stato possibile fino in fondo, ma siamo comunque soddisfatti – era tra le nostre proposte – del fatto che sia data possibilità all’azienda di richiedere con congruo anticipo ai lavoratori il possesso o meno del green pass.

“Adesso resta da capire l’efficienza dei nuovi metodi per le verifiche. Resta l’app VerificaC19, che, almeno inizialmente, sarà di gran lunga preferita dalle aziende di dimensioni ridotte. Sulla carta – conclude Conflavoro Pmi – siamo soddisfatti dell’implementazione della verifica green pass tramite badge con il software messo a disposizione dal Governo. Ma solo sulla carta perché, di questo e soprattutto del nuovo applicativo Inps per le medie e grandi imprese, visti anche i precedenti informatici dell’Istituto di previdenza, resta da capire l’affidabilità tecnica. Il pur minimo danneggiamento all’attività aziendale per motivi terzi non sarebbe lontanamente accettabile. Ci auguriamo quindi che il 15 ottobre ci sia il minor caos possibile in Italia, ma evitarlo del tutto sarà purtroppo impossibile”.

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