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La settimana politica: dal nodo Hormuz al record di longevità del Governo Meloni

Hormuz rimane al centro delle tensioni tra Usa e Iran, mentre l’Italia segue il ricovero di Di Battista e il Governo Meloni punta al record di durata nazionale

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A sei mesi dall’avvio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, con le conseguenze legate dalle lunghe incertezze relative allo Stretto di Hormuz, la fase attuale si caratterizza per la sospensione delle operazioni militari su larga scala e per l’intensificazione della pressione economica di Washington su Teheran.

Secondo quanto riportato da Axios e ripreso dalla stampa internazionale, il Segretario di Stato USA Marco Rubio avrebbe comunicato ai principali alleati che gli Stati Uniti non prevedono, allo stato, nuove azioni militari: la linea dell’Amministrazione, almeno fino alle elezioni di metà mandato di novembre, privilegia le sanzioni e la massimizzazione dei flussi petroliferi attraverso lo Stretto di Hormuz. La Casa Bianca ha peraltro precisato che «tutte le opzioni restano sul tavolo» e che non sono in corso negoziati formali con Teheran.

La questione Hormuz

Il nodo centrale resta, appunto, Hormuz. Il Comando centrale statunitense rivendica il completamento delle operazioni di sminamento e la riapertura delle rotte, ma il traffico mercantile si mantiene ampiamente al di sotto delle medie storiche. Teheran subordina la piena riapertura all’accettazione delle proprie condizioni e ha annunciato un’intesa con l’Oman — non ancora operativa — per un corridoio temporaneo di transito, operazioni congiunte di sminamento e una futura gestione condivisa del passaggio.

Sul versante economico, l’Amministrazione statunitense ha avviato una nuova campagna di sanzioni secondarie, rivolta anche ai circuiti bancari e ai partner commerciali della Repubblica islamica, dossier che il Tesoro porterà al prossimo G20 Finanze. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che l’Iran «risponderà al fuoco con il fuoco», invitando i Paesi terzi a non dare applicazione alle misure.

Il malore di Alessandro Di Battista a Cuba

Alessandro Di Battista, ex deputato del Movimento 5 Stelle, è stato colpito da un malore a Cuba, dove si trovava dal 22 agosto per una serie di reportage per Il Fatto Quotidiano e TvLoft. Dopo forti e persistenti cefalee, venerdì 28 agosto è stato ricoverato d’urgenza a Santa Clara; il giorno successivo è stato trasferito all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana per essere sottoposto ad accertamenti più approfonditi, tra cui una TAC con mezzo di contrasto. Le sue condizioni, definite gravi dalle fonti di stampa, non consentirebbero al momento il trasferimento in Italia.

Il Governo segue la vicenda sin dalle prime ore: la Farnesina è attiva in prima battuta tramite l’Ambasciata d’Italia all’Avana, guidata da Simona De Martino, mentre il presidente del M5S Giuseppe Conte cura il raccordo tra la famiglia dell’ex parlamentare e il Ministero degli Esteri. L’esecutivo ha messo a disposizione un volo di Stato sanitario che, secondo quanto riportato dalla stampa, Di Battista avrebbe declinato, preferendo un volo di linea, se il quadro clinico lo consentirà, o un aereo sanitario. Due medici del Policlinico Gemelli di Roma sono intanto in viaggio verso Cuba per affiancare l’equipe cubana.

Sul piano istituzionale, Di Battista ha ricevuto le telefonate sia della Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sia del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che lo ha trovato «combattivo nel tono, non indebolito nel morale», assicurando il pieno sostegno del Governo. Domenica 30 agosto l’ex deputato ha rotto il silenzio sui social: «Ce la metterò tutta per tornare presto».

Il Governo Meloni verso il record di longevità della storia repubblicana

Venerdì 4 settembre il Governo Meloni diventerà il più longevo della storia repubblicana: con 1.413 giorni a Palazzo Chigi supererà il secondo Governo Berlusconi (11 giugno 2001 – 23 aprile 2005). Per Giorgia Meloni, prima donna alla Presidenza del Consiglio, in carica dal giuramento del 22 ottobre 2022, si tratta di un secondo primato dall’avvio della legislatura.

Nelle ricostruzioni di stampa che accompagnano la ricorrenza, l’esecutivo rivendica la stabilità politica e l’equilibrio dei conti pubblici, con lo spread sceso da circa 220 a circa 80 punti base e il rapporto deficit/PIL ridotto dall’8 per cento a poco più del 3 per cento, in prossimità della chiusura della procedura di infrazione europea. I medesimi bilanci richiamano anche i passaggi più complessi del quadriennio: il referendum sulla giustizia perso a marzo 2026, la riforma del premierato in stallo e le tensioni con l’Amministrazione statunitense sul dossier iraniano.

Il traguardo sarà celebrato lo stesso 4 settembre al porto di Bari con una manifestazione nazionale di Fratelli d’Italia dal titolo «Il governo più stabile, l’Italia più forte», in un’area allestita presso il nuovo terminal crociere con capienza fino a diecimila persone. L’avvio è previsto alle 16, con l’intervento conclusivo della Presidente del Consiglio alle 19; secondo la stampa locale, la scenografia prevede un corridoio di luminarie per l’ingresso della premier. Attesi i ministri e i parlamentari di FdI, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto e i saluti dei leader della coalizione Tajani, Salvini e Lupi.

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