L’impresa non è una zona rossa

Dalla parte dell’Impresa sempre: la forte presa di posizione di Conflavoro nel video del presidente nazionale Roberto Capobianco

Tornano i lockdown tanto temuti, ma troppe altre disgrazie in questi mesi non sono mai scomparse: la mala burocrazia, gli aiuti assenti alle aziende, l’ansia di dover sostenere dei costi fissi anche ad attività chiusa.

L’Italia deve e vuole reagire, ma cambiare direzione non basta più: serve invece inventarsi una strada nuova.

Non ci sono i presupposti per guardare al futuro, non si registra il benché minimo sostegno alla ripartenza delle aziende. Vi è non solo una grande incertezza, una carenza inaccettabile circa le misure economiche di indennizzo alle chiusure per decreto, ma vi è soprattutto il blocco implicito a tutti i timidi progetti di investimento ipotizzati dalle Pmi per il 2021.

La prevenzione è sacrosanta e tutti abbiamo fatto sacrifici in questa ottica, ma anche il rimborso totale per le chiusure forzate lo è e le imprese lo pretendono, è un loro diritto. Le promesse non bastano, servono interventi economici solidi e duraturi, che guardino non solo al futuro ma anche all’immediato e non solo a copertura dei costi fissi. Serve velocità dalle istituzioni, quella che finora è stata l’assente più ingiustificata di tutti.

Lascia un commento