Imprese edili, come funziona il nuovo DURC di congruità a partire dal 1° novembre

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Via libera dalla Corte dei Conti per il nuovo DURC atto a verificare la congruità della manodopera impiegata. I dubbi di Conflavoro PMI

Il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Andrea  Orlando, ha firmato lo scorso 25 giugno il decreto (leggilo qui) che definisce  un sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione di lavori edili.

Il nuovo DURC di congruità fungerà da strumento per contrastare i fenomeni di lavoro nero e dumping contrattuale. Verrà attuato in una prima fase in via sperimentale,

La Corte dei Conti ha approvato lo scorso 19 luglio il decreto, la cui entrata in vigore è prevista per il 1° novembre 2021.

 

Che cosa è

Il Decreto definisce un sistema di verifica della congruità dell’incidenza della manodopera impiegata nella realizzazione di lavori edili eseguiti da imprese affidatarie, in appalto o subappalto. Vale anche per i lavoratori autonomi coinvolti nella loro esecuzione.

La verifica della congruità si applica:

nell’ambito dei lavori pubblici;
nell’ambito dei lavori privati il cui valore sia pari o superiore a 70.000 euro.

 

A chi è rivolto

Il Decreto si applica:

al settore edile, nel quale rientrano tutte le attività, comprese quelle affini, direttamente e funzionalmente connesse all’attività resa dall’impresa affidataria dei lavori per le quali trova applicazione la contrattazione collettiva dell’edilizia stipulata dalle organizzazioni di rappresentanza comparativamente più rappresentative sul piano nazionale;
restano, invece, esclusi i lavori affidati per la ricostruzione delle aree territoriali colpite dagli eventi sismici del 2016 e già oggetto di specifiche ordinanze del Commissario straordinario del Governo.

Come avviene la verifica di congruità

La verifica è eseguita in relazione agli indici minimi di congruità riferiti alle singole categorie di lavori. Il riferimento è la seguente Tabella allegata all’Accordo collettivo del 10 settembre 2020.

 

Chi rilascia l’attestazione di congruità

L’attestazione di congruità è rilasciata, entro 10 giorni dalla richiesta, dalla Cassa Edile/Edilcassa territorialmente competente, su istanza dell’impresa affidataria o del soggetto da essa delegato oppure del committente.

 

Cosa accade se non viene riscontrata la congruità

È previsto un meccanismo di regolarizzazione. La Cassa Edile/ Edilcassa invita l’impresa a regolarizzare la propria posizione entro il termine di 15 giorni, attraverso il versamento in Cassa Edile/Edilcassa dell’importo corrispondente alla differenza di costo del lavoro necessaria per raggiungere la percentuale stabilita per la congruità.

In mancanza di regolarizzazione, l’esito negativo della verifica di congruità riferita alla singola opera, pubblica o privata, incide, dalla data di emissione, sulle successive verifiche di regolarità contributiva finalizzate al rilascio del DURC online per l’impresa affidataria.

 

Da quando si applica

Il Decreto si applica ai lavori edili per i quali verrà presentata la denuncia di inizio lavori alla Cassa Edile/Edilcassa territorialmente competente a partire dal 1° novembre 2021.

CNCE EdilConnect è il portale utilizzato dal Sistema nazionale edile per la sperimentazione della verifica della congruità della manodopera nei cantieri. Per maggiori informazioni relative alla verifica di congruità, consulta il sito www.congruitanazionale.it.

Il commento di Conflavoro PMI

Se, da un lato, il nuovo DURC Congruità è stato individuato quale strumento per contrastare i fenomeni di lavoro nero e dumping contrattuale, dall’altro, rappresenta un ulteriore fardello che graverà su un comparto la cui sopravvivenza è compromessa già da oltre un decennio.

Conflavoro PMI è già al lavoro per tentare di arginare la mole di adempimenti burocratici e di verifica a carico delle imprese edili.

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