Ispettorato, stop a controlli mirati: aziende possono applicare i ccnl che ritengono più opportuni

Importante passo verso la libertà sindacale con la circolare 7/2019 dell’Inl: le aziende sono libere di firmare ccnl non siglati dai sindacati comparativamente più rappresentativi

Importante riconoscimento dell’Ispettorato nazionale del lavoro a tutela del pluralismo e della libertà sindacale. Con la circolare 7/2019 firmata dal direttore dell’Inl Generale Leonardo Alestra, infatti, viene chiarito ciò che Conflavoro Pmi afferma e difende da sempre: ovvero che la contrattazione collettiva nazionale non è prerogativa di determinate organizzazioni sindacali, ma è libera e legittima come sancisce l’articolo 39 delle Costituzione.

In particolare, la circolare 7/2019 fornisce precisazioni sulla corretta applicazione dei ccnl e sulla circolare 3/2018 dello stesso Ispettorato, chiarendo che i controlli ispettivi in azienda si devono basare sull’effettivo trattamento economico/normativo riservato ai lavoratori e non sull’applicazione formale del ccnl sottoscritto dalle cosiddette organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative.

 

Capobianco: “Adesso legge che chiarisca e attualizzi il concetto di ‘comparativamente'”

“Cade finalmente il muro dell’erga omnes – commenta Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro Pmi – fortemente preteso da quelle sigle convinte a torto di avere l’esclusiva nella stipula dei ccnl e che si definiscono appunto ‘comparativamente più rappresentative’, pur senza una modalità di registrazione e riconoscimento effettivo di questo presunto status. E’ inoltre un bel passo avanti nella lotta ai contratti a ribasso dei piccoli sindacati assolutamente non rappresentativi e che causano dumping, contro i quali deve continuare il contrasto comune”.

“Con la circolare 7/2019 – prosegue Capobianco – finalmente stiamo tornando alla normalità e viene confermato ciò che Conflavoro dice da sempre: ovvero che le aziende possono tranquillamente applicare il ccnl che ritengono più opportuno e firmato dall’associazione di categoria cui aderiscono. Non ci deve essere più alcun timore a riguardo da parte delle imprese e dunque dei loro lavoratori. Adesso confidiamo che il governo provveda a stabilire finalmente, in termini chiari e imparziali, il concetto di ‘sindacato comparativamente più rappresentativo’ andando a colmare la lacuna normativa in essere e compiendo così un altro importante passo verso la piena libertà sindacale”.

“Questa è una concreta dimostrazione di rispetto dei valori costituzionali. Ma anche di tangibile riconoscimento – conclude Capobianco – verso quelle sigle sindacali oggi rappresentative nel concreto e che, responsabilmente, non fanno dumping e garantiscono al lavoratore, con la loro contrattazione collettiva, un trattamento pari e spesso migliore rispetto a quello delle sigle sindacali storiche. Di questo impegno ringraziamo il Generale Alestra, che ha fin da subito ascoltato Conflavoro Pmi e le istanze dei nostri associati”.

 

Scarica la circolare 7/2019 dell’ispettorato nazionale del lavoro

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