Manovra, Bruxelles boccia Italia: ecco cosa potrebbe accadere adesso

La Commissione Ue conferma il malumore verso il deficit al 2,4% e il vade retro su riforma fiscale e superamento della legge Fornero sulle pensione

Come ampiamente prevedibile anche dallo stesso ministro dell’Economia Tria, Bruxelles ha respinto il Documento programmatico di bilancio dell’Italia, inviato dal governo Conte alla Commissione Ue una decina di giorni fa. Il nodo della questione è sempre il deficit alzato fino al 2,4%, considerato inaccettabile. “Una bocciatura – dicono da Roma – che non ci stupisce”.

Bruxelles, come è stato sostanzialmente detto ieri in Commissione Ue, non vede di buon occhio i passi indietro sull’austerity. In particolare arriva un vade retro sulla riforma fiscale e sul superamento della riforma Fornero. “L’Europa è costruita sulla cooperazione – ha detto il vicepresidente Dombrovskis – su stretti legami di fiducia e con regole che sono le stesse per tutti. Se la fiducia viene erosa, tutti gli Stati membri vengono danneggiati, la nostra Unione viene danneggiata”. Dunque, è il ragionamento di Bruxelles, “se una politica fiscale più accomodante colpisce la fiducia, può avere in realtà l’effetto opposto alla crescita”.

Per la Commissione Ue “il governo italiano sta apertamente e coscientemente andando contro gli impegni presi verso se stesso e verso gli altri Stati membri”. Dunque adesso l’Italia ha tre settimane di tempo per andare incontro ai diktat europei, ma per palazzo Chigi al momento non è in discussione una marcia indietro sul 2,4%. L’hanno ribadito a caldo sia il premier Conte sia i leader di M5S e Lega.

Del resto con un ripensamento sulla percentuale del deficit salterebbe all’istante l’introduzione dei cavalli di battaglia di M5S e Lega, dalla quota 100 per le pensioni, al reddito di cittadinanza all’avvio della flat tax. In ogni caso, con un occhio ai mercati che comunque avevano fiutato il no di Bruxelles e non sono rimasti ‘stupiti’, il ministero proseguirà l’iter previsto per la presentazione della legge di Bilancio alle Camere, che avverrà nei prossimi giorni.
 

Cosa accadrà se non ci saranno passi indietro

L’Italia rischia l’apertura di una procedura per deficit eccessivo, eventualità ‘congelata’ dalla Ue lo scorso maggio poiché era sotto controllo l’obbligo di riduzione. La Commissione si riunisce il 3 e 4 dicembre prossimi e, a seconda delle decisioni di Roma, può raccomandare al Consiglio l’apertura della procedura per disavanzo eccessivo.

Da quel momento partirebbe un iter che potrebbe chiedere all’Italia un deposito infruttifero presso l’Ue una cifra pari allo 0,2% del Pil, circa 3,6 miliardi. Una sanzione alla quale potrebbe aggiungersene una ulteriore, variabile, fino al raggiungimento di un tetto complessivo dello 0,5% del Pil, ovverosia 9 miliardi di euro. L’iter in questione, in ogni caso, si concluderebbe nei primi mesi del 2019, a ridosso delle prossime elezioni europee che potrebbero ribaltare le linee politiche dell’Unione.

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