Boom morti bianche, Guzzi (Conflavoro Pmi Catanzaro): “Insegnare cultura sicurezza a scuola”

Il presidente territoriale di Catanzaro riaccende la questione degli incidenti sul lavoro e ripropone l’idea della confederazione nazionale: “Sicurezza da imparare nelle aule”

Il tema della sicurezza nei luoghi di lavoro ha acquistato nell’ultimo decennio una corposità non solo normativa, ma anche pratica introducendo nuove figure di riferimento in un sistema previdenziale ampio e molto articolato. Secondo un recente rapporto Inail le morti sui luoghi di lavoro sono aumentate del 5,2% e anche gli incidenti hanno conosciuto un incremento importante pari all’1,3%.
 
Conflavoro Pmi, la confederazione nazionale delle piccole e medie imprese presieduta da Roberto Capobianco, ha tra le sue missioni la diffusione di una vera e propria cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro, poiché ancora troppo debole e bistrattata. E anche Sebastiano Guzzi, presidente territoriale di Conflavoro Pmi Catanzaro, con esperienza ventennale nel settore della sicurezza, ribadisce, con ferma convinzione, la necessità di un intervento immediato e risoluto.
 

Guzzi: “Serve l’impegno di tutti, pubblico e privato”

“La sicurezza sul lavoro – sottolinea Guzzi – non è solo un obbligo stabilito per legge: è buonsenso, civiltà, intelligenza. Occorre diffondere questo messaggio non solo ai lavoratori di oggi, ma anche e soprattutto a quelli di domani. Con una formazione specifica anche all’interno delle aule scolastiche fin dalla più tenera età. Una prassi che Conflavoro Pmi sta diffondendo in tutta Italia e che sta riscontrando un grande apprezzamento anche da parte delle istituzioni. Del resto sono essenziali le buone pratiche e l’impegno di tutti per costruire una sana ed efficiente cultura della sicurezza. A tal proposito Conflavoro Pmi Catanzaro sta predisponendo un piano ad hoc che sottoporrà agli organi e agli enti proposti. Perché la nostra regione ha davvero bisogno di una svolta positiva”.

 

Situazione ancora peggiore se si considera il sommerso

“I morti sul lavoro sono aumentati – ricorda poi il presidente – con circa 400 i casi nel 2018. La scia di morti bianche per incidenti sul lavoro non si placa. Troppe le denunce di infortunio con esito mortale. Ma la situazione reale è pure peggiore. Il quadro che emerge dai dati rilevati dall’Osservatorio Indipendente e dall’Inail, infatti, non tiene ovviamente conto di tutti gli incidenti che avvengono nelle zone ‘grigie’ della manovalanza clandestina, le quali, come noto, sfuggono a classifiche e controlli”.
 
L’Inail, in tal senso, ha verificato 16.648 aziende di cui l’89,43% è risultato essere fuori norma. Dopo questo controllo, essenziale e dovuto, i lavoratori irregolari e quelli ‘in nero’ sono stati regolarizzati. “Resta il fatto – conclude Sebastiano Guzzi – che l’aumento di morti bianche e incidenti sul lavoro è sconcertante. L’obiettivo da raggiungere, secondo Conflavoro Pmi, è quello di assicurare, al meglio e attraverso una valida educazione e formazione, un nuovo modo di intendere il lavoro anche e soprattutto sotto questi fondamentali aspetti di prevenzione e salute. Quello della sicurezza sul lavoro deve imporsi sotto forma di cultura in modo che le aziende ne comprendano il valore.”

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