Commercialisti di Firenze e Conflavoro PMI, successo al convegno su lavoro autonomo e CCNL

Dibattito intenso all’ODCEC del capoluogo toscano. I relatori hanno analizzato le più recenti novità sul diritto del lavoro

FIRENZE – All’ODCEC di Firenze si è svolto un convegno dedicato al mercato del lavoro, con un focus sul ruolo dei contratti collettivi fino alla certificazione degli accordi di secondo livello, passando dallo svolgimento dei rapporti di lavoro autonomo, subordinato o esterno. Una giornata capace di stimolare l’interesse di una categoria, quella dei commercialisti, fondamentale per le imprese e di chiarire nei presenti più di un dubbio. Il seminario è stato organizzato dallo stesso ODCEC del capoluogo toscano in collaborazione con Conflavoro PMI e con la Fondazione dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Firenze.

Importanti relatori hanno dato vita a una tavola rotonda davvero necessaria viste le tematiche trattate, sempre più preminenti in un mondo del lavoro che, nell’arco di pochi anni, è stato riformato nel profondo. Da Riccardo Del Punta, professore ordinario di Diritto del lavoro all’università di Firenze, fino ad Antonio M. Orazi e Roberto Capobianco, rispettivamente sindacalista d’impresa e presidente nazionale di Conflavoro PMI.

Dal convegno è emerso un punto focale sul quale hanno da subito concordato relatori e commercialisti: l’imprenditore non è affatto vincolato per legge all’utilizzo di contratti collettivi specifici. Egli ha, anzi, convenienza ad affidarsi al CCNL che ritiene migliore per la propria azienda. Si tratta di una questione basilare per analizzare la situazione italiana in modo propositivo, con l’obiettivo principe di sostenere concretamente le PMI, veri motori per la ripartenza economica del Paese.

“Dati i cambiamenti in corso – ha affermato Roberto Capobianco – e visto che il mercato moderno del lavoro richiede flessibilità e dinamismo, i contratti collettivi hanno bisogno di abbracciare una visione innovativa e più smart rispetto al passato. Conflavoro PMI ha fatto della questione un proprio cavallo di battaglia. Su queste basi, infatti, propone una serie di CCNL snelli e fondati sull’abbattimento del costo del lavoro, dove è interesse primario la tutela del lavoratore. Il costo del lavoro è il capitolo più pesante nel bilancio di un’impresa e la nostra associazione datoriale, dando anche ampio spazio gli accordi di secondo livello, ha saputo adeguarsi al mercato del lavoro attuale. Riusciamo così a garantire le migliori condizioni possibili alle aziende nostre associate e ai loro dipendenti”.

Molto apprezzato l’intervento di Riccardo Del Punta. Ribadendo il pieno diritto che ha un’impresa di scegliere il contratto collettivo nazionale, il professore ha sottolineato l’importanza degli accordi di secondo livello e della certificazione dei contratti. Quest’ultima, infatti, è una pratica in grado di tutelare maggiormente entrambe le parti firmatarie. Normata nel 2003, deve però ancora entrare appieno nella visione degli imprenditori. Per questo motivo Conflavoro PMI, attraverso l’Ente Bilaterale EbiAsp, ha costituito una commissione di certificazione caratterizzata da efficienza e professionalità.

Seguito significativo, durante il convegno, anche per i temi più caldi del momento, ossia lo svolgimento dei vari tipi di rapporto lavorativo. Particolare attenzione, dal quale è scaturito un denso dibattito tra commercialisti presenti in sala e relatori, è stata data al lavoro autonomo. Esso, infatti, insieme allo smart working ma in modo più incisivo rispetto a quest’ultimo, è al centro della legge 81/2017, cosiddetta appunto ‘Jobs Act del lavoro autonomo non imprenditoriale’.

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