Prodotti tessili e calzature: 20 mila euro di multa se l’etichetta è sbagliata

Stop alla merce di origine sconosciuta o ambigua. Vietate sigle non italiane. Sanzioni pesantissime tanto per i produttori quanto per i distributori. Lo scopo è valorizzare i prodotti tessili europei azzoppando la concorrenza scarsamente qualitativa


Contrasto alla merce di origine sconosciuta

Multe fino a 20 mila euro in caso di etichetta assente o sbagliata. E’ quanto prevede la nuova disciplina relativa all’etichettatura dei prodotti usati nei prodotti tessili e nel calzaturiero. In particolare, il Dlgs 190/2017 recepisce quanto stabilito a livello comunitario con il Regolamento 1007/2011 e la Direttiva 94/11/CE.

Una corretta etichettatura, che renda nota la composizione dei materiali utilizzati per i prodotti finali, ha lo scopo di valorizzare e favorire questi ultimi nella libera circolazione sul mercato europeo. Contrastando, al contempo, la merce non in regola andando a colpire direttamente il portafogli di chi viene colto in fallo.

 

Etichetta assente, sanzioni durissime per produttori, importatori e distributori

Difatti, in caso di assenza di etichetta indicante i corretti dati e le denominazioni delle fibre di composizione dei prodotti immessi sul mercato, fioccheranno multe da 3 mila a 20 mila euro per produttori e importatori. L’assenza dell’etichetta significherà, invece, una sanzione da 700 a 3 mila 500 euro per i distributori.

 

Etichetta errata, anche qua controlli serrati e multe

Sanzioni non meno economiche anche nei vari casi di etichettatura fuorviante, errata, incompleta. Ad esempio, in caso di composizione fibrosa differente da quella dichiarata sull’etichetta, fabbricanti e importatori potranno ricevere da 1500 a 20 mila euro di multa. Stessa cifra in caso di etichettatura espressa in lingua non italiana. Più lievi la sanzioni per i distributori in questi due medesimi casi: una dichiarazione mendace equivale a una multa che varia da 700 a 3 mila 500 euro, mentre un’etichetta con sigle in lingua non italiana potrebbe provocare una sanzione da 200 a mille euro.

 

Ulteriori sanzioni per chi non si regolarizza nel breve periodo

Il provvedimento, dunque, prevede multe salatissime per tutti quei soggetti individuati come trasgressori dalle autorità competenti anche grazie al supporto delle Camere di commercio. Dall’accertamento delle irregolarità, inoltre, i trasgressori avranno 60 giorni di tempo per rimuovere dal mercato il prodotto con l’etichetta assente o errata. In alternativa possono continuare a commercializzare il prodotto fornendone, però, le indicazioni corrette. Trascorsi i due mesi, la sanzione ulteriore prevista per il mancato adeguamento va dai 3 mila ai 20 mila euro.

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