Non solo riders: il commento di Conflavoro Pmi sull’ultimo decreto del governo

Il decreto passato in CdM non contiene soltanto norme riferite a riders. Ecco un breve focus su altri punti da osservare

Nell’ultima seduta, il Consiglio dei ministri ha dato il via libera al cosiddetto decreto Riders. L’attenzione dei più si è focalizzata, per l’appunto, sulla giusta tutela di questa tipologia di lavoratori. Una tutela che può e deve andare di pari passi anche per quanto riguarda le stesse aziende responsabili del settore, a favore e promozione di una concorrenza leale e trasparente. Ma il testo che ha avuto l’ok da palazzo Chigi – il quale apporta modificazioni al Dlgs 81/2015 – contiene anche altre importanti disposizioni in relazione al lavoro. E’ su queste che Conflavoro Pmi intende in questa sede focalizzarsi.
 

Anpal, servono investimenti e più informatizzazione

Conflavoro Pmi ritiene meritevole l’azione del governo, prevista all’art. 4 del cosiddetto decreto Riders, di aumento degli investimenti per il personale Anpal. Un aumento teso dunque a rafforzare un’Agenzia di cui è importante prevedere uno sviluppo sulla base delle fondamentali funzioni a essa assegnate. Tali sforzi sul personale devono però necessariamente essere accompagnati da una implementazione dei sistemi gestionali e informatici di funzionamento dell’organismo. Questo ai fini di dare un impulso che sia effettivamente percepito, raccolto e condiviso con il mondo imprenditoriale e civile.

Ottimo poi l’intento previsto anche all’art. 12, in relazione al potenziamento della struttura amministrativa sulla crisi d’impresa, laddove si sottolinea la necessità di potenziare la struttura prevista all’art. 1 comma 852 della legge 296/2006. Ora, nello spirito di essere propositivi, riteniamo fondamentale un fatto. Ovvero che, in relazione ai soggetti della cui collaborazione si avvale a titolo non oneroso la medesima struttura, vengano ricomprese anche le associazioni di categoria operanti sul territorio, in forza della loro profonda conoscenza della realtà imprenditoriale nella quale operano.
 

Ambiente, riallocare i Fondi europei

Sempre in un’ottica di attribuire alla struttura funzioni propositive, riteniamo opportuno che la stessa, proprio sulla base dell’alto grado di competenza dei soggetti che ne fanno parte, rivesta anche un ruolo consultivo nella proposta di soluzioni normative e amministrative. Soluzione che possano da un lato agevolare le aziende in crisi e, contestualmente, sappiano condurre alla diminuzione del numero delle stesse.

Infine, per quanto previsto all’art. 14 in merito al Fondo per il carbon leakage indiretto e per lo sviluppo di un’imprenditoria alternativa a quella ritenuta dannosa all’ambiente, si ritiene doveroso sensibilizzare la Pubblica Amministrazione a massimizzare nella zona la riallocazione di risorse provenienti da Fondi europei. Ciò proprio ai fini espressi nella narrativa dell’articolo, così da dare un sostegno concreto sulla base di capacità economiche reali e, generalmente, attribuite sulla base di finalità di cui è ritenuta positiva la crescita.

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