Rincaro bollette, Conflavoro: “Competitività PMI a rischio, tagliare accise e oneri di sistema”

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Bollette fuori controllo da ottobre: Conflavoro PMI chiede al Governo di operare a tutela delle micro, piccole e medie imprese

È allarme rosso per le parole del ministro Roberto Cingolani sul possibile aumento del 40% delle bollette elettriche in autunno. Per Conflavoro PMI imprese e famiglie, ancora una volta, rischiano di essere le vittime sacrificali di un rialzo costante e storico del prezzo dell’energia. Il quale, inevitabilmente, porta a un incremento dei costi del processo produttivo dando vita a un circolo vizioso di rincari. E la pandemia, stavolta, graverà ancora di più sul contesto.

L’Italia, infatti, già nel secondo semestre del 2020, subito a ruota della Germania, risultava il Paese coi prezzi in bolletta più alti per i consumi non domestici, dunque industriali: 0.1514 euro per kWh contro 0.1254 euro per kWh della media UE (dati Eurostat). E se è vero che all’Italia sembra andare leggermente meglio nei consumi domestici (settimo posto in Europa), la realtà è ben diversa. La parte più gravosa della bolletta, infatti e ben peggio rispetto agli altri Paesi, arriva come al solito da Iva e altre tasse. In Italia si aggirano sul 60% per le imprese. E adesso, se aumentano ancora i costi della materia prima, la situazione diventerà davvero insostenibile.

Alla luce dei dati sopra riportati, Conflavoro PMI ribadisce quindi al Governo l’urgenza di adottare misure che vadano a contrastare questa pericolosa spirale e a limitarne gli impatti. “Riteniamo necessario – evidenzia l’associazione guidata da Roberto Capobianco – procedere, in primis, ad una netta riduzione delle accise – imposte sui consumi e Iva, che assumono un ruolo determinante nell’aumento delle fatture delle forniture di elettricità e di gas, soprattutto per le micro, piccole e medie imprese, che continuano a sostenere costi notevoli per l’energia ponendole in una posizione di assoluto svantaggio competitivo rispetto sia a quelle europee sia a quelle di più grandi dimensioni presenti sul mercato domestico”.

“Lo squilibrio generato dalla parafiscalità sulle bollette dell’energia si aggiunge, tra le altre, ai gravami legati a tasse e burocrazia. Le quali già rappresentano un freno alla competitività, alla crescita e talvolta alla sopravvivenza stessa delle PMI italiane, soprattutto nell’attuale congiuntura economica emergenziale. L’altra spada di Damocle in capo tanto alle famiglie quanto alle piccole imprese – conclude Conflavoro PMI – sono gli oneri di sistema. Anche in questo caso, Conflavoro PMI chiede un intervento immediato volto a ridurre tale componente, di cui le piccole imprese rappresentano i maggiori finanziatori. È quanto mai inderogabile un’azione normativa strutturale e risolutiva di questo tipo, soprattutto sulla scia delle ingenti risorse che il Governo italiano potrà utilizzare per il rilancio del Sistema Paese”.

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