Scontrini elettronici dal 1° gennaio, per chi non ha la nuova cassa sarà un massacro

Finisce la moratoria iniziata a luglio: i nuovi “scontrini elettronici” valgono per tutti i volumi di affari

Ancora pochi giorni e diventerà obbligatorio per tutti i commercianti avere il nuovo registratore di cassa. Lo strumento è in grado di memorizzare e trasmettere i corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle entrate per via telematica. Deve essere operativo a partire dal 1° gennaio 2020 a prescindere dal volume d’affari.

Difatti, per chi ha un volume di affari superiore a 400 mila euro, l’obbligo del cosiddetto scontrino elettronico è già in vigore dallo scorso luglio. Ma, essendo stata prevista una moratoria di 6 mesi per consentire agli interessati di adeguarsi alle nuove regole, a tutti gli effetti l’obbligo scatta generalmente il 1° gennaio 2020.

Da quel giorno, però, si prevedono controlli a tappeto da parte degli organi preposti. I nuovi registratori di cassa stanno da mesi creando dissapori tra i commercianti perché, inevitabilmente, portano nuovi oneri economici.


Le sanzioni per chi non si adegua

Le sanzioni per i mancati adempimenti agli obblighi della trasmissione web dei corrispettivi giornalieri sono molto pesanti. Sono indicate nell’articolo 2 del Dlgs 127/2015, che a sua volta richiama gli articoli 6 e 12 del Dlgs 471/1997.

Nella fattispecie, la sanzione arriva a essere pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo non documentato. Ed è prevista anche una sanzione accessoria consistente nella sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività. Questa conseguenza limite si ha nel caso di quattro violazioni accertate in un quinquennio ed è applicata per un periodo che va da 3 giorni a un mese.

E non è possibile nemmeno trovare ‘giustificazioni’ se si viene colti in fallo utilizzando ancora la vecchia cassa. O, addirittura, se si ha il nuovo registratore in riparazione. Nel primo caso, infatti, valgono le medesime sanzioni sopra indicate. Nel secondo caso, invece, la mancata o tardiva richiesta di riparazione della cassa è sanzionata con una multa da 250 a 2 mila euro.

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