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La settimana politica: i segnali da Nova e Pontida

Verso la manovra: a Milano il M5S chiude Nova con un programma per il campo progressista, a Pontida la Lega lancia unità e nuove proposte fiscali

Il fine settimana del 19-20 settembre ha registrato due appuntamenti politici di rilievo. A Milano, al World Join Center, il Movimento 5 Stelle ha concluso la due giorni finale di “Nova – Parola all’Italia”, percorso partecipativo che ha coinvolto circa 17.000 persone in oltre cento tappe territoriali; secondo i dati diffusi dal partito, il 44% dei partecipanti non risulta iscritto al Movimento.

Nova e Pontida dentro la campagna elettorale

Gli iscritti sono stati chiamati a votare, fino a domenica, un documento programmatico articolato in venti aree tematiche, destinato al tavolo della coalizione progressista in vista di un patto elettorale. Il presidente Giuseppe Conte ha chiuso entrambe le giornate.

A Pontida si è svolto domenica il tradizionale raduno della Lega, preceduto sabato dalla giornata organizzata dalla Lega Giovani. Si è trattato della prima edizione dopo la scomparsa di Umberto Bossi, cui è stato intitolato il “pratone”, in un momento segnato dalla dialettica tra la segreteria e l’ala nordista del partito.

Al centro del dibattito la manovra, l’autonomia e i territori; di interesse per il sistema produttivo la proposta, riconducibile al ministro Giorgetti, di tassare al 5% gli aumenti retributivi riconosciuti ai lavoratori più giovani. Nell’intervento conclusivo il segretario Salvini ha richiamato l’unità del partito, in vista del congresso straordinario e della scadenza elettorale del 2027.

Entrambi gli appuntamenti confermano l’avvio della fase di posizionamento programmatico delle forze politiche in vista della sessione di bilancio.

Dal fronte di Hormuz al bollo auto

La crisi tra Stati Uniti e Iran resta aperta e imprevedibile. Secondo la ricostruzione del New York Times, il Presidente Trump ha sospeso all’ultimo momento un attacco contro gli Houthi in Yemen, quando gli obiettivi erano già stati approvati, nonostante le pressioni saudite per un intervento a fronte dei raid dei ribelli contro le infrastrutture energetiche del regno. Sullo sfondo, lo Stretto di Hormuz — da cui transita circa un quinto del petrolio mondiale — resta sottoposto a passaggi controllati e i prezzi dei carburanti si mantengono elevati.

A questo scenario risponde il decreto-legge varato dal Governo il 16 settembre, che proroga fino al 5 ottobre, in misura ridotta, lo sconto sulle accise del gasolio e azzera per il 2027 il bollo auto per le persone fisiche, limitatamente a un veicolo fino a 80 kW o a un motociclo: circa 14,5 milioni di mezzi, oltre il 70% delle auto circolanti.

È proprio l’esenzione dal bollo ad aver acceso il confronto politico. La maggioranza rivendica compatta la misura: la Presidente Meloni ne ha annunciato la stabilizzazione in manovra, Forza Italia ne reclama la paternità e la Lega punta ad ampliarne la platea. Le opposizioni, dal PD al M5S, ne contestano il carattere una tantum, rilevando la coincidenza con l’anno delle elezioni politiche, mentre i governatori del centrosinistra giudicano insufficienti i ristori alle Regioni, cui il tributo spetta. La partita si sposta ora in Parlamento, dove il decreto dovrà essere convertito entro sessanta giorni.

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