Semplificazione e merito: in vigore il nuovo CCNL nel settore moda e artigianato

Semplificare gli istituti contrattuali, creare una sinergia tra lavoratori e datori di lavoro all’interno delle aziende per garantire una maggiore competitività e dare ossigeno alle imprese in un mercato sempre più difficile. Su questi principi si basa il nuovo contratto collettivo nazionale del lavoro del settore moda artigianato, siglato da Conflavoro Pmi e il sindacato Confsal. “E’ l’inizio di un percorso – commenta Antonio M. Orazi dell’area legale di Conflavoro Pmi – destinato a continuare nel tempo e basato su snellimento burocratico e collaborazione aziendale, anche con l’assegnazione di un maggior rilievo alla bilateralità, attraverso la quale l’associazione di categoria e il sindacato intendono sostenere le aziende e i lavoratori anche nello sviluppo del welfare aziendale e territoriale, recentemente riconosciuto dal governo con sgravi fiscali. Il fine – precisa Orazi - è quello di sostenere il reddito dei dipendenti e migliorarne la vita privata e lavorativa, perché se si lavora con una maggiore serenità si sta bene e si produce più e meglio”.  Il nuovo contratto, che si caratterizza per l’aggregazione dei settori, prevede una modifica sostanziale, con la trasformazione degli scatti di anzianità in scatti di merito, con un aumento quindi non automatico, ma assegnato sulla base di una valutazione obiettiva. Un’altra novità, legata alle modifiche legislative del Jobs Act che tendono a limitare la precarietà abolendo i contratti a progetto, consiste, spiega Orazi “nel rinvio della regolamentazione delle collaborazioni coordinate e continuative che vanno definite a livello interno, in modo da dare la possibilità al collaboratore autonomo, per esempio, di concordare singolarmente gli obiettivi con l’azienda”. Tra gli obiettivi immediati quello di estendere il campo di applicazione dei contratti di Conflavoro Pmi a tutte le categorie imprenditoriali dell’industria, artigianato, commercio, lavoro autonomo, distinzioni che, sottolinea Orazi, “non hanno più senso nella pratica della produzione moderna. L’obiettivo finale – conclude – è la realizzazione di un contratto unico di base per tutte le aziende che producono e commerciano beni e servizi, valido per tutti i collaboratori, dipendenti e non, che operino in qualunque modo all’interno o all’esterno dell’azienda”.

 

 

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