Arrivano gli gravi per le imprese che assumono percettori del reddito di cittadinanza

Alle imprese la differenza tra i 18 mesi totali e quelli in cui il lavoratore assunto ha beneficiato del reddito di cittadinanza

E’ stato un po’ più lungo di un parto (era sempre in carica il primo governo Conte), ma il bonus destinato alle imprese che assumono i beneficiari del reddito di cittadinanza è finalmente in dirittura di arrivo. L’Inps negli scorsi giorni ha infatti reso pubblica la procedura informatica per richiedere l’incentivo, denominato Srdc acronimo di Sgravio reddito di cittadinanza.

Il bonus era stato introdotto con il cosiddetto decretone su reddito di cittadinanza e quota 100. Ora arriva lo sgravio. Che, come ricorda l’Inps, “spetta ai datori di lavoro che assumono con contratto di lavoro subordinato a tempo pieno e indeterminato i beneficiari di reddito di cittadinanza”.
 

Il funzionamento del bonus

Si tratta di sgravio perché l’azienda che assume il percettore del reddito di cittadinanza ha diritto a ottenere l’esonero dei contributi previdenziali nel limite dell’importo mensile del reddito erogato al beneficiario.

Come detto, il calcolo dello sgravio avviene sulla base di un rapporto lavorativo a tempo indeterminato e pieno. Il primo limite resta valido sempre, ma, per quanto riguarda il tempo pieno, può successivamente essere trasformato in tempo parziale. In quel caso vi è la riduzione dello sgravio.
 

L’erogazione dello Sgravio reddito di cittadinanza

La cifra del bonus varia in base all’importo mensile percepito dal percettore del sussidio e viene erogata all’azienda per i mesi di differenza tra i 18 previsti dalla misura e quelli in cui il reddito è stato già erogato al lavoratore. Se il beneficiario ha ottenuto per 8 mesi un reddito di cittadinanza pari ad esempio a 300 euro e poi viene assunto, l’azienda ha diritto a 300 euro di sgravi per un totale di 10 mesi.

Ma c’è un altro aspetto molto importante. Se il percettore del reddito assunto ha svolto un percorso formativo correlato al Patto di formazione, l’azienda deve specificarlo nella domanda all’Inps. Il bonus che le spetta, infatti, in quel caso è ridotto perché una parte sarà riservata all’ente formatore che ha preparato il lavoratore scelto.
 

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