Sostegni Bis, Conflavoro alla Camera: “Più semplificazione e fondi per accesso al credito e costi fissi”

Tutte le proposte analizzate da Conflavoro in via breve durante l’audizione sula conversione in legge del Sostegni Bis

Oggi (28 maggio) il presidente di Conflavoro Pmi, Roberto Capobianco, è intervenuto in V commissione Bilancio alla Camera in vista della conversione in legge del decreto Sostegni Bis. Analisi molto ampia e articolata quella con cui l’associazione ha chiesto maggiore semplificazione e velocità procedurale per il fondo perduto, un’ulteriore proroga delle scadenze fiscali al 31 dicembre, la garanzia per un più ampio accesso al credito da parte delle piccole imprese, nonché una maggiore attenzione al capitolo affitti commerciali e Tari e un altro sforzo a supporto del turismo e dei suoi operatori. Senza dimenticare, infine, il mondo degli eventi e dell’intrattenimento, come le discoteche al chiuso ferme ormai da 15 mesi.

 

Fondo perduto e lungaggini burocratiche

“In primis è necessaria semplificazione e celerità d’intervento – afferma Roberto Capobianco – in particolar modo sul fondo perduto. La complessità procedurale nei calcoli del fatturato medio 2019-2020 rischia, infatti, di annullare ogni sforzo del provvedimento. Inoltre, c’è ancora da chiarire l’incognita del contributo perequativo, le cui percentuali saranno decise da un futuro decreto del Mef. In tal senso, la dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, che dovrà essere presentata entro il 10 settembre, genererà una vera e propria campagna dichiarativa e un caos legato alla burocratizzazione dei dati. Urge anche porre rimedio al complesso sistema sanzionatorio, soprattutto per coloro che percepiscono un contributo maggiore ma per errori di calcolo e non con intento di frode”.

 

Costi fissi e accesso al credito

Focus poi sull’abbattimento dei costi fissi. “Troviamo positivo – sottolinea Roberto Capobianco – estendere il credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili commerciali, ma la data del 31 luglio rende la misura insufficiente. Proponiamo invece l’estensione al 30 settembre, al fine di consentire anche alle attività stagionali estive di poter usufruire di tale norma”.

Sull’accesso al credito, per Conflavoro “va cambiato il parametro di ammissibilità alla garanzia, abbassandolo dai 2 milioni attuali a 500 mila euro, molto più attinente alla realtà delle imprese italiane che vedono nelle Pmi oltre il 90% del mercato”. Sulla proroga della moratoria, la richiesta è che copra anche gli oneri accessori e non solo la quota capitale, mentre sul Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, è necessario almeno raddoppiare l’attuale stanziamento del Fondo ad hoc a cui sono destinati solo 200 milioni di euro”.

 

Contratto di espansione e contratto di rioccupazione

Spazio, infine, al contratto di espansione e a quello di rioccupazione. Se del primo Conflavoro chiede l’estensione a chi ha almeno 50 dipendenti, sul secondo suggerisce un approccio di natura strutturale, basato sulle tipologie contrattuali esistente. “Definito il progetto individuale di inserimento prima dell’assunzione – conclude Roberto Capobianco – potrebbe essere sufficiente depositarlo telematicamente presso una struttura pubblica preposta che operi su tutto il territorio nazionale. Inoltre, il nuovo strumento potrebbe essere associato al riconoscimento al datore di lavoro del 50% dell’indennità Naspi che il lavoratore non percepirebbe a seguito dell’assunzione, eventualmente anche subordinandolo il relativo pagamento alla prosecuzione del rapporto di lavoro a tempo indeterminato, al termine del periodo di inserimento”. 

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