Catalfo: verso altre 18 settimane di Cig Covid e incentivi per le assunzioni

Dopo l’ok del governo al nuovo scostamento di bilancio, rinnovo Cig e blocco licenziamenti in vista di nuovo approccio incentrato su formazione

Si va verso una ulteriore proroga di 18 settimane degli ammortizzatori sociali. Emerge dal tavolo che il ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha incentrato oggi (23 luglio) coi sindacati dei lavoratori. La formula sarebbe 9 + 9 a partire dal 15 luglio. Oppure, la novità, è che sarebbe previsto uno sgravio per quelle aziende che, invece, possono e decidono di far rientrare i dipendenti a lavoro.

L’allungamento della cassa integrazione si accompagnerà al rinnovo del blocco dei licenziamenti, fatte salve alcune eccezioni come la cessazione dell’attività. Come scritto sui social dallo stesso ministro, infatti, c’è da aspettarsi il “rifinanziamento della cassa integrazione, incentivi per le nuove assunzioni e potenziamento del fondo nuove competenze”.

Il Consiglio dei ministri, ieri sera, dato il via libera alla manovra estiva: 25 miliardi che permetteranno anche dette misure. Il provvedimento, richiesto da tempo anche da Conflavoro Pmi, ma accompagnato dalla creazione dell’ammortizzatore sociale unico, è drammaticamente tuttora necessario. Secondo gli ultimi dati, infatti, il ricorso alla cassa integrazione è ancora a livelli record. I dati Inps di giugno registrano oltre 434 milioni di ore di Cig autorizzate pari nella quasi totalità dei casi (99,6%) di causale Covid.

Vero è – stando ancora ai dati Inps – che la richiesta di ore è ovviamente dimezzata rispetto all’analisi di maggio (871 milioni), in coincidenza con la ripresa pur a rilento della maggioranza delle attività lavorative. Ma è altrettanto vero che il confronto con giugno 2019 è impietoso. Allora le ore di Cig richieste erano poco meno di 28 milioni. Nel 2010 furono 1,2 miliardi le ore autorizzate: nel primo semestre 2020, 2,2 miliardi.
Adesso, visto l’ovvio protrarsi della situazione, con picchi di crisi attesi per il dopo estate, il governo cerca un nuovo approccio che cerchi di far diventare il periodo l’occasione per aggiornare competenze e formazione dei lavoratori. Con quale incentivazione alle aziende, però, è ancora tutto da studiare.

Tuttavia, in presenza di un massiccio utilizzo della cassa integrazione, con le prospettive di ripresa di molte aziende ancora a rischio, oggi più che mai diventa prioritario avviare percorsi di formazione per i lavoratori, per aggiornare le competenze e favorire la ricollocazione nel mondo produttivo. Si tratta di un tema ineludibile per l’annunciata riforma degli ammortizzatori sociali, oggetto di un confronto tra il governo e le parti sociali.

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