Zona Rossa, Conflavoro a Lamorgese: “Chiarire su spostamenti verso negozi fuori Comune”

Conflavoro: “È possibile andare in Comune limitrofo per un acquisto non alimentare più conveniente?”

Nell’Italia a tre colori esistono anche delle aree grigie. Sono quelle dell’incertezza, del non esplicitato dai Dpcm. Data l’emergenza e la comprensibile impossibilità di prevedere tutto visti anche i ritmi serrati dei decreti stessi, queste aree grigie sono tutt’altro che isolate.

Un esempio su tutti è quello della prossimità e arriva proprio dall’ultimo Dpcm, del 3 novembre scorso. Nelle Zone Rosse, infatti, non è sufficiente chiarito – e difatti i vari prefetti italiani stanno dando interpretazioni differenti al riguardo – se sia possibile recarsi o meno in esercizi di comuni limitrofi qualora questi esercizi siano più facilmente raggiungibili di altri che, invece, sono presenti nel proprio comune di residenza o domicilio.

Un quesito, quello della prossimità, che, per quanto riguarda l’acquisto dei generi alimentari, è stato ben chiarito dalle Faq governative, in senso affermativo e dunque possibilista. Ma come comportarsi con tutti gli altri esercizi? Ad esempio le ferramenta, i negozi di elettronica, i parrucchieri?

In tal senso Conflavoro ha scritto formalmente al ministro dell’Interno Luciana Lamorgese chiedendo di fornire, mediante circolare, un’interpretazione che sia uniforme su tutto il territorio nazionale. Onde evitare, per l’appunto, decisioni arbitrarie anche all’interno dei comuni di una stessa Zona Rossa.

 

Leggi la lettera integrale di Conflavoro al ministro Lamorgese


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