Statuto

Statuto Confederale approvato con delibera dell’Assemblea Nazionale del 10 Luglio 2015


> INDICE

TITOLO I - COSTITUZIONE E SCOPI
ART. 1 – COSTITUZIONE E SEDE
ART. 2 – DURATA
ART. 3 - SCOPI
ART. 4 - TUTELA DEL NOME E DEL LOGO

TITOLO II – CONFEDERAZIONE NAZIONALE
ART. 5 - SOCI CONFLAVORO PMI NAZIONALE
ART. 6 – SOCI CONFLAVORO PMI ORDINARI
ART. 7 – SOCI CONFLAVORO PMI SOSTENITORI
ART. 8 – ORGANIZZAZIONI ADERENTI
ART. 9 - REQUISITI APPARTENENZA ALLA CONFEDERAZIONE
ART. 10 - DOMANDE DI AMMISSIONE SOCI CONFEDERALI
ART. 11 - DIRITTI DEI SOCI CONFEDERALI
ART. 12 - DOVERI DEI SOCI CONFEDERALI
ART. 13 – RECESSO FEDERAZIONI
ART. 14 – ESCLUSIONE FEDERAZIONI
ART. 15 – COMMISSARIAMENTO FEDERAZIONI
ART. 16 – RICHIAMO – SOSPENSIONE – RADIAZIONE – DECADENZA DEI SOCI
ART. 17 – CONTRIBUTI ASSOCIATIVI NAZIONALI
ART. 18 - SANZIONI

TITOLO III – ORGANI DELLA CONFEDERAZIONE NAZIONALE
ART. 19 - ORGANI DELLA CONFLAVORO PMI NAZIONALE
ART. 20 – ASSEMBLEA NAZIONALE
ART. 21 - CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE
ART. 22 - COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE
ART. 23 - LAVORI ASSEMBELARI
ART. 24 - DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBELA NAZIONALE
ART. 25 - COMPITI DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE
ART. 26 - CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
ART. 27 - COMPITI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE
ART. 28 - PRESIDENTE E VICE PRESIDENTI NAZIONALI
ART. 29 - COMITATO DI PRESIDENZA NAZIONALE
ART. 30 – RIUNIONI DEL COMITATO DI PRESIDENZA NAZIONALE
ART. 31 - COMPITI DEL COMITATO DI PRESIDENZA NAZIONALE
ART. 32 – SEGRETARIO GENERALE
ART. 33 – COLLEGIO DEI REVISORI CONTABILI NAZIONALI
ART. 34 – COMITATO PROBIVIRI
ART. 35 - DISPOSIZIONI GENERALI SULLE CARICHE

TITOLO IV - STRUTTURE E ORGANIZZAZIONE FEDERAZIONI ADERENTI
ART. 36 - STRUTTURE PERIFERICHE
ART. 37 - AUTONOMIA GIURIDICA, AMMINISTRATIVA E PATRIMONIALE
ART. 38 – FEDERAZIONE REGIONALE
ART. 39 – L’ASSEMBLEA REGIONALE
ART. 40 – DELIBERAZIONI DELL’ASSEMLEA REGIONALE
ART. 41 – LAVORI ASSEMBLEARI REGIONALI
ART. 42 – COMPITI DELL’ASSEMBLEA REGIONALE
ART. 43 – IL COORDINATORE REGIONALE
ART. 44 – IL COMITATO ESECUTIVO REGIONALE
ART. 45 – DOVERI DELL’ASSOCIATO REGIONALE
ART. 46 – PERDITA DELLA QUALITA’ DI ASSOCIATO REGIONALE
ART. 47 – PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI
ART. 48 – ORGANIZZAZIONE FEDERAZIONI PROVINCIALI
ART. 49 – SOCI CONFLAVORO PMI ORDINARI
ART. 50 – DOMANDE DI AMMISSIONE SOCI ORDINARI
ART. 51 – DIRITTI DEI SOCI
ART. 52 – DOVERI DEI SOCI
ART. 53 – SOSPENSIONE – CESSAZIONE – RADIAZIONE – DECADENZA DEI SOCI
ART. 54 – QUOTE ASSOCIATIVE
ART. 55 - SANZIONI
ART. 56 - VOTAZIONI
ART. 57 – ASSEMBLEA PROVINCIALE
ART. 58 – CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE
ART. 59 – COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE
ART. 60 – DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE
ART. 61 – LAVORI ASSEMBLEARI
ART. 62 – DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE
ART. 63 – COMPITI DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE
ART. 64 – CONSIGLIO DIRETTIVO PROVINCIALE
ART. 65 – COMPITI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO PROVINCIALE
ART. 66 - PRESIDENTE E VICE PRESIDENTI PROVINCIALI
ART. 67 – COMITATO DI PRESIDENZA PROVINCIALE
ART. 68 – RIUNIONI DEL COMITATO DI PRESIDENZA PROVINCIALI
ART. 69 – COMPITI DEL COMITATO DI PRESIDENZA PROVINCIALE
ART. 70 – TESORIERE ECONOMO PROVINCIALE
ART. 71 – SEGRETARIO PROVINCIALE
ART. 72 - COLLEGIO DEI REVISORI CONTABILI PROVINCIALE
ART. 73 - COMITATO DEI PROBIVIRI PROVINCIALE
ART. 74 – ORGANIZZAZIONI TERRITORIALI
ART. 75 – ASSEMBLEA TERRITORIALE
ART. 76 – CONVOCAZIONE DELL’ASSEBLEA TERRITORIALE
ART. 77 – COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA TERRITORIALE
ART. 78 – DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA TERRITORIALE
ART. 79 – LAVORI ASSEMBLEARI
ART. 80 – COMPITI DELL’ASSEMBLEA TERRITORIALE
ART. 81 – COMITATO ESECUTIVO TERRITORIALE
ART. 82 – RIUNIONI DEL COMITATO ESECUTIVO TERRITORIALE
ART. 83 – COMPITI DEL COMITATO ESECUTIVO TERRITORIALE
ART. 84 – SEGRETARIO TERRITORIALE
ART. 85 – IL COORDINATORE TERRITORIALE

TITOLO V – NORME GENERALI
ART. 86 - FONDO COMUNE
ART. 87 - DIRETTIVE GESTIONALI
ART. 88 - ESERCIZIO SOCIALE
ART. 89 – VITA ASSOCIATIVA

TITOLO VI - MODIFICHE DELLO STATUTO - SCIOGLIMENTO - NORMA DI RINVIO E TRANSITORIA
ART. 90 - MODIFICHE STATUTO
ART. 91 - SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE
ART. 92 - NORMA DI RINVIO
ART. 93 - NORMA TRANSITORIA

TITOLO VII – ENTRATA IN VIGORE
ART. 94 - ENTRATA IN VIGORE


TITOLO I - COSTITUZIONE E SCOPI

ART. 1 – COSTITUZIONE E SEDE

È costituita con sede in Lucca, la Confederazione Nazionale delle Piccole e Medie Imprese in sigla “CONFLAVORO PMI” Associazione di Rappresentanza Sindacale dei Datori di Lavoro, apartitica e senza scopo di lucro.

La Conflavoro PMI, insieme alle Federazioni Regionali, Provinciali, Territoriali e alle Unioni Conflavoro PMI, costituisce il sistema unitario della rappresentanza delle piccole e medie imprese orientate alla produzione, organizzazione ed erogazione di beni e/o servizi con organizzazione commerciale, artigianale ed industriale.

ART. 2 - DURATA

La Conflavoro PMI ha durata illimitata e l’eventuale scioglimento è deliberato ai sensi e con le modalità di cui al Titolo VI del presente Statuto.

ART. 3 - SCOPI

La Conflavoro, esclusa ogni finalità di lucro e con carattere di assoluta apartiticità, persegue, nell’ambito nazionale la rappresentanza, la tutela ed opera per la qualificazione, l’affermazione e lo sviluppo, nonché il riconoscimento dei valori culturali, sociali ed imprenditoriali delle piccole e medie imprese.

Essa è l'espressione unitaria delle piccole e medie imprese e delle altre forme del lavoro produttivo, autonomo ed indipendente che ad essa aderiscono per la più idonea tutela delle peculiarità strutturali, sociali e culturali e degli interessi collettivi.

A tali fini, escluso ogni intento di lucro es­sendo vietata la distribuzione, anche in modo indi­retto, di utili o avanzi di gestione nonché di fondi, riserve o capitale durante la vita della Confederazione, salvo che la destinazione o la distribuzione siano imposte dalla legge e con carattere di apartiticità, provvede a:

  • rappresentare, a livello nazionale, comunitario e internazionale, gli associati nei confronti delle autorità, dei terzi e delle altre associazioni di imprenditori e di prestatori d’opera, in tutto quanto riguarda questioni di carattere imprenditoriale, tutelandone gli interessi, singoli e collettivi, e favorendone lo sviluppo tecnico ed economico;
  • raccogliere ed elaborare informazioni e dati, nonché a promuovere o realizzare studi e ricerche su questioni inerenti le piccole e medie imprese;
  • promuovere, attuare e concorrere all’attuazione di iniziative tendenti a stimolare ed accrescere la professionalità nell’ambito delle imprese associate, anche attraverso la promozione di manifestazioni, fiere, mostre espositive;
  • nell'interesse delle categorie rappresentate, la Confederazione stipula in sede nazionale accordi economici, patti e contratti sindacali collettivi che vincolano le Federazioni socie.

Tali accordi, patti o contratti saranno firmati dal Presidente Nazionale, quale legale rappresentante della Confederazione o da persona da lui delegata.

  • promuovere, anche al fine di favorire l’aggregazione tra imprese, la costituzione e lo sviluppo di cooperative, consorzi, società di persone, società a responsabilità limitata e altre società di capitali nonché di altri enti per la produzione, la trasformazione e la commercializzazione di prodotti e servizi, per l’acquisto collettivo di beni strumentali e altre merci e servizi necessari imprenditoriale e per l’erogazione di servizi alle imprese e alle persone, assumendone la rappresentanza sindacale;
  • organizza seminari di studio, ricerca, convegni di interesse generale, promuove accordi di carattere economico nell’interesse delle imprese aderenti al sistema confederativo.
  • promuove la prestazione, anche diretta, e fornisce servizi di consulenza, informazione ed assistenza alle imprese associate, quali quelli legali, amministrativi, di lavoro, ambientali, nel settore della sicurezza sui luoghi di lavoro, previdenziali, assistenziali, informatici, finanziari, commerciali, tributari e quanti altri necessitano, anche mediante la costituzione di apposite società e enti;
  • promuovere, attuare o concorrere all’attuazione di qualsiasi iniziativa tendente al miglioramento tecnico ed allo sviluppo economico delle imprese;
  • nominare e designare i rappresentanti delle imprese associate con tutti i consigli, enti ed organi in cui tale rappresentanza sia prevista dalle leggi e dai regolamenti o sia richiesta od ammessa;
  • promuovere la formazione e la riqualificazione professionale di tutti gli operatori e categorie di concerto con la Comunità Europea, il Ministero del Lavoro, Enti regionali, Provinciali e Comunali al fine di consentire un sempre maggiore accrescimento delle risorse umane;
  • assicurare ai soci servizi comuni o specifici di assistenza e consulenza tra cui legale, tributaria, tecnica, sindacale, ecc;
  • promuovere la formazione sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, l’introduzione del sistema qualità, lo sviluppo e l’utilizzo di nuove tecnologie, la qualificazione professionale ed imprenditoriale, e la formazione continua di qualsiasi natura;
  • promuovere e favorire ogni intesa che valga a regolare, nel comune interesse, i rapporti reciproci delle imprese associate;
  • promuovere e stipulare convenzioni con Aziende ed Enti per favorire gli associati;
  • provvedere a tutte quelle altre incombenze che venissero ad essere attribuite per legge o norme assimilate.

Per raggiungere le finalità di cui sopra l'Associazione a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • può aprire uffici di rappresentanza in altri Paesi;
  • può aderire ad organizzazioni ed enti nazionali, comunitari ed internazionali e può costituire, stabilendone organizzazione e compiti, Uffici o Recapiti su tutto il territorio nazionale;
  • può dar vita, partecipare o contribuire a Società, Consorzi, Fondazioni ed Enti vari;
  • può istituire e partecipare ad Enti bilaterali, Istituti di Previdenza, ecc..;
  • costituire, aderire, partecipare e fondi interprofessionali;
  • può altresì istituire collegi di conciliazione e di arbitrato, intesi a dirimere conflitti di interesse tra le componenti, e aderire ad organismi, anche internazionali, a ciò preposti.

ART. 4 - TUTELA DEL NOME E DEL LOGO

Il nome ed il logo CONFLAVORO PMI sono di esclusiva proprietà della Conflavoro Pmi Nazionale e possono essere utilizzati dall’Organizzazione Regionali, Provinciale e Territoriali o dalle organizzazioni aderenti, esclusivamente fino a quando tali Organizzazioni facciano parte della Confederazione. Nel caso in cui questi vengano utilizzati da organizzazioni estranee, la Conflavoro PMI Nazionale intraprenderà le necessarie azioni di tutela.

 

 

TITOLO II – CONFEDERAZIONE NAZIONALE

ART. 5 - SOCI CONFLAVORO PMI NAZIONALE

Sono Soci della Conflavoro PMI Nazionale le Federazioni Provinciali, e per loro tramite le Organizzazioni Territoriali ad esse aderenti.

Le Federazioni Provinciali sono la struttura rappresentativa primaria e di base di Conflavoro Pmi con funzioni di gestione e promozione dell'organizzazione e di rappresentanza e tutela dei soci verso le istituzioni e gli enti locali, in ambito provinciale.

ART. 6 - SOCI CONFLAVORO PMI ORDINARI

Sono Soci Ordinari della Conflavoro Pmi, i quali possono associarsi alla Confederazione, tramite le Federazioni Provinciali e/o Territoriali tutti gli Imprenditori, i Lavoratori Autonomi, i Professionisti, i Pensionati e altri soggetti pubblici e privati, i quali si riconoscano nelle finalità della Confederazione accettandone finalità, modi di attuazione, Statuto, Regolamento e Codice Etico.

Le Associazioni Provinciali e/o Territoriali inquadrano come soci, le imprese operanti in un determinato ambito territoriale, quale che sia l’attività svolta.

ART. 7 - SOCI CONFLAVORO PMI SOSTENITORI

Sono soci sostenitori della Conflavoro PMI tutti i cittadini, di qualsiasi nazionalità, sesso, religione ed estrazione sociale che pur non partecipando direttamente alla vita istituzionale della Confederazione, ne condividono gli obiettivi e le azioni sindacali sia a livello periferico sia nazionale.

ART. 8 – ORGANIZZAZIONI ADERENTI

Possono aderire alla Confederazione, purché perseguano analoghe finalità:

- le unioni e le associazioni di rilievo nazionale che rappresentino e tutelino l’interessa della singola categoria;

- le associazioni, le cooperative o gli enti di rilievo che perseguano scopi di assistenza (anche nel campo previdenziale e sanitario) formazione e tutela economico sociale;

- le associazioni e gli enti che promuovano politiche per la valorizzazione e la tutela del Made in Italy;

- le associazioni e gli enti che promuovano politiche rivolte alla sicurezza ed alla qualità sui luoghi di lavoro;

Possono altresì aderire organizzazioni costituite da imprenditori che perseguano finalità analoghe a quelle della Conflavoro Pmi. Con riferimento ad ogni organizzazione richiedente, la domanda di adesione deve essere corredata dallo statuto e dal verbale dell’organo deliberante la richiesta di adesione.

Sulle domande di adesione o sull’esclusione decide il Comitato di Presidenza Nazionale della Confederazione.

La quota di adesione annuale, stabilita dal Comitato di Presidenza, non attribuisce diritto alcuno di partecipazione attiva negli Organi della Confederazione.

ART. 9 - REQUISITI APPARTENENZA ALLA CONFEDERAZIONE

Per aderire alla Conflavoro PMI Nazionale le Federazioni Provinciali debbano:

  • presentare apposita domanda di adesione alla Conflavoro Pmi Nazionale;
  • adottare ed accettare il presente Statuto Confederale e impegnarsi a perseguire con indipendenza e autonomia, nel rispetto delle norme e dei principi organizzativi generali gli scopi associativi;
  • impegnarsi ad assicurare prestazioni specifiche e diversificate in base al riparto delle competenze;
  • adottare il Codice Etico della Conflavoro Pmi;
  • adottare ed accettare il Regolamento della Conflavoro Pmi;
  • avere una struttura operativa e logistica tale da permettere una corretta gestione della vita associativa;
  • mettere a disposizione del sistema Conflavoro Pmi Nazionale i dati associativi e quant’altro necessario a dimostrare la correttezza e la trasparenza nella gestione organizzativa e nella conduzione amministrativa;
  • adottare un bilancio con relativo piano dei conti;
  • adottare il logo registrato della Conflavoro Pmi Nazionale, inserendo il territorio di competenza nella denominazione della federazione;
  • adottare modalità di elettorato attivo e passivo conformi ai criteri stabiliti dall’apposito statuto;
  • adottare sistemi elettivi idonei a dare adeguata rappresentanza alle imprese di vario tipo e dimensione e tali da assicurare una ragionevole rotazione nelle cariche;
  • adottare l’inammissibilità della contemporanea iscrizione delle imprese associate ad altre Associazioni costituite per analoghi scopi ed aderenti ad organizzazioni diverse dalla Conflavoro.

Le Federazioni Provinciali sono obbligate a trasmettere puntualmente a Conflavoro Pmi Nazionale i loro bilanci consuntivi nonché tutti i dati anagrafici necessari alla costituzione e all’aggiornamento del registro delle imprese associate.

ART. 10 - DOMANDE DI AMMISSIONE SOCI CONFEDERALI

Le Federazioni Provinciali che chiedono di essere associate alla Confederazione, devono presentare apposita domanda corredata da copia dell'atto costitutivo registrato corredato dal Codice Fiscale e la copia del verbale dell'Assemblea in cui è stata deliberata l ‘adesione alla Confederazione. Sulla domanda di adesione decide il Comitato di Presidenza Nazionale della Confederazione.

La decisione del Comitato di Presidenza Nazionale deve essere comunicata alla Federazione interessata, con lettera raccomandata o Posta elettronica certificata, entro 15 giorni dalla delibera.

Avverso l'accoglimento della domanda, il gruppo di imprese fondatrici della federazione Provinciale, ha facoltà di ricorrere, entro quindici giorni dal ricevimento dell’eventuale esito negativo, al Comitato dei Probiviri Nazionale per il riesame della delibera del Comitato di Presidenza Nazionale.

La qualità di socio viene comprovata dalla iscrizione nel “Libro degli Associati”. Tale libro, sarà tenuto nei locali della Confederazione a cura del Segretario Generale.

ART. 11 - DIRITTI DEI SOCI CONFEDERALI

I soci hanno diritto di ricevere le prestazioni istituzionali, di rappresentanza, di assistenza e di servizio, fornite dalla Confederazione e quelle derivanti dall'appartenenza al sistema confederale.

I soci hanno diritto di partecipazione, intervento ed elettorato attivo e passivo negli organi della Confederazione purché in regola con gli obblighi statutari e secondo le modalità previste dal presente statuto.

ART. 12 - DOVERI DEI SOCI CONFEDERALI

L'adesione alla Confederazione comporta l'obbligo di osservare il presente Statuto, il Regolamento, il Codice Etico, nonché tutte le deliberazioni assunte dagli organi confederali.

L'attività delle Associazioni confederate deve essere esercitata secondo i principi della deontologia professionale e imprenditoriale e non deve essere lesiva dell'immagine della categoria, tutelata dall’Associazione, né di alcuno dei suoi partecipanti.

In particolare i soci si obbligano a:

  • partecipare attivamente alla vita associativa;
  • applicare convenzioni ed ogni altro accordo stipulato dalla Confederazione o dalle altre componenti del sistema confederale;
  • non fare contemporaneamente parte di Associazioni diverse dalla Conflavoro PMI e costituite per scopi analoghi;
  • fornire alla Confederazione, nei modi e nei tempi richiesti, i dati e i documenti necessari utili per il raggiungimento degli scopi statutari;

ART. 13 - RECESSO FEDERAZIONI

Le Federazioni socie cessano di aderire alla Confederazione, oltre che in caso di loro scioglimento, per recesso o esclusione.
Le Federazioni socie possono recedere dalla Confederazione in seguito a deliberazione delle assemblee provinciali , validamente costituite con deliberazioni assunte con il voto favorevole dei tre quarti dei Soci aventi diritto al voto.
La convocazione dell'Assemblea convocata con all’ ordine del giorno il recesso dalla Confederazione deve essere comunicata, a pena di sua nullità, al Presidente Nazionale entro dieci giorni dalla data della riunione del Consiglio Direttivo Provinciale che ha deliberato la medesima convocazione e comunque almeno trenta giorni prima della data fissata per l'adunanza.
La Confederazione ha diritto di convocare i rappresentanti della Federazione socia ai fini di tentare una possibile composizione della vicenda nonché far presenziare all'Assemblea , un proprio rappresentante, delegato dal Presidente Nazionale ed avente facoltà di parola.
Copia del verbale che delibera il recesso deve essere trasmessa entro 3 giorni al Presidente della Confederazione. Salva l’immediata cessazione da parte della Federazione receduta di ogni diritto di utilizzo di segni distintivi di titolarità della - o comunque riconducibili alla - Confederazione, l’efficacia giuridica del recesso decorre al compiersi del sesto mese dalla data della relativa delibera mentre agli effetti della corresponsione dei contributi associativi , il recesso è efficace dall'anno successivo a quello nel corso del quale ha assunto efficacia giuridica.
E’ fatta salva la facoltà per il Consiglio Nazionale di nominare un Delegato Straordinario che, affiancando gli organi della Federazione socia, abbia, all’interno della stessa e fino alla definitiva efficacia giuridica del recesso, la funzione di rappresentanza istituzionale della Confederazione nonché il potere di convocare l’Assemblea.

ART. 14 - ESCLUSIONE FEDERAZIONI

Il Comitato di Presidenza Nazionale può deliberare, con voto favorevole dei due terzi degli aventi diritto   al   voto   presenti,   l'esclusione   della   Federazione   socia   con   decisione immediatamente, esecutiva quando la stessa commetta gravi violazioni dello Statuto o delle direttive confederali, rifiuti di rispettare le decisioni degli organi Confederali, violi  le  disposizioni  contributive  della  Confederazione,  nonché  quando  con  il  suo comportamento offenda il prestigio confederale o danneggi gli interessi della Conflavoro PMI e delle categorie rappresentate. La Federazione esclusa perde ogni diritto di utilizzo di segni distintivi di titolarità della o comunque riconducibili alla Confederazione. 
Il  provvedimento  di  esclusione,  eventualmente  preceduto  dalla  nomina  di  un Delegato  Straordinario  avente  le  medesime  funzioni  ed  i  poteri  di  cui  all’ articolo precedente,  è  adottato  dal  Comitato di Presidenza Nazionale dopo  che  abbia provveduto  ad  effettuare  la  contestazione  scritta  dell’addebito  e  del  relativo potenziale provvedimento alla Federazione socia. La stessa può, entro 15 giorni dal ricevimento della contestazione scritta, far pervenire al Comitato dei Probiviri le proprie osservazioni.  I  provvedimenti  di  contestazione  e  le  eventuali  osservazioni  sono trasmessi, unitamente al provvedimento di esclusione, al Comitato dei Probiviri Nazionale che decide con delibera motivata.
Il provvedimento di esclusione può essere preceduto da un periodo di sospensione temporanea    delle    rappresentanze    della    federazione    socia    dal    diritto    di partecipazione agli organi confederali per un massimo di tre mesi.

ART. 15 - COMMISSARIAMENTO FEDERAZIONI

Il Comitato di Presidenza Nazionale, con il voto favorevole dei due  terzi  degli  aventi  diritto  al  voto  presenti  alla  delibera,  può  altresì  stabilire,  in alternativa al provvedimento di esclusione, il commissariamento della Federazione socia per  un periodo di sei mesi tacitamente rinnovabile.
Il commissariamento comporta lo scioglimento di tutti gli organi sociali amministrativi (Presidente,  Comitato di Presidenza  e  Consiglio  Direttivo)  e  di  controllo nonché degli organi delle connesse articolazioni territoriali  e la nomina di un Delegato Confederale che assuma in sé tutti i poteri dei disciolti Organi, oppure la nomina di più Delegati Confederali che assumano in sé, secondo quanto disposto nel provvedimento di commissariamento, distribuiti e distinti tra di loro, tutti i poteri dei disciolti Organi.
Entro la fine del proprio mandato il Delegato Confederale, previa predisposizione di un rendiconto analitico della sua gestione, dovrà procedere al rinnovo delle cariche sociali secondo le modalità previste dallo Statuto della Confederazione. 
Ai  fini  di  quanto  precede,  durante  il  periodo  di  commissariamento  le  funzioni dell’assemblea,  così  come  il  diritto  degli  associati  di  richiederne  la  convocazione, sono  da  intendersi  sospese  laddove  non  ne  sia  disposta  apposita  convocazione, nell’ambito  del  mandato  ricevuto  e  con  specifica  indicazione  delle  materie  da trattare, da parte del Delegato Confederale.
Il Comitato di Presidenza Nazionale in caso di comprovata impossibilità di ripristino della normale attività della Federazione, al termine o durante il periodo di commissariamento, su proposta del Presidente Nazionale, provvederà all'esclusione della Federazione socia.
Il  Comitato di Presidenza Nazionale,  inoltre,  anche  in  assenza  di  comportamenti  da  parte  della Federazione   socia   che   integrino   fattispecie   suscettibili   del   provvedimento   di esclusione, in caso di cessazione per dimissioni dalle cariche del Presidente o della maggioranza del Consiglio Direttivo delle Federazioni, o in caso di violazione dello statuto della Confederazione, da parte del Presidente o degli altri organi, o comunque a seguito  di  constatato  irregolare  funzionamento  degli  organi,  o  per  altra  necessità funzionale,  può  adottare,  nei  confronti  delle  Federazioni  socie,  provvedimenti  di commissariamento. 
In  riferimento  a  tutte  le  ipotesi  di  commissariamento  è  facoltà  del  Comitato di Presidenza Nazionale nominare il Delegato Confederale, in alternativa ai poteri di cui sopra, per svolgere   una   specifica   funzione   da   assolvere   entro   un   periodo   temporale determinato anche senza dar luogo allo scioglimento degli organi della Federazione socia.
Le Federazioni  possono  ricorrere,  tramite  lettera  raccomandata,  al  Comitato dei Probiviri Nazionale  nel termine di dieci giorni dalla comunicazione:
  • avverso le deliberazioni di esclusione mediante i propri organi;
  • avverso   le   deliberazioni   di   commissariamento   mediante   i   propri   associati rappresentanti almeno un quinto del numero complessivo.

 

ART. 16 – RICHIAMO - SOSPENSIONE DEI SOCI

L’Organo competente a deliberare il provvedimento disciplinare di Richiamo e/o Sospensione, è lo stesso che ha deliberato l’ammissione a socio.

Al socio che risulta responsabile di atti che determinano un danno all’immagine ed anche all’organizzazione della CONFLAVORO PMI possono essere comminati il richiamo, la sospensione e nei casi più gravi, l’Esclusione e il Commissariamento, come previsto dai precedenti articoli. I procedimenti verranno adottati anche per tutti i dirigenti e/o soci ordinari che arrechino danno materiale o morale alla  CONFLAVORO PMI e alle strutture collaterali. L’Organo competente a deliberare il provvedimento, quando ne ravvisi la necessita e/o l’urgenza, è il Comitato di Presidenza Nazionale. Contro la decisione di sospensione o i provvedimenti disciplinari può essere proposto, entro 30 gg. successivi alla comunicazione, ricorso al Comitato dei Probiviri Nazionale. In ogni caso il ricorso non sospende l’efficacia del provvedimento deliberato.

ART. 17 - CONTRIBUTI ASSOCIATIVI NAZIONALI

I contributi associativi sono costituiti da:

1) una quota associativa fissa, determinata dal Consiglio Direttivo Nazionale all'atto dell'ammissione di ogni Federazione socia;

2) una quota annuale da versarsi, nella misura e secondo le modalità decise dal Consiglio Direttivo Nazionale, da parte delle Federazioni socie.

3) quote straordinarie deliberate dal Comitato di Presidenza Nazionale.

Gli organismi aderenti, versano annualmente una quota di adesione che sarà concordata con il Presidente Confederale. Tale contributo non viene considerato quale quota associativa.

Il versamento dei contributi associativi è a fondo perduto e pertanto detti contributi non potranno, in nessun caso, essere rivalutabili o ripetibili.

Il versamento dei detti contributi non genera diritti di partecipazione ed in particolare non determina quote indivise di partecipazione trasmissibili a terzi a qualsiasi titolo.

ART. 18 - SANZIONI

I soci che si rendessero inadempienti agli obblighi del presente statuto, sono passibili delle seguenti sanzioni:

  1. sospensione da ogni servizio e da ogni attività sociale, per un periodo non superiore a sei mesi;
  2. decadenza dei rappresentanti che ricoprono cariche direttive nella Confederazione;
  3. decadenza dei rappresentanti dell’impresa che ricoprono incarichi in sedi di rappresentanza esterna nella Confederazione;
  4. sospensione dell'elettorato attivo e/o passivo;
  5. sospensione dal diritto a partecipare agli organi direttivi della Confederazione;
  6. espulsione nel caso di ripetuta morosità per due esercizi o di altro grave inadempimento agli obblighi derivanti dal presente statuto.

Le sanzioni vengono deliberate dal Comitato di Presidenza.

È ammessa in ogni caso la possibilità di proporre ricorso al Comitato dei Probiviri nel termine di quindici giorni decorrenti dalla data di notifica del provvedimento. Il ricorso non ha effetto sospensivo.

TITOLO III – ORGANI DELLA CONFEDERAZIONE NAZIONALE

ART. 19 - ORGANI DELLA CONFLAVORO PMI NAZIONALE

Sono organi dell’Associazione:

  • L’Assemblea Nazionale;
  • Il Consiglio Direttivo Nazionale;
  • Il Presidente ed i Vice Presidenti;
  • Il Comitato di Presidenza Nazionale;
  • Il Segretario Generale;
  • Il Collegio dei Revisori contabili;
  • Il Comitato dei Probiviri.

ART. 20 – ASSEMBLEA NAZIONALE

Sono Membri dell’Assemblea Nazionale:

Il Presidente Nazionale, i Vice Presidenti Nazionali, i Presidenti Provinciali delle Federazioni Socie, il Segretario Generale. Essi tutti non hanno diritto di voto, e nel caso ricoprano più cariche il voto non si moltiplica.

L'Assemblea si riunisce in via ordinaria una volta all’anno, in via straordinaria quando ne faccia richiesta il Presidente Nazionale o sia richiesto da almeno un terzo delle Federazioni associate.

ART. 21 - CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE

L'Assemblea è convocata dal Presidente presso la sede o in altro luogo, purché nel territorio nazionale, mediante avviso spedito ai Soci almeno 30 giorni prima della riunione. L'avviso deve indicare il luogo, il giorno e l'ora della riunione e gli argomenti da trattare. L'Assemblea può essere convocata anche tramite posta elettronica ordinaria o certificata con l'osservanza delle altre modalità di cui al presente articolo. Possono essere invitati a partecipare all'Assemblea, senza diritto di voto, i rappresentanti degli altri enti, istituti, associazioni aderenti o comunque collegati alla Conflavoro Pmi. Può essere, altresì, convocata tutte le volte che ciò sia ritenuto opportuno dal Presidente Confederale o sia richiesto da almeno un terzo delle Federazioni associate.

ART. 22 - COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE

 L’Assemblea è valida in prima convocazione quando sia presente almeno la metà dei componenti con diritto di voto; in seconda convocazione, che può aver luogo anche nello stesso giorno della prima, l'Assemblea è valida qualunque sia il numero dei componenti con diritto di voto presenti.

ART. 23 - LAVORI ASSEMBELARI

Essa è presieduta dal Presidente Confederale o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vicepresidente più anziano di età presente. In mancanza l’Assemblea nomina un proprio Presidente.

È segretario dell’Assemblea il Segretario Generale della Confederazione.

Nel caso di elezioni a cariche sociali il Presidente, all’inizio della riunione, designa due intervenuti a svolgere le funzioni di scrutatori.

 ART. 24 - DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBELA NAZIONALE

Le deliberazioni sono prese con il voto favorevole della maggioranza dei presenti con diritto di voto; in caso di parità delle votazioni palesi, prevale il voto del Presidente dell'Assemblea. In deroga a quanto precede, in occasione della nomina o del rinnovo, parziale o totale, degli organi della Confederazione le predette deliberazioni sono prese con riferimento ai voti rappresentati dai componenti l’assemblea presenti. Le modalità di votazione sono, di volta in volta, stabilite dall'Assemblea.

Della adunanza è redatto, su apposito registro, il verbale, il quale è sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

ART. 25 - COMPITI DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE

L'Assemblea esercita le seguenti attribuzioni:

1) deliberare le linee e gli orientamenti progettuali di politica sindacale della Confederazione;

2) apportare modifiche allo statuto secondo le modalità previste dal presente statuto;

affidando eventualmente al Comitato di Presidenza Nazionale o a d apposita commissione la materiale stesura delle proposte di modifiche;

3) adempiere ad ogni altra attribuzione prevista dal presente statuto, da leggi o da regolamenti;

4) approvare i bilanci e i preventivi di spesa annuali della Confederazione;

5) eleggere:

- il Presidente Nazionale;

- i Vice Presidenti Nazionali in numero non superiore a cinque;

6) può eleggere il collegio dei Revisori e il Comitato dei Probiviri;

7) revocare il mandato al Presidente Confederale, ai Vicepresidenti o ai membri della del Direttivo Nazionale, con delibera e voto favorevole dei tre quarti degli aventi diritto al voto presenti.

8) decidere lo scioglimento della Confederazione e la nomina di uno o più liquidatori.

Il Comitato di Presidenza o il Consiglio Direttivo potranno sottoporre all'Assemblea qualsiasi altro argomento che, anche se compreso nelle loro attribuzioni, per la sua particolare importanza venga ritenuto meritevole dell'esame e della deliberazione dell'Assemblea.

ART. 26 - CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

Sono componenti del Consiglio Direttivo il Presidente Nazionale, i Vice Presidenti Nazionali, il Segretario Generale e i Presidenti di ciascuna Federazione Provinciale aderente.

Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta lo ritenga necessario il Presidente o ne sia fatta richiesta da almeno due terzi del Comitato di Presidenza Nazionale o da almeno un terzo dei suoi componenti e viene convocato tramite posta elettronica ordinaria o certificata spedita almeno quindici (15) giorni prima della data di riunione. Gli avvisi devono contenere l'indicazione del luogo, giorno ed ora della riunione e degli argomenti da trattare.

In caso di assenza del Presidente, il Consiglio Direttivo può essere convocato dal Vice Presidente Vicario.

Per la validità delle adunanze del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza di almeno la metà dei componenti compreso il Presidente, il quale, in caso di sua assenza o di impedimento, può delegare a sostituirlo uno dei Vice Presidenti.

Ciascun membro ha diritto ad un voto. Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti; in caso di parità, prevale il voto di chi presiede.

Alle riunioni possono partecipare, ove il Presidente lo ritenga opportuno, anche legali rappresentanti di Aziende associate in qualità di esperti o i rappresentati delle Organizzazioni Aderenti.

I membri del Consiglio Direttivo che per tre sedute consecutive non intervengano alle riunioni senza giustificato motivo possono essere dichiarati decaduti dalla carica. La decadenza è notificata all'interessato tramite il Presidente.

Segretario del Consiglio Direttivo è il Segretario Generale della Conflavoro PMI Nazionale o, in caso di suo impedimento o di sua mancata nomina, da persona nominata dal Consiglio stesso.

Delle riunioni è redatto su apposito registro il relativo verbale, che viene firmato dal Presidente e dal Segretario.

ART. 27 - COMPITI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO NAZIONALE

Il Consiglio Direttivo ha il compito di:

  • Prevedere e nel caso nominare il Tesoriere Economo;
  • determinare i contributi da versarsi da parte delle Federazioni Socie e i contributi associativi delle aziende aderenti alle federazioni Regionali, Provinciali e Territoriali nonché le modalità di esazione;
  • determinare i compensi e i rimborsi spese del Presidente, Vice Presidente, Segretario e Tesoriere Economo;
  • designare i rappresentanti della Confederazione in seno a qualsiasi Commissione, Organo, Ufficio;
  • curare il conseguimento dei fini statutari in armonia con le deliberazioni e nell’ambito delle direttive del Comitato di Presidenza;
  • coadiuvare il Presidente nell'esplicazione del suo mandato;
  • proporre al Comitato di Presidenza norme regolamentari per l'applicazione del presente Statuto;
  • attuare le delibere dell’Assemblea;
  • definire le linee strategiche delle iniziative e dei programmi nell’ambito del sistema di rappresentanza e di servizio;
  • definire le strategie e le iniziative in materia di politiche economiche di settore;
  • deliberare regole di comportamento per gli organi nazionali e direttive per le Federazioni Regionali, Provinciali e Territoriali in tema di incompatibilità tra le cariche elettive nella Confederazione e nelle Federazioni e quelle nelle istituzioni politiche, negli organismi economici e negli altri enti;
  • stabilire la data di convocazione dell'Assemblea e curare l'esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea stessa;
  • proporre all’Assemblea il bilancio ed il preventivo di spesa predisposti dalla Comitato di Presidenza;
  • proporre all'Assemblea le modifiche dello statuto;
  • ratificare, su proposta del Comitato di Presidenza, sulle domande di associazione o di adesione delle Organizzazioni Aderenti.
  • ratificare, su proposta del Comitato di Presidenza, sui provvedimenti disciplinari a carico delle Federazioni e sulla nomina di Delegati confederali nei casi previsti dal presente statuto;
  • approvare i regolamenti confederali ed il codice etico;
  • adempiere ad ogni altro compito attribuitogli dal presente statuto.
  • decidere in merito alla partecipazione dell’Associazione a Società, Consorzi, Fondazioni ed Enti vari;
  • decidere in merito alla costituzione o partecipazione di Enti Bilaterali e Casse di Previdenza;
  • determinare le norme interne per il funzionamento dell'Associazione;
  • esaminare ogni altro argomento proposto dal Presidente.

ART. 28 - PRESIDENTE E VICE PRESIDENTI NAZIONALI

Il Presidente della Confederazione e i Vice Presidenti sono eletti dall’Assemblea e durano in carica cinque anni.

Possono essere eletti i Soci che non risultino inadempienti agli obblighi del presente statuto, e/o i membri stessi del Consiglio Direttivo.

Il Presidente e i Vice Presidenti sono rieleggibili senza limiti.

Il Presidente ha, a tutti gli effetti, la rappresentanza legale dell'Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio, con facoltà di agire e resistere in giudizio dinanzi a qualsiasi Autorità giudiziaria o amministrativa di ogni grado, nominando e revocando avvocati e procuratori alle liti;

Egli provvede all'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea, del Consiglio Direttivo e del Comitato di Presidenza; segue l'attività della Confederazione, vigilando sul funzionamento della stessa.

Il Presidente o nei casi di incompatibilità o di impedimento del Presidente, il Vice Presidente Vicario, può esperire azioni in via giudiziale e stragiudiziale e stare in giudizio sia in sede civile, che penale ed amministrativa.

Il Presidente nomina il Segretario Generale della Confederazione.

Il Presidente può delegare ai Vice Presidenti o al Segretario Generale alcune delle sue attribuzioni. Egli comunque si mantiene in stretto contatto con i Vice Presidenti ed il Segretario Generale ai fini della elaborazione collegiale delle direttive da seguire.

Il Presidente della Confederazione è di diritto Presidente dell'Assemblea dei Soci, del Consiglio Direttivo e del Comitato di Presidenza e partecipa a tutte le riunioni promosse nell'ambito statutario della Confederazione.

Nel caso di assenza o temporaneo impedimento il Presidente è sostituito dal Vice Presidente Vicario.

I Vice Presidenti nominati dal Assemblea decadono con il Presidente in carica all'atto della loro nomina e, in caso di sua cessazione per un motivo diverso dalla scadenza, con la nomina del successore.

Su designazione del Presidente, ciascun Vice Presidente può essere preposto ad uno dei settori di attività, nei quali si articola l'attività dell'Associazione. Tali deleghe potranno riguardare l’approfondimento di temi, la risoluzione di problemi nonché l’attuazione dei programmi relativi alle aree di attività di interesse associativo, secondo lo schema e i contenuti approvati dall’Assemblea.

Nel caso in cui un Vice Presidente venga a mancare durante il quinquennio di carica, viene sostituito, su proposta del Presidente, con delibera del Consiglio Direttivo e rimane in carica sino alla scadenza del Presidente.

ART. 29 - COMITATO DI PRESIDENZA NAZIONALE

Il Comitato di Presidenza è presieduto dal Presidente della Confederazione; esso è composto dal Presidente Nazionale e dai Vice Presidenti e dal Segretario Generale.

ART. 30 - RIUNIONI DEL COMITATO DI PRESIDENZA NAZIONALE

Il Comitato di Presidenza è convocato dal Presidente della Confederazione con lettera spedita almeno cinque giorni prima della data di riunione, oppure a mezzo telefax, posta elettronica ordinaria o certificata. In caso di urgenza, il Comitato di Presidenza può essere convocato a mezzo telefono.

Il Comitato si riunisce ogni qualvolta il Presidente ritenga necessario consultarlo, o ne facciano richiesta almeno un terzo dei componenti.

Il Comitato è presieduto dal Presidente della Confederazione o, in caso di suo impedimento, dal Vice Presidente Vicario.

Da Segretario funge il Segretario Generale della Confederazione o, in caso di suo impedimento o di sua mancata nomina, da un componente del Comitato di Presidenza chiamato a tale funzione dal Presidente.

Le riunioni del Comitato di Presidenza sono valide quando intervengano almeno la metà dei componenti, tra cui il Presidente. Ciascun membro dispone di un voto.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.

 I membri della del comitato di presidenza decadono nel caso di dimissioni, revoca del mandato o sopravvenuta incompatibilità. Essi, ad esclusione del Presidente, decadono inoltre, automaticamente, nel caso di loro cessazione dalla carica di Presidente pro-tempore delle Federazioni associate.

Delle riunioni è redatto su apposito registro e il relativo verbale, che viene firmato dal Presidente e dal Segretario.

Il Presidente può disporre che siano invitati altri associati.

ART. 31 - COMPITI DEL COMITATO DI PRESIDENZA NAZIONALE

Il Comitato di Presidenza è l'organo esecutivo della Confederazione.

Al Comitato di Presidenza sono attribuiti tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione, esclusi quelli che il presente Statuto riserva all’Assemblea ed al Consiglio Direttivo Nazionale. In via esemplificativa e non tassativa al Comitato di Presidenza sono riservati i seguenti specifici compiti:

  • deliberare sulle domande di ammissione delle Federazioni Socie e degli altri enti aderenti;
  • attuare le delibere del Consiglio Direttivo Nazionale;
  • proporre alle Federazioni Regionali, Provinciali e Territoriali la nomina, la sostituzione od il trasferimento del presidente o dei dirigenti;
  • deliberare, su proposta del Consiglio Direttivo, norme regolamentari per l'applicazione del presente Statuto;
  • designare i rappresentanti della Confederazione presso gli organi politici, amministrativi e tecnici;
  • esercitare, oltre che nel caso di delega, i poteri del Consiglio Direttivo Nazionale in caso di necessità e urgenza, con l'obbligo di proporre il provvedimento adottato alla ratifica del Consiglio Direttivo nella prima riunione successiva;
  • esercitare le attribuzioni demandate dal presente statuto, da leggi e regolamenti, vigilando che le Federazioni socie rispettino le disposizioni dello statuto e le direttive confederali in materia;
  • deliberare sull’esclusione dalla Conflavoro Pmi dei soci e degli enti aderenti;
  • deliberare le direttive generali per eventuali accordi di carattere sindacale o tecnico-economico;
  • predisporre annualmente il bilancio, con relativa relazione accompagnatoria, ed il preventivo di spesa della Conflavoro Pmi da sottoporre alla approvazione dell’Assemblea;
  • può delegare i propri compiti, o parte di essi, al Presidente Confederale, ivi compreso il potere di adottare, in caso di necessità e urgenza i provvedimenti di commissariamento delle Federazioni
  • proporre all’Assemblea eventuali contributi speciali;
  • predisporre la relazione annuale per l’Assemblea dei soci;
  • determinare l’organico del personale dell'Associazione, deliberando sull’assunzione, trasformazione e licenziamento;
  • approvare il Regolamento per la disciplina del rapporto di lavoro del personale;
  • sottoporre ai Soci in Assemblea o mediante consultazione scritta, eventuali modifiche allo Statuto;
  • adempiere a tutte le altre attribuzioni che ad essa siano deferite dal presente Statuto o dall'Assemblea;
  • coadiuvare il Presidente nell'esplicazione del suo mandato.
  • nomina il Vice Presidente Vicario.

ART. 32 - SEGRETARIO GENERALE

Il Segretario Generale è nominato dal Presidente Nazionale e ratificato dal Comitato di Presidenza Nazionale.

Il Segretario Generale coadiuva ed assiste gli organi nella definizione e nell’attuazione delle linee di politica sindacale e generale della Confederazione.

Il Segretario Generale, quale espressione del Presidente Nazionale nonché vertice della struttura, garantendo la funzione di raccordo con gli Organi statutari della Confederazione, programma, dirige e coordina l’attività delle Aree ed esercita, proponendone l’articolazione, il potere di indirizzo e vigilanza sulle strutture territoriali, per l’attuazione delle deliberazioni degli Organi Confederali, rispondendone al Presidente. È il segretario di tutti gli Organi confederali. Ne predispone e firma i verbali, salvo il caso in cui il verbale sia redatto da un Notaio. Partecipa alle riunioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo e del Comitato di Presi­denza.

ART. 33 - COLLEGIO DEI REVISORI CONTABILI NAZIONALI

L’Assemblea può nominare tre Revisori dei Conti effettivi tra cui il Presidente e due supplenti, tutti dotati di idonei requisiti di onorabilità, indipendenza e professionalità, e che almeno uno di questi sia iscritto all’Albo dei Revisori Contabili, scegliendoli anche al di fuori dei soci della Confederazione; Essi sono eletti dall'Assemblea, durano in carica cinque anni e sono rieleggibili.

Il Collegio dei Revisori dei Conti vigila l’andamento della gestione amministrativa dell’Associazione e predispone una relazione sul rendiconto preventivo e sul rendiconto consuntivo. Il Collegio dei Revisori dei Conti esercita la sorveglianza su tutte le operazioni economiche e finanziarie relative al patrimonio della Confederazione, verifica la corrispondenza dei dati contabili con le risultanze del bilancio predisposto. I Revisori dei Conti hanno facoltà di partecipare all'Assemblea e alle sedute del Consiglio Direttivo Nazionale.

ART. 34 - COMITATO DEI PROBIVIRI

L’Assemblea può nominare il Comitato dei Probiviri della Confederazione, organo di garanzia statutaria e di giurisdizione interna. Il Comitato dei Probiviri è composto da tre membri effettivi, tra cui il Presidente, e due supplenti eletti dall’Assemblea. Dura in carica cinque anni ed i suoi membri sono rieleggibili. Ha il compito di accertare i fatti e le contestazioni al fine di decidere sui ricorsi promossi avverso i provvedimenti disciplinari deliberati dalla Confederazione nei confronti delle Federazioni socie, nonché su tutte le controversie insorte tra la Confederazione Nazionale e le Federazioni Socie, ovvero tra queste ultime, in relazione al presente Statuto o ai rapporti associativi.

Le disposizioni di cui al presente articolo sono applicabili anche a qualsiasi controversia promossa da – o nei confronti di – consiglieri, membri del Comitato di Presidenza, revisori e liquidatori, che abbiano ad oggetto diritti disponibili relativi al presente Statuto ovvero ai rapporti associativi. Le disposizioni di cui al presente articolo sono inoltre applicabili anche a qualsiasi controversia relativa alle deliberazioni dell’Assemblea.

Il Comitato si pronuncia entro il termine perentorio di 30 giorni. Il Comitato dei Probiviri emette:

  • ordinanze, allo scopo di regolare l’attività istruttoria e raccogliere prove;
  • decisioni nel merito delle controversie sollevate.

Le ordinanze e le decisioni devono essere motivate e comunicate alle parti a cura del Presidente del Comitato e sono immediatamente esecutive.

ART. 35 - DISPOSIZIONI GENERALI SULLE CARICHE

La carica di membro del Consiglio Direttivo e/o dell’Assemblea è svolta a titolo gratuito e deve essere ricoperta in coerenza con gli indirizzi generali della Confederazione e in stretto contatto con gli Organi e gli Uffici dell’Associazione stessa e, per quanto riguarda incarichi esterni, riferendo sempre nel merito delle riunioni svoltesi e dei lavori svoltisi nei consessi esterni.

Al Presidente, Vice Presidenti e Segretario possono essere corrisposti compensi e rimborsi per l’attività svolta, così come deliberato dal Consiglio Direttivo.

Coloro che sono nominati in sostituzione di membri venuti a mancare prima della scadenza, rimangono in carica fino a quanto vi sarebbero rimasti i membri che hanno sostituito.

È previsto, per le sole cariche nazionali, che esse possano essere assunte solo dai soci.

 

TITOLO IV - STRUTTURE PERIFERICHE

ART. 36 - STRUTTURE PERIFERICHE

La CONFLAVORO PMI si articola attraverso la costituzione di federazioni in ambito Regionale, Provinciale e Territoriali.

Organi Regionali sono:

  • L’Assemblea Regionale;
  • Il Segretario Regionale;
  • Il Vice Segretario Regionale;
  • Il Comitato Esecutivo Regionale.

Organi Provinciali sono:

  • L’Assemblea Provinciale;
  • Il Consiglio Direttivo Provinciale;
  • Il Presidente ed i Vice Presidenti Provinciali;
  • Il Comitato di Presidenza;
  • Il Segretario Provinciale.
  • Il Collegio dei Revisori contabili;
  • Il Comitato dei Probiviri.

Organi Territoriali sono:

  • L’Assemblea Territoriale;
  • Il Comitato Territoriale;
  • Il Coordinatore Territoriale.

I Consigli Direttivi Provinciali si compongono, di norma, di un numero variabile da 3 a 9 componenti, designati rispettivamente dall’Assemblea Provinciale ed eleggono al proprio interno i rispettivi Presidenti. Le federazioni Provinciali sono rappresentate dai rispettivi Presidenti che detengono la rappresentanza legale. Tali nomine vanno ratificate dal Comitato di Presidenza Nazionale, che può revocarle con provvedimento motivato. I Presidenti Provinciali e i Segretari Regionali e i Coordinatori Territoriali restano in carica fino alla scadenza statutaria; Curano l’informazione e promuovono nell’ambito territoriale la politica nazionale della CONFLAVORO PMI.

ART. 37 - AUTONOMIA GIURIDICA, AMMINISTRATIVA E PATRIMONIALE

Le strutture periferiche della CONFLAVORO PMI ai vari livelli sono Organismi giuridicamente e amministrativamente autonomi e, pertanto, strutture diverse che non rispondono delle obbligazioni assunte da altre strutture o dalla CONFLAVORO PMI NAZIONALE e viceversa.

Le associazioni aderenti, le organizzazioni, società e gli Enti promossi e/o di emanazione della Conflavoro Pmi, gli organismi periferici o le persone che rispettivamente li rappresentano, sono responsabili di tutte le obbligazioni da essi a qualsiasi titolo e verso chiunque assunte, con esclusione quindi di qualsiasi responsabilità a carico della CONFLAVORO PMI NAZIONALE, né potranno in alcun modo chiedere di essere sollevate dalle stesse per qualsiasi motivo, ed in particolare, per il vincolo associativo alla CONFLAVORO PMI.

Resta inteso che per tutti i rapporti di natura patrimoniale, intercorrenti con terzi (fornitori, personale, collaborazioni autonome etc., nessuno escluso) è fatto espresso obbligo ai responsabili di detti organismi di esibire copia dello Statuto a detti terzi, che ne devono prendere visione per iscritto. In difetto di ciò, e ove mai fosse chiamata a rispondere di tali obbligazioni la CONFLAVORO PMI NAZIONALE, quest’ultima potrà rivalersi direttamente nei confronti delle persone fisiche responsabili delle strutture della Confederazione ai vari livelli.

ART. 38 – ORGANIZZAZIONE FEDERAZIONI REGIONALI

LA  CONFLAVORO PMI REGIONALE è la struttura di direzione politica e organizzativa della Confederazione nel territorio regionale. Essa è autonoma, ad ogni effetto di legge, sotto il profilo giuridico, amministrativo, finanziario e contabile.

Sono soci della Federazione Regionale le Federazioni Provinciali operanti nel territorio competente.

Sono organi Regionali:

  • L’Assemblea Regionale;
  • Il Segretario Regionale;
  • Il Vice Segretario Regionale;
  • Il Comitato Esecutivo Regionale.

ART. 39 – L’ASSEMBLEA REGIONALE

L’Assemblea Regionale è composto dai Presidenti Provinciali in carica presenti sul territorio regionale. Esso si riunisce, in via ordinaria, una volta l’anno entro il 30 aprile di ogni anno ed in via straordinaria su richiesta di almeno 2/3 dei componenti.

L’Assemblea Regionale designa il Segretario Regionale per la nomina da parte del Comitato di Presidenza Nazionale ed elegge il Comitato Esecutivo Regionale.

Il Segretario nominato dal Comitato di Presidenza Nazionale, su designazione dell’Assemblea Regionale, può avvalersi di un Vice Segretario, designato nell’ambito del Comitato Esecutivo Regionale, previa ratifica da parte del Comitato di Presidenza Nazionale. Il Segretario Regionale promuove, attua e coordina ogni attività in favore delle Piccole e Medie Imprese nell’ambito della politica e delle direttive impartite dagli organi nazionali della Conflavoro Pmi. Entro il 30 aprile di ogni anno l’Assemblea approva il rendiconto finanziario consuntivo e preventivo della Conflavoro Pmi Regionale, su proposta del Comitato Esecutivo da inviare al Comitato di Presidenza Nazionale. La Conflavoro Pmi Regionale risponde di fronte a terzi e in giudizio delle obbligazioni assunte.

ART. 40 - DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBLEA REGIONALE

Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti presenti o rappresentati, senza tener conto degli astenuti e delle schede bianche.

Il metodo di votazione è stabilito dall’Assemblea.

Le deliberazioni dell'Assemblea, prese in conformità del presente statuto, vincolano tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti, salvo l'esercizio della facoltà di recesso di cui al presente statuto.

ART. 41 - LAVORI ASSEMBELARI REGIONALI

L'Assemblea Regionale è presieduta dal Segretario Regionale della CONFLAVORO PMI REGIONALE; in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Segretario Regionale.

Da Segretario Verbalizzante dell'Assemblea Regionale funge persona nominata dall’Assemblea Regionale.

Nel caso di elezioni a cariche sociali il Segretario Regionale, all’inizio della riunione, designa due intervenuti a svolgere le funzioni di scrutatori.

ART. 42 - COMPITI DELL’ASSEMBLEA REGIONALE

L'Assemblea nella sua riunione ordinaria, da tenersi di norma entro il trenta aprile di ciascun anno, discute ed approva il rendiconto consuntivo dell'anno precedente e il bilancio preventivo dell'anno in corso.

L'Assemblea discute ed approva:

  • Designa il Segretario Regionale ed il Vice Segretario
  • elegge i membri del Comitato Esecutivo;
  • nomina il segretario verbalizzante;
  • esamina i problemi fondamentali interessanti le federazioni socie provinciali per stabilire le direttive di massima da seguire nello svolgimento della attività della federazione;
  • decide lo scioglimento della Federazione Regionale e la nomina di uno o più liquidatori.
  • stabilisce la misura delle quote associative dovute dai Soci nonché le modalità di esazione;
  • determina i compensi e i rimborsi spese del Segretario e Vice Segretario;
  • designa i rappresentanti della Federazione Regionale in seno a qualsiasi Commissione, Organo, Ufficio sul territorio Regionale;
  • cura il conseguimento dei fini statutari in armonia con le deliberazioni e nell’ambito delle direttive della Confederazione Nazionale;
  • coadiuva il Segretario Regionale nell'esplicazione del suo mandato;
  • decidere in merito alla partecipazione della Federazione Regionale a Società, Consorzi, Fondazioni ed Enti vari a livello regionale;
  • determinare le norme interne per il funzionamento della Federazione Regionale;
  • esaminare ogni altro argomento proposto dal Segretario.

Il Comitato Esecutivo regionale potrà sottoporre all'Assemblea qualsiasi altro argomento che, anche se compreso nelle loro attribuzioni, per la sua particolare importanza venga ritenuto meritevole dell'esame e della deliberazione dell'Assemblea.

Le decisioni dell’Assemblea saranno verbalizzate su apposito libro: i verbali dovranno essere firmati dal Segretario e dal Segretario Verbalizzante, ed il loro contenuto farà piena fede.

ART. 43 – IL SEGRETARIO REGIONALE

Il Segretario Regionale della CONFLAVORO PMI viene designato dall’Assemblea Regionale con il voto della maggioranza assoluta dei componenti e resta in carica cinque anni. Il Segretario:

  • ha la rappresentanza legale della Federazione Regionale, a tutti gli effetti di legge;
  • firma gli atti ufficiali;
  • convoca e presiede l’Assemblea Regionale ed il Comitato Esecutivo;
  • può delegare particolari funzioni al Vice Segretario Regionale o a un componente del Comitato Esecutivo;
  • in caso di impedimento può delegare per iscritto i suoi poteri al Vice Segretario.

Il Segretario Regionale ha, a tutti gli effetti, la rappresentanza legale della Federazione di fronte ai terzi ed in giudizio, con facoltà di agire e resistere in giudizio dinanzi a qualsiasi Autorità giudiziaria o amministrativa di ogni grado, nominando e revocando avvocati e procuratori alle liti.

ART. 44 – IL COMITATO ESECUTIVO REGIONALE

Il Comitato Esecutivo Regionale è composto dal Segretario e da due a cinque membri eletti dall’Assemblea Regionale.

Il Comitato Esecutivo Regionale:

  • convoca e prepara l'ordine del giorno dell’Assemblea Regionale;
  • cura l'esecuzione delle norme emanate dalla Confederazione Nazionale riguardanti l'organizzazione, il coordinamento ed il funzionamento degli uffici periferici;
  • delibera su tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione riguardanti l'Organizzazione Regionale;
  • redige entro il mese di marzo di ogni anno il rendiconto dell'attività amministrativa predisponendo il consuntivo e il preventivo della Federazione Regionale e lo sottopone all'approvazione dell’Assemblea Regionale. Di ogni riunione deve essere redatto regolare verbale sottoscritto dal Segretario o da chi ne fa le veci, e dal Segretario Verbalizzante, che può anche non essere componente del Comitato Esecutivo.

ART. 45 – DOVERI DELL’ASSOCIATO REGIONALE

L’Associato deve:

  • partecipare attivamente alla vita della Federazione Regionale;
  • rispettare le norme statutarie il Regolamento ed il Codice Etico Confederale;
  • operare per la tutela ed il rafforzamento dell'immagine della Confederazione;
  • versare le quote associative annuali e tutti gli altri contributi deliberati dagli organi statutari.

ART. 46 - PERDITA DELLA QUALITÀ DI ASSOCIATO REGIONALE

La qualità di Associato Regionale cessa:

  • per dimissioni, purché ne sia stata data comunicazione scritta almeno tre mesi prima della

scadenza dell'anno solare;

  • per cessazione della federazione socia;
  • per espulsione;
  • per incompatibilità;
  • per morosità: in particolare, il mancato versamento delle quote associative e dei contributi previsti per due anni consecutivi comporta l'automatica espulsione del socio all'organizzazione;
  • per i casi previsti dal presente statuto e dal regolamento Confederale.

In nessun caso il socio cessato avrà diritto al rimborso delle quote pagate.

ART. 47 – PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI

Nel caso in cui in una Federazione Regionale ricorrano gravi e provate irregolarità di organizzazione nell'amministrazione o palesi e gravi violazioni dello Statuto, la Presidenza Nazionale ha facoltà di deliberare lo scioglimento dei suoi organi direttivi e di nominare un Commissario. Tale decisione è inappellabile. Il mandato del Commissario ha la durata di sei mesi e può essere rinnovato una sola volta.

ART. 48 – ORGANIZZAZIONE FEDERAZIONI PROVINCIALI

La Struttura Provinciale deve costituirsi autonomamente con la piena ed ampia responsabilità. La Conflavoro Pmi Provinciale è la struttura a prevalente carattere organizzativo della Confederazione nel territorio. Essa è autonoma, ad ogni effetto di legge, sotto il profilo giuridico, amministrativo, finanziario e contabile.

Sono Organi della CONFLAVORO PMI Provinciale:

  • L’Assemblea Provinciale;
  • Il Consiglio Direttivo Provinciale;
  • Il Presidente ed i Vice Presidenti Provinciali;
  • Il Comitato di Presidenza;
  • Il Collegio dei Revisori contabili;
  • Il Comitato dei Probiviri.

Nel caso in cui in una Confederazione Provinciale ricorrano gravi e provate irregolarità di politiche e gestionali e/o di palesi e gravi violazione allo Statuto, ed in particolare nel caso in cui non si sia provveduto al tesseramento annuale degli associati, il Consiglio di Presidenza Nazionale ha la facoltà di deliberare lo scioglimento dei suoi organi direttivi e/o di nominare un Commissario straordinario, che abbia il compito specifico di indire nuove elezioni degli organi direttivi, senza che ciò costituisca alcuna forma di assunzione di responsabilità da parte della CONFLAVORO PMI Nazionale verso i terzi rispetto ai fatti che hanno causato lo scioglimento. Tale decisione è inappellabile.

ART. 49 - SOCI CONFLAVORO PMI ORDINARI

Sono Soci Ordinari della Conflavoro Pmi, i quali possono associarsi alla Confederazione, tramite le Federazioni Provinciali e/o Territoriali tutti gli Imprenditori, i Lavoratori Autonomi, i Professionisti, i Pensionati e altri soggetti pubblici e privati, i quali si riconoscano nelle finalità della Confederazione accettandone finalità, modi di attuazione, Statuto, Regolamento e Codice Etico.

Le Associazioni Provinciali e/o Territoriali inquadrano come soci, le imprese operanti in un determinato ambito territoriale, quale che sia l’attività svolta.

ART. 50 - DOMANDE DI AMMISSIONE SOCI ORDINARI

Le Imprese che intendono aderire alla CONFLAVORO PMI devono presentare domanda di ammissione alle strutture Provinciali e/o Territoriali sottoscrivendo l’apposita domanda di adesione firmata dal legale rappresentante e allegando la documentazione richiesta, oltre la dichiarazione di accettazione delle norme che regolano la federazione. La domanda di adesione deve prevedere l'impegno ad accettare quanto disposto dal presente Statuto, dai Regolamenti e dal Codice Etico.

Il Comitato di Presidenza Provinciale provvede all’esame della domanda di ammissione e delibera l’ammissione, valutando altresì l’affidabilità anche morale del richiedente, secondo quanto disposto dal Codice Etico.

Avverso l'accoglimento della domanda, il richiedente ha facoltà di ricorrere entro trenta giorni, a pena di decadenza, al Comitato dei Probiviri Provinciale il quale può chiedere al Comitato di Presidenza il riesame della delibera.

Le decisioni di ammissioni per le persone fisiche spetta alla federazione Provinciale competente territorialmente con lo stesso iter di cui sopra.

La Federazione Provinciale è tenuta a notificare alla Confederazione Nazionale tutte le variazioni degli atti ed elementi associativi che intervengono durante la vita associativa.

La qualità di socio viene comprovata dalla iscrizione nel “Libro degli Soci”. Tale libro, vidimato in ogni pagina dal Presidente Provinciale, sarà tenuto nei locali dell’Associazione a cura del Segretario.

ART. 51 - DIRITTI DEI SOCI

I soci hanno diritto di ricevere le prestazioni istituzionali, di rappresentanza, di assistenza e di servizio, fornite dalla Federazione e quelle derivanti dall'appartenenza al sistema confederale.

I soci hanno diritto di partecipazione, intervento ed elettorato attivo e passivo negli organi della Federazione purché in regola con gli obblighi statutari e secondo le modalità previste dal presente statuto.

ART. 52 - DOVERI DEI SOCI

L'adesione all’Associazione comporta l'obbligo di osservare il presente Statuto, i Regolamenti, il Codice Etico, nonché tutte le deliberazioni assunte dagli organi confederali.

L'attività degli associati deve essere esercitata secondo i principi della deontologia professionale e imprenditoriale e non deve essere lesiva dell'immagine della Confederazione.

In particolare i soci si obbligano a:

  • partecipare attivamente alla vita associativa;
  • applicare convenzioni ed ogni altro accordo stipulato dalla Confederazione o dalle altre componenti del sistema confederale;
  • non fare contemporaneamente parte di Associazioni diverse dalla Conflavoro PMI e costituite per scopi analoghi;
  • fornire alla Confederazione, nei modi e nei tempi richiesti, i dati e i documenti necessari utili per il raggiungimento degli scopi statutari;

ART. 53 – SOSPENSIONE – CESSAZIONE – RADIAZIONE - DECADENZA DEI SOCI

Cessa di essere socio chi non osserva l'obbligo di rinnovare la tessera annuale o è moroso nel pagamento. L’Organo competente a deliberare in ambito provinciale e/o territoriale, il provvedimento disciplinare, è lo stesso che ha deliberato l’ammissione a socio.

Al socio che risulta responsabile di atti che determinano un danno all’immagine ed anche all’organizzazione della CONFLAVORO PMI possono essere comminati il richiamo, la sospensione e nei casi più gravi, la decadenza. Per tutti i dirigenti e/o soci che arrechino danno materiale o morale alla  CONFLAVORO PMI e alle strutture collaterali. L’Organo competente a deliberare il provvedimento, quando ne ravvisi la necessita e/o l’urgenza, è il Comitato di Presidenza Nazionale, che lo sottoporrà a ratifica nella prima riunione utile del Consiglio Direttivo Nazionale. Contro la decisione di sospensione o i provvedimenti disciplinari può essere proposto, entro 30 gg. successivi alla comunicazione, ricorso al Comitato dei Probiviri Provinciale. In ogni caso il ricorso non sospende l’efficacia del provvedimento di sospensione.

ART. 54 - QUOTE ASSOCIATIVE

Le imprese associate, attraverso il loro contributo, provvedono a finanziare le attività della federazione a cui aderiscono. La quota associativa è determinata unitariamente all’impresa, senza nulla rilevare alcun parametro dimensionale e/o patrimoniale e/o economico. Possono essere stabilite quote associative diversificate per particolari categorie di associati disciplinate da apposita delibera. In particolare le imprese associate s’impegnano a versare i contributi associativi nelle misure e nelle forme determinate dagli Organi Statutari in via diretta o per il tramite di istituti convenzionati ai sensi della Legge 04.06.73 nr. 311 e successive modificazioni (INPS, INAIL Altri Enti). In quest’ultimo caso, consente che la riscossione dei contributi associativi avvenga contemporaneamente e con le stesse modalità previste per il versamento dei contributi obbligatori stabiliti dalle norme di Legge.

 L'iscrizione si intende tacitamente rinnovata di anno in anno solare, salvo che il socio non faccia regolare disdetta, con raccomandata con ricevuta di ritorno, entro il 30 settembre dell'anno in corso. Il tacito rinnovo comporta l'obbligo del pagamento delle quote sociali per l'anno successivo.

La quota e il contributo associativo di cui al presente articolo non sono rivalutabili né trasmissibili ad eccezione di trasferimento a causa di morte.

 Il socio può chiedere in qualunque momento di recedere dalla Federazione in caso di cessazione della sua attività. Il recesso non esonera dal pagamento della quota sociale dell'anno solare in cui viene presentata la richiesta.

ART. 55 - SANZIONI

I soci che si rendessero inadempienti agli obblighi del presente statuto, sono passibili delle seguenti sanzioni:

  • sospensione da ogni servizio e da ogni attività sociale, per un periodo non superiore a sei mesi;
  • decadenza dei rappresentanti che ricoprono cariche direttive nella Confederazione;
  • decadenza dei rappresentanti dell’impresa che ricoprono incarichi in sedi di rappresentanza esterna della Confederazione;
  • sospensione dell'elettorato attivo e/o passivo;
  • sospensione dal diritto a partecipare all'Assemblea della Federazione;
  • espulsione nel caso di ripetuta morosità per due esercizi o di altro grave inadempimento agli obblighi derivanti dal presente statuto.

Le sanzioni vengono deliberate dal Comitato di Presidenza Provinciale.

È ammessa in ogni caso la possibilità di proporre ricorso al Comitato dei Probiviri Provinciale nel termine di quindici giorni decorrenti dalla data di notifica del provvedimento. Il ricorso non ha effetto sospensivo.

ART. 56 - VOTAZIONI

Le votazioni che riguardano organismi e persone avvengono a maggioranza.

Prevalgono le liste o i singoli che hanno riportato il maggior numero di voti. Le votazioni saranno a scrutinio segreto per le persone, qualora siano richieste dal 50% più uno dei presenti aventi diritto al voto, per voto palese negli altri casi.

ART. 57 - ASSEMBLEA PROVINCIALE

L’Assemblea Provinciale è costituita dai soci della federazione Provinciale e Territoriali. All’Assemblea partecipano di diritto il Presidente, i Vice Presidenti, i membri del Consiglio Direttivo, ed il Segretario Provinciale; essi hanno diritto di voto, nel caso partecipino quali rappresentanti di imprese associate il loro voto è unico.

L'Assemblea si riunisce in via ordinaria una volta all'anno ed in via straordinaria ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Presidente Provinciale, il Consiglio Direttivo o ne facciano richiesta scritta e motivata Soci che complessivamente dispongano almeno due terzi del numero totale dei voti spettanti a tutti gli associati.

Ogni impresa può farsi rappresentare da altra impresa associata mediante delega scritta. Ciascun socio non potrà essere portatore di più di tre deleghe, salvo il caso di aziende appartenenti ad un medesimo Gruppo, dichiaratamente collegate fra di loro.

ART. 58 - CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE

L'Assemblea è convocata dal Presidente Provinciale o dai casi previsti dal precedente articolo, presso la sede o in altro luogo, purché nella Provincia competente, mediante avviso spedito ai Soci almeno 30 giorni prima della riunione. L'avviso deve indicare il luogo, il giorno e l'ora della riunione e gli argomenti da trattare.

L'Assemblea può essere convocata anche tramite Fax, posta ordinaria, posta elettronica ordinaria o certificata con l'osservanza delle altre modalità di cui al presente articolo.

ART. 59 - COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE

L'Assemblea è validamente costituita quando siano presenti tanti soci che dispongano un numero di voti che rappresentino la maggioranza del numero totale dei voti spettanti.

Trascorsa un'ora da quella fissata nell'avviso di convocazione, l'Assemblea è legalmente costituita qualunque sia il numero dei presenti.

ART. 60 - DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBELA PROVINCIALE

Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti presenti o rappresentati, senza tener conto degli astenuti e delle schede bianche. Il metodo di votazione è stabilito dall’Assemblea; tuttavia nelle votazioni per le elezioni a cariche sociali si procede mediante scrutinio segreto.

Le deliberazioni dell'Assemblea, prese in conformità del presente statuto, vincolano tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti, salvo l'esercizio della facoltà di recesso.

ART. 61 - LAVORI ASSEMBELARI

L'Assemblea è presieduta dal Presidente Provinciale della Federazione; in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente più anziano.

Da Segretario dell'Assemblea funge il Segretario della Federazione o, in caso di suo impedimento o di mancata nomina, da persona nominata dall’Assemblea.

Nel caso di elezioni a cariche sociali il Presidente, all’inizio della riunione, designa due intervenuti a svolgere le funzioni di scrutatori.

ART. 62 - DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBELA PROVINCIALE

Le deliberazioni sono prese con il voto favorevole della maggioranza dei presenti con diritto di voto; in caso di parità delle votazioni palesi, prevale il voto del Presidente dell'Assemblea. In deroga a quanto precede, in occasione della nomina o del rinnovo, parziale o totale, degli organi della federazione le predette deliberazioni sono prese con riferimento ai voti rappresentati dai componenti l’assemblea presenti. Le modalità di votazione sono, di volta in volta, stabilite dall'Assemblea. Della adunanza è redatto, su apposito registro, il verbale, il quale è sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

ART. 63 - COMPITI DELL’ASSEMBLEA PROVINCIALE

L'Assemblea nella sua riunione ordinaria, da tenersi di norma entro il trenta aprile di ciascun anno, discute ed approva il rendiconto consuntivo dell'anno precedente e il bilancio preventivo dell'anno in corso, che dovrà essere inviata entro il mese successivo alla sede nazionale della CONFLAVORO PMI.

È compito dell’Assemblea eleggere i membri del Consiglio Direttivo Provinciale composto da un minimo di tre ad un massimo di quindici. L’Assemblea prima di procedere alle votazioni dovrà deliberare il numero di membri. L’Assemblea elegge i membri del Consiglio Direttivo Provinciale votando i candidati.

Il Segretario provvederà a raccogliere le candidature dei Soci che dovranno pervenire alla sede dell’Associazione entro e non oltre i venti giorni antecedenti la data dell'Assemblea per la nomina delle cariche.

Alla lettera di convocazione dell'Assemblea per la nomina delle cariche sarà allegata la lista dei candidati.

L'Assemblea esercita le seguenti attribuzioni:

1) deliberare le linee e gli orientamenti progettuali di politica sindacale della federazione  in rispetto con la politica della confederazione nazionale;

  • esaminare i problemi fondamentali interessanti le imprese associate per stabilire le direttive di massima da seguire nello svolgimento della attività dell'Associazione;
  • adempiere ad ogni altra attribuzione prevista dal presente statuto, da leggi o da regolamenti;
  • approvare i bilanci e i preventivi di spesa annuali della Federazione;
  • eleggere:

- il Presidente Provinciale;

- i Vice Presidenti Provinciali in numero non superiore a due;

- i Membri del Consiglio Direttivo Provinciale;

6) revocare il mandato al Presidente Provinciale, ai Vicepresidenti o ai membri della del Direttivo Provinciale, con delibera e voto favorevole dei tre quarti degli aventi diritto al voto presenti;

  • decidere lo scioglimento della Federazione Provinciale e la nomina di uno o più liquidatori.

Il Comitato di Presidenza Provinciale o il Consiglio Direttivo Provinciale potranno sottoporre all'Assemblea qualsiasi altro argomento che, anche se compreso nelle loro attribuzioni, per la sua particolare importanza venga ritenuto meritevole dell'esame e della deliberazione dell'Assemblea.

ART. 64 - CONSIGLIO DIRETTIVO PROVINCIALE

Sono componenti del Consiglio Direttivo Provinciale il Presidente e i Vice Presidenti della Federazione ed il Segretario Provinciale.

Il Consiglio Direttivo è dunque composto altresì dai candidati che abbiano ottenuto il maggior numero di voti dall’Assemblea.

Il Consiglio Direttivo dura in carica cinque anni ed è composto da un numero minino di tre ad un massimo di nove membri.

Il Consiglio Direttivo si riunisce ogni qualvolta lo ritenga necessario il Presidente Provinciale o ne sia fatta richiesta da almeno due terzi dei membri e viene convocato con lettera spedita almeno cinque giorni prima della data di riunione, oppure a mezzo telefax, posta elettronica ordinaria o certificata. In caso di urgenza il Consiglio Direttivo può essere convocato a mezzo telefono.

In caso di urgenza o di assenza del Presidente, il Consiglio Direttivo può essere convocato dal Vice Presidente Vicario.

Per la validità delle adunanze del Consiglio Direttivo è necessaria la presenza di almeno la metà dei componenti compreso il Presidente, il quale, in caso di sua assenza o di impedimento, può delegare a sostituirlo uno dei Vice Presidenti.

Ciascun membro ha diritto ad un voto. Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti; in caso di parità, prevale il voto di chi presiede.

Alle riunioni può partecipare un delegato della Conflavoro Nazionale e possono altresì partecipare, ove il Presidente lo ritenga opportuno, anche legali rappresentanti di Aziende associate in qualità di esperti.

I membri del Consiglio Direttivo che per tre sedute consecutive non intervengano alle riunioni senza giustificato motivo possono essere dichiarati decaduti dalla carica. La decadenza è notificata all'interessato tramite il Presidente.

Segretario del Consiglio Direttivo è il Segretario della Federazione Provinciale o, in caso di suo impedimento o di sua mancata nomina, da persona nominata dal Consiglio Direttivo stesso.

Delle riunioni è redatto su apposito registro il relativo verbale, che viene firmato dal Presidente e dal Segretario.

ART. 65 - COMPITI DEL CONSIGLIO DIRETTIVO PROVINCIALE

Il Consiglio Direttivo ha il compito di:

  • decidere sulle delibere di rigetto del Comitato di Presidenza relative alle domande di ammissione dei nuovi associati;
  • stabilire la misura delle quote associative dovuti dai Soci nonché le modalità di esazione in deroga alle linee nazionali, previo richiesta e consenso del Comitato di Presidenza Nazionale;
  • determinare i compensi e i rimborsi spese del Presidente, Vice Presidente, Segretario e di eventuali collaboratori volontari della federazione che prestino la loro opera per la crescita lo sviluppo ed il proselitismo dell’attività sindacale;
  • designare i rappresentanti della Associazione in seno a qualsiasi Commissione, Organo, Ufficio Competente territorialmente;
  • designare il delegato in seno all’Assemblea o al Direttivo Nazionale di Conflavoro, in caso di impedimento del Presidente Provinciale;
  • curare il conseguimento dei fini statutari in armonia con le deliberazioni e nell’ambito delle direttive del Comitato di Presidenza;
  • coadiuvare il Presidente nell'esplicazione del suo mandato;
  • proporre al Comitato di Presidenza norme regolamentari per l'applicazione del presente Statuto;
  • adottare le sanzioni;
  • decidere in merito alla partecipazione della Federazione a Società, Consorzi, Fondazioni ed Enti vari nel territorio di sua competenza;
  • determinare le norme interne per il funzionamento della Federazione;
  • proporre al Comitato di Presidenza la nomina del Segretario;
  • stabilire la data di convocazione dell'Assemblea e curare l'esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea stessa;
  • proporre all’Assemblea il bilancio ed il preventivo di spesa predisposti dalla Comitato di Presidenza;
  • esaminare ogni altro argomento proposto dal Presidente.

ART. 66 - PRESIDENTE E VICE PRESIDENTI PROVINCIALI

Il Presidente della Federazione Provinciale e i Vice Presidenti sono eletti dall’ Assemblea Provinciale, durano in carica cinque anni e l’elezione va ratificata dal Comitato di Presidenza Nazionale.

Possono essere eletti i Soci che non risultino inadempienti agli obblighi del presente statuto, e/o i membri stessi del Consiglio Direttivo; possono essere elette altresì persone estranee alla Confederazione che per requisiti morali e professionali si riconoscano nei valori del Codice Etico.

Il Presidente i Vice Presidenti e i Consiglieri sono rieleggibili.

Il Presidente ha, a tutti gli effetti, la rappresentanza legale Federazione di fronte ai terzi ed in giudizio, con facoltà di agire e resistere in giudizio dinanzi a qualsiasi Autorità giudiziaria o amministrativa di ogni grado, nominando e revocando avvocati e procuratori alle liti; di compromettere in arbitri.

Egli provvede all'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea, del Comitato di Presidenza e del Consiglio Direttivo; segue l'attività della Federazione, vigilando sul funzionamento della stessa. Il Presidente o nei casi di incompatibilità o di impedimento del Presidente, il Vice Presidente Vicario, può esperire azioni in via giudiziale, stragiudiziale e stare in giudizio sia in sede civile, che penale ed amministrativa.

Il Presidente può delegare ai Vice Presidenti alcune delle sue attribuzioni. Egli comunque si mantiene in stretto contatto con i Vice Presidenti ai fini della elaborazione collegiale delle direttive da seguire.

Il Presidente della Federazione è di diritto Presidente dell'Assemblea dei Soci, del Comitato di Presidenza e del Consiglio Direttivo e partecipa a tutte le riunioni promosse nell'ambito statutario della Federazione.

Nel caso in cui un Vice Presidente venga a mancare durante il quinquennio di carica, viene sostituito, su proposta del Presidente, con delibera del Consiglio Direttivo e rimane in carica sino alla scadenza del Presidente.

I Vice Presidenti nominati dal Consiglio Direttivo decadono con il Presidente in carica all'atto della loro nomina e, in caso di sua cessazione per un motivo diverso dalla scadenza, con la nomina del successore. Su designazione del Presidente, ciascun Vice Presidente può essere preposto ad uno dei settori di attività, nei quali si articola l'attività della Federazione. Tali deleghe potranno riguardare l’approfondimento di temi, la risoluzione di problemi nonché l’attuazione dei programmi relativi alle aree di attività di interesse associativo, secondo lo schema e i contenuti approvati dall’Assemblea.

 ART. 67 - COMITATO DI PRESIDENZA PROVINCIALE

Il Comitato di Presidenza è presieduto dal Presidente della Confederazione Provinciale; esso è composto dal Presidente, dai Vice Presidenti e dal Segretario Provinciale.

ART. 68 - RIUNIONI DEL COMITATO DI PRESIDENZA PROVINCIALE

Il Comitato di Presidenza è convocato dal Presidente della Federazione Provinciale con lettera spedita almeno cinque giorni prima della data di riunione, oppure a mezzo telefax, posta elettronica ordinaria o certificata. In caso di urgenza, il Comitato di Presidenza può essere convocato a mezzo telefono.

Il Comitato si riunisce ogni qualvolta il Presidente ritenga necessario consultarlo, o ne facciano richiesta almeno due membri.

Il Comitato è presieduto dal Presidente della Federazione o, in caso di suo impedimento, dal Vice Presidente Vicario.

Da Segretario funge il Segretario Provinciale o, in caso di suo impedimento o di sua mancata nomina, da un componente del Comitato di Presidenza chiamato a tale funzione dal Presidente.

Le riunioni del Comitato di Presidenza sono valide quando intervengano almeno la metà dei componenti, tra cui il Presidente. Ciascun membro dispone di un voto.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti. In caso di parità di voti prevale il voto del Presidente.

Delle riunioni è redatto su apposito registro il relativo verbale, che viene firmato dal Presidente e dal Segretario Provinciale.

Il Presidente può disporre che siano invitati altri associati.

ART. 69 - COMPITI DEL COMITATO DI PRESIDENZA PROVINCIALE

Il Comitato di Presidenza è l'organo esecutivo della Federazione.

Il Comitato di Presidenza Provinciale ha il compito di:

  • deliberare sulle domande di ammissione dei nuovi associati;
  • deliberare, su proposta del Consiglio Direttivo, norme regolamentari per la gestione della federazione, nel pieno rispetto delle direttive nazionali;
  • deliberare le direttive generali per eventuali accordi di carattere sindacale o tecnico-economico;
  • deliberare su eventuali contributi associativi straordinari;
  • Nominare il Vice Presidente Vicario;
  • Nomina il segretario provinciale designato dal consiglio direttivo provinciale;
  • deliberare sulla formazione del rendiconto consuntivo e del bilancio preventivo da sottoporre all'approvazione della Assemblea;
  • predisporre relazione annuale per l’Assemblea dei soci;
  • approvare il Regolamento per la disciplina del rapporto di lavoro del personale;
  • adempiere a tutte le altre attribuzioni che ad essa siano deferite dal presente Statuto o dall'Assemblea;
  • svolgere ogni azione per il conseguimento dei fini statutari e per l'attuazione delle direttive di massima stabilite dall'Assemblea;
  • coadiuvare il Presidente nell'esplicazione del suo mandato;
  • decidere l'assunzione e il licenziamento del personale, stabilire la regolamentazione del rapporto di lavoro del personale.

ART. 70 - TESORIERE ECONOMO PROVINCIALE

Il tesoriere economo può esser nominato dal Consiglio Direttivo e dura in carica cinque anni.

Il tesoriere economo ha i seguenti compiti:

  • all’amministrazione dell’entrate sociali e del fondo comune della federazione;
  • verifica che la gestione sia strettamente conforme alle deliberazioni del Consiglio Direttivo e del Comitato di Presidenza;
  • predispone il rendiconto economico finanziario consuntivo dell’anno precedente ed il bilancio preventivo dell’anno in corso;
  • può partecipa alle riunioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo e del Comitato di Presidenza.

ART. 71 - SEGRETARIO PROVINCIALE

Il Segretario Provinciale è nominato dal Comitato di Presidenza Provinciale su proposta del direttivo provinciale.

Il Segretario Provinciale coadiuva ed assiste gli organi nella definizione e nell’attuazione delle linee di politica sindacale e generale della federazione. Il Segretario Provinciale, quale espressione del Comitato di Presidenza È il segretario di tutti gli Organi Federali. Ne predispone e firma i verbali, salvo il caso in cui il verbale sia redatto da un Notaio. Partecipa e prende parte alle riunioni dell’Assemblea, del Consiglio Direttivo e del Comitato di Presi­denza.

ART. 72 - COLLEGIO DEI REVISORI CONTABILI PROVINCIALE

L’Assemblea può nominare tre Revisori dei Conti effettivi tra cui il Presidente e due supplenti, tutti dotati di idonei requisiti di onorabilità, indipendenza e professionalità, e che almeno uno di questi sia iscritto all’Albo dei Revisori Contabili, scegliendoli anche al di fuori dei soci della federazione; Essi sono eletti dall'Assemblea, durano in carica cinque anni e sono rieleggibili.

Il Collegio dei Revisori dei Conti vigila l’andamento della gestione amministrativa dell’Associazione e predispone una relazione sul rendiconto preventivo e sul rendiconto consuntivo. Il Collegio dei Revisori dei Conti esercita la sorveglianza su tutte le operazioni economiche e finanziarie relative al patrimonio della federazione, verifica la corrispondenza dei dati contabili con le risultanze del bilancio predisposto. I Revisori dei Conti hanno facoltà di partecipare all'Assemblea e alle sedute del Consiglio Direttivo Provinciale.

 ART. 73 - COMITATO DEI PROBIVIRI PROVINCIALE

L’Assemblea può nominare il Comitato dei Probiviri Provinciale, organo di garanzia statutaria e di giurisdizione interna. Il Comitato dei Probiviri è composto da tre membri effettivi, tra cui il Presidente, e due supplenti eletti dall’Assemblea. Dura in carica cinque anni ed i suoi membri sono rieleggibili. Ha il compito di accertare i fatti e le contestazioni al fine di decidere sui ricorsi promossi avverso i provvedimenti disciplinari deliberati dalla federazione nei confronti dei soci, nonché su tutte le controversie insorte tra la federazione i soci in relazione al presente Statuto o ai rapporti associativi.

Le disposizioni di cui al presente articolo sono applicabili anche a qualsiasi controversia promossa da – o nei confronti di – consiglieri, membri del Comitato di Presidenza, revisori e liquidatori, che abbiano ad oggetto diritti disponibili relativi al presente Statuto ovvero ai rapporti associativi. Le disposizioni di cui al presente articolo sono inoltre applicabili anche a qualsiasi controversia relativa alle deliberazioni dell’Assemblea.

ART. 74 - ORGANIZZAZIONI TERRITORIALI

Le Organizzazioni Territoriali sono espressioni delle Federazioni Provinciali, sono Organismi giuridicamente e amministrativamente autonomi e, pertanto, strutture diverse che non rispondono delle obbligazioni assunte dalle Federazioni Provinciali, Regionali e Nazionali e viceversa. Le organizzazioni territoriali aderenti, le società e gli Enti promossi e/o di emanazione della Conflavoro Pmi, gli organismi periferici o le persone che rispettivamente li rappresentano, sono responsabili di tutte le obbligazioni da essi a qualsiasi titolo e verso chiunque assunte, con esclusione quindi, di qualsiasi responsabilità a carico delle Federazioni Provinciali, Regionali e Nazionali, né potranno in alcun modo chiedere di essere sollevate dalle stesse per qualsiasi motivo, ed in particolare, per il vincolo associativo alla CONFLAVORO PMI.

Resta inteso che per tutti i rapporti di natura patrimoniale, intercorrenti con terzi (fornitori, personale, collaborazioni autonome etc., nessuno escluso) è fatto espresso obbligo ai responsabili di detti organismi di esibire copia dello Statuto a detti terzi, che ne devono prendere visione per iscritto. In difetto di ciò, e ove mai fosse chiamata a rispondere di tali obbligazioni la CONFLAVORO PMI NAZIONALE, quest’ultima potrà rivalersi direttamente nei confronti delle persone fisiche responsabili delle strutture della Confederazione ai vari livelli.

Sono Organi della CONFLAVORO PMI Territoriali:

  • L’Assemblea Territoriale;
  • Il Comitato Esecutivo Territoriale;
  • Il Segretario Territoriale;
  • Il Coordinatore Territoriale.

ART. 75 - ASSEMBLEA TERRITORIALE

L’Assemblea Territoriale è costituita dai soci aderenti all’Organizzazione Territoriale. All’Assemblea partecipano di diritto il Coordinatore Territoriale, il Segretario Territoriale, i Membri del Comitato Esecutivo Territoriale ed il Presidente Provinciale competente per territorio; essi tutti non hanno diritto di voto, salvo non partecipino quali rappresentanti di imprese associate all’organizzazione.

L'Assemblea Territoriale si riunisce in via ordinaria una volta all'anno ed in via straordinaria ogni qualvolta lo ritenga opportuno il Coordinatore Territoriale.

Ogni impresa può farsi rappresentare da altra impresa associata mediante delega scritta. Ciascun socio non potrà essere portatore di più di due deleghe, salvo il caso di aziende appartenenti ad un medesimo Gruppo, dichiaratamente collegate fra di loro.

ART. 76 - CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA TERRITORIALE

L'Assemblea è convocata dal Coordinatore Territoriale presso la sede o in altro luogo, purché nel Territorio Competente, mediante avviso spedito ai Soci almeno 30 giorni prima della riunione. L'avviso deve indicare il luogo, il giorno e l'ora della riunione e gli argomenti da trattare.

L'Assemblea può essere convocata anche tramite posta elettronica ordinaria o certificata con l'osservanza delle altre modalità di cui al presente articolo.

ART. 77 - COSTITUZIONE DELL’ASSEMBLEA TERRITORIALE

L'Assemblea è validamente costituita quando siano presenti tanti soci che dispongano un numero di voti che rappresentino la maggioranza del numero totale dei voti spettanti.

Trascorsa un'ora da quella fissata nell'avviso di convocazione, l'Assemblea è legalmente costituita qualunque sia il numero dei presenti.

ART. 78 - DELIBERAZIONI DELL’ASSEMBELA TERRITORIALE

Le deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti presenti o rappresentati, senza tener conto degli astenuti e delle schede bianche. Il metodo di votazione è stabilito dall’Assemblea; tuttavia nelle votazioni per le elezioni a cariche sociali si procede mediante scrutinio segreto.

Le deliberazioni dell'Assemblea, prese in conformità del presente statuto, vincolano tutti i soci, ancorché non intervenuti o dissenzienti.

ART. 79 - LAVORI ASSEMBELARI

L'Assemblea è presieduta dal Coordinatore Territoriale dell’Organizzazione; in caso di sua assenza o impedimento, dal membro più anziano del Comitato Esecutivo Territoriale.

Da Segretario dell'Assemblea funge il Segretario Territoriale o, in caso di suo impedimento o di mancata nomina, da persona nominata dall’Assemblea.

Nel caso di elezioni a cariche sociali il Coordinatore Territoriale, all’inizio della riunione, designa due intervenuti a svolgere le funzioni di scrutatori.

ART. 80 - COMPITI DELL’ASSEMBLEA TERRITORIALE

L'Assemblea Territoriale nella sua riunione ordinaria, da tenersi di norma entro il trenta aprile di ciascun anno, discute ed approva il rendiconto consuntivo dell'anno precedente e il bilancio preventivo dell'anno in corso. che dovrà essere inviata entro il mese successivo alla sede Provinciale Competente per Territorio.

È compito dell’Assemblea eleggere i membri del Comitato Esecutivo composto da un minimo di due ad un massimo di cinque membri. L’Assemblea prima di procedere alle votazioni dovrà deliberare il numero di membri in carica.

L’Assemblea elegge i membri del Comitato Esecutivo votando i candidati.

Il Segretario Territoriale provvederà a raccogliere le candidature dei Soci che dovranno pervenire alla sede dell’Organizzazione Territoriale entro e non oltre i venti giorni antecedenti la data dell'Assemblea Territoriale per la nomina delle cariche.

Alla lettera di convocazione dell'Assemblea per la nomina delle cariche sarà allegata la lista dei candidati.

Spetta inoltre all'Assemblea:

  • elegge il Coordinatore Territoriale;
  • elegge i membri della Comitato Esecutivo Territoriale;
  • esaminare i problemi fondamentali interessanti le imprese associate per stabilire le direttive di massima da seguire nello svolgimento della attività dell’Organizzazione;
  • decidere lo scioglimento dell'Associazione e la nomina di uno o più liquidatori.

La nomina del Coordinatore Territoriale va ratificata alla Conflavoro Pmi Provinciale che a sua volta ne da notizia alla Conflavoro Pmi Nazionale.

Il Comitato Esecutivo ed il Coordinatore Territoriale potranno sottoporre all'Assemblea qualsiasi altro argomento che, anche se compreso nelle loro attribuzioni, per la sua particolare importanza venga ritenuto meritevole dell'esame e della deliberazione dell'Assemblea.

Le decisioni dell’Assemblea saranno verbalizzate su apposito libro: i verbali dovranno essere firmati dal Coordinatore Territoriale e dal Segretario, ed il loro contenuto farà piena fede.

ART. 81 - COMITATO ESECUTIVO TERRITORIALE

Il Comitato Esecutivo Territoriale è presieduto dal Coordinatore dell’Organizzazione Territoriale; Esso è composto dagli eletti dall’assemblea territoriale, da due a cinque membri e dal segretario territoriale.

ART. 82 - RIUNIONI DEL COMITATO ESECUTIVO TERRITORIALE

Il Comitato Esecutivo Territoriale è convocato dal Coordinatore Territoriale con lettera spedita almeno cinque giorni prima della data di riunione, oppure a mezzo telefax, posta elettronica ordinaria o certificata. In caso di urgenza, il Comitato Esecutivo Territoriale può essere convocato a mezzo telefono.

Il Comitato si riunisce ogni qualvolta il Coordinatore ritenga necessario consultarlo, o ne facciano richiesta almeno due terzi dei membri.

Il Comitato è presieduto dal Coordinatore Territoriale o, in caso di suo impedimento, dal membro più anziano.

Da Segretario funge il Segretario Territoriale o, in caso di suo impedimento o di sua mancata nomina, da un componente del Comitato chiamato a tale funzione dal Coordinatore.

Le riunioni del Comitato sono valide quando intervengano almeno la metà dei componenti, tra cui il Coordinatore. Ciascun membro dispone di un voto.

Le deliberazioni sono prese a maggioranza di voti. In caso di parità di voti prevale il voto del Coordinatore.

Delle riunioni è redatto su apposito registro il relativo verbale, che viene firmato dal Coordinatore Territoriale e dal Segretario.

Il Coordinatore può disporre che siano invitati altri associati.

ART. 83 - COMPITI DEL COMITATO ESECUTIVO TERRITORIALE

Il Comitato Esecutivo territoriale ha il compito di:

  • deliberare sulle domande di ammissione dei nuovi associati;
  • deliberare le direttive generali per eventuali accordi di carattere sindacale o tecnico-economico a livello territoriale;
  • delibera su eventuali contributi Straordinari;
  • deliberare sulla formazione del rendiconto consuntivo e del bilancio preventivo da sottoporre all'approvazione della Assemblea Territoriale;
  • predisporre la relazione annuale per l’Assemblea dei soci;
  • determinare l’organico del personale dell'Associazione;
  • nominare il Segretario Territoriale su proposta del Coordinatore Territoriale;
  • adempiere a tutte le altre attribuzioni che ad essa siano deferite dal presente Statuto o dall'Assemblea;
  • svolgere ogni azione per il conseguimento dei fini statutari e per l'attuazione delle direttive di massima stabilite dalla Confederazione Nazionale e dalla Federazione Provinciale;
  • coadiuvare il Coordinatore nell'esplicazione del suo mandato;
  • decidere l'assunzione e il licenziamento del personale, stabilire la regolamentazione del rapporto di lavoro del personale.

ART. 84 - SEGRETARIO TERRITORIALE

Il Segretario Territoriale è nominato dal Comitato Esecutivo Territoriale su proposta del Coordinatore Territoriale.

Il Segretario Territoriale coadiuva ed assiste gli organi nella definizione e nell’attuazione delle linee di politica sindacale e generale dell’Organizzazione. Il Segretario Territoriale, quale espressione del Comitato Esecutivo Territoriale È il segretario dell’Assemblea e del Comitato Esecutivo Territoriale. Ne predispone e firma i verbali, salvo il caso in cui il verbale sia redatto da un Notaio.

Partecipa e prende parte alle riunioni dell’Assemblea e del Comitato Esecutivo Territoriale.

ART. 85 – IL COORDINATORE TERRITORIALE

Il Coordinatore Territoriale dell’Organizzazione è eletto dall’Assemblea Territoriale, dura in carica cinque anni e l’elezione va ratificata dal Comitato di Presidenza Provinciale, il quale provvede alla comunicazione alla Confederazione Nazionale.

Possono essere eletti i Soci che non risultino inadempienti agli obblighi del presente statuto; possono essere eletti altresì persone estranee all’organizzazione territoriale che per requisiti morali e professionali si riconoscano nei valori del Codice Etico.

Il Coordinatore, il segretario e i membri del comitato esecutivo sono rieleggibili.

Il Coordinatore Territoriale ha, a tutti gli effetti, la rappresentanza legale dell’organizzazione di fronte ai terzi ed in giudizio, con facoltà di agire e resistere in giudizio dinanzi a qualsiasi Autorità giudiziaria o amministrativa di ogni grado, nominando e revocando avvocati e procuratori alle liti

Egli provvede all'esecuzione delle deliberazioni dell'Assemblea e del Comitato Esecutivo; segue l'attività dell’organizzazione, vigilando sul funzionamento della stessa. Il Coordinatore Territoriale o nei casi di incompatibilità può esperire azioni in via giudiziale, stragiudiziale e stare in giudizio sia in sede civile, che penale ed amministrativa.

Il Coordinatore Territoriale può delegare ai membri del Comitato Esecutivo alcune delle sue attribuzioni. Egli comunque si mantiene in stretto contatto con i membri ai fini della elaborazione collegiale delle direttive da seguire.

Il Coordinatore Territoriale è di diritto Presidente dell'Assemblea Territoriale e del Comitato Esecutivo e partecipa a tutte le riunioni promosse nell'ambito statutario dell’Organizzazione.

Nel caso di assenza o temporaneo impedimento il Coordinatore Territoriale è sostituito dal membro più anziano del Comitato Esecutivo.

I Membri nominati nel Comitato Esecutivo e il Segretario Territoriale decadono con il Coordinatore in carica all'atto della loro nomina e, in caso di sua cessazione per un motivo diverso dalla scadenza, con la nomina del successore.

Nel caso in cui un Membro del Comitato Esecutivo venga a mancare durante il quinquennio di carica, viene sostituito, su proposta del Coordinatore Territoriale, con nomina del Comitato Esecutivo e rimane in carica sino alla scadenza del Coordinatore Territoriale.

 

TITOLO V – NORME GENERALI

ART. 86 - FONDO COMUNE

Il Fondo comune è costituito:

  • dall'importo delle tessere annuali di iscrizione dovuto dagli Associati;
  • dalle eccedenze attive delle gestioni annuali;
  • dagli investimenti mobiliari e immobiliari;
  • dalle erogazioni e dai lasciti costituiti a favore dell'Associazione e dall'eventuale devoluzione dei beni fatta a qualsiasi titolo a favore dell'Associazione.

Possono altresì costituire entrata dell’organizzazione:

  • i corrispettivi specifici percepiti da iscritti, associati e partecipanti a fronte di attività svolte in diretta attuazione degli scopi istituzionali;
  • i corrispettivi derivanti dall’organizzazione di viaggi, soggiorni turistici, nonché cessione di pubblicazioni riguardanti i contratti collettivi di lavoro e l’assistenza in materia;
  • eventuali entrate per servizi prestati dalla Confederazione.

Il Fondo comune, con ogni suo incremento e accessione, è indivisibile tra i Soci; in caso di cessazione del rapporto associativo, dovuto a qualsiasi causa, essi non possono pertanto chiederne la divisione, né pretenderne la quota proporzionale, in quanto le quote sono intrasmissibili ad altri soggetti né sono rivalutabili in alcun modo.

Non possono, in nessun caso, essere distribuiti agli Associati, neanche in modo indiretto, eventuali utili o avanzi di gestione, nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

ART. 87 - DIRETTIVE GESTIONALI

Il Comitato di Presidenza Nazionale stabilisce le direttive per gli investimenti di capitali e in genere per la gestione economica e finanziaria del Fondo comune.

ART. 88 - ESERCIZIO SOCIALE

L’esercizio sociale si chiude al trentuno dicembre di ciascuno anno. Ogni anno deve essere compilato il bilancio preventivo e il rendiconto consuntivo al 31 dicembre, da sottoporre all'Assemblea ordinaria.

ART. 89 – VITA ASSOCIATIVA

In ogni sede della CONFLAVORO PMI, Regionale, Provinciale e Territoriale, possono essere svolte attività che abbiano pratica attuazione degli scopi istituzionali della Confederazione nei confronti degli iscritti associati e partecipanti, di altre associazioni che svolgono medesima attività e che per legge, regolamento, atto costitutivo e statuto o delibera hanno aderito a livello locale o nazionale.

In ogni sede della CONFLAVORO PMI organizzata secondo le modalità del presente Statuto è fatto obbligo di redigere ed approvare annualmente un rendiconto economico e finanziario. Alla riunione devono poter partecipare tutti gli iscritti con le modalità previste per le assemblee, secondo il principio del voto singolo.

In ogni sede della CONFLAVORO PMI a qualsiasi livello organizzativo, è garantita l'eleggibilità degli organi amministrativi secondo il principio del voto singolo, di cui all'art. 2532, secondo comma, del Codice Civile nel rispetto della sovranità dell'assemblea dei soci, associati e partecipanti che siano in regola con il pagamento delle quote associative.

In ogni sede della CONFLAVORO PMI deve essere data ampia pubblicità alle convocazioni delle assemblee dei soci, alle riunioni degli organi collegiali, alle relative deliberazioni ed ai bilanci o rendiconti. Le Assemblee degli iscritti devono essere convocate con idonea pubblicità.

In ogni sede della CONFLAVORO PMI è fatto obbligo agli organi di gestione amministrativa di tenere aggiornato il registro dei soci, il registro delle assemblee e degli organi deliberanti, il registro delle entrate e delle uscite.

Tutti i dati contabili devono essere a disposizione degli iscritti.

È fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione, fondi, riserve o capitali durante la vita dell'Associazione salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposti dalla Legge.

La quota associativa, essendo personale, è intrasmissibile e non rivalutabile.

I dirigenti sindacali dell'Associazione rientrano tra i soggetti considerati dal D.Lgs. 504/1996 ed in coerenza con la Legge 300/70.

 

TITOLO VI – MODIFICHE DELLO STATUTO, SCIOGLIMENTO - NORMA DI RINVIO E TRANSITORIA


ART. 90 - MODIFICHE STATUTO

Le modificazioni dello Statuto sono deliberate dall'Assemblea Nazionale con il voto favorevole della maggioranza dei voti presenti o rappresentati sempreché questi rappresentino almeno la metà dei voti spettanti.

In ogni caso il Comitato di Presidenza può sottoporre agli associati, mediante consultazione scritta, le modificazioni dello Statuto, da approvare sempre con la maggioranza di cui al comma precedente.

Ai soci che in sede di votazione o di consultazione scritta abbiano dissentito dalle modificazioni adottate è consentito il diritto di recesso, da notificare per lettera raccomandata A.R., entro trenta giorni dall’avvenuta comunicazione delle modifiche stesse.

Per quanto riguarda il pagamento dei contributi associativi, il recesso ha effetto dal primo gennaio dell’anno successivo.

ART. 91 - SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE

Lo scioglimento deve essere deliberato da una Assemblea appositamente convocata con il voto favorevole di almeno due terzi dei voti presenti o rappresentati sempreché questi rappresentino almeno la metà dei voti spettanti.

 L'Assemblea nomina uno o più liquidatori, ne determina i poteri e i compensi.

In caso di scioglimento, per qualsiasi causa, il fondo comune sarà obbligatoriamente devoluto ad altre associazioni con finalità analoghe o a fini di pubblica utilità, sentito l’Organismo di Controllo di cui all’art. 3 della Legge 23 dicembre 1996 n. 662, salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

ART. 92 - NORMA DI RINVIO

Per quanto non previsto dal presente Statuto si applicano le norme del Codice Civile.

ART. 93 – NORMA TRANSITORIA

Gli organismi collaterali nazionali, regionali, provinciali e territoriali devono adeguare i propri regolamenti organizzativi al presente Statuto entro tre mesi dalla sua approvazione.

In caso d’inadempienza il Comitato di Presidenza Nazionale potrà deliberare il disconoscimento dell’organismo inadempiente.

 

TITOLO VII – ENTRATA IN VIGORE


ART. 94 - ENTRATA IN VIGORE

Il Presente Statuto è stato approvato con delibera dell’Assemblea Nazionale del 10 Luglio 2015. Le norme contenute nel presente Statuto entrano in vigore al momento della loro approvazione.

È abrogato il precedente Statuto Nazionale della CONFLAVORO PMI.

Il presente Statuto verrà depositato dal Presidente della Conflavoro Pmi Nazionale Roberto Capobianco nelle forme di legge.