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La settimana politica: lo stop della Corte Suprema ai dazi di Trump

Dazi USA, la Corte Suprema annulla le tariffe di Trump, che rilancia al 15%. Incertezza per export e PMI, mentre l’UE chiede chiarezza e rispetto degli accordi

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Negli Stati Uniti la Corte Suprema ha dichiarato incostituzionali i dazi imposti dall’amministrazione Trump basandosi su poteri emergenziali, stabilendo che il presidente non poteva imporre tariffazioni generali senza l’approvazione del Congresso. La decisione ha colpito una parte consistente delle tariffe varate di recente, creando incertezza normativa.

La Corte Suprema annulla i dazi, ma Trump rilancia al 15%

Dal canto di Trump, dipinto come furioso dalla stampa americana, la risposta non si è fatta attendere con l’annuncio di nuove tariffe globali al 15% su molte importazioni utilizzando una diversa base giuridica, alimentando tensioni e volatilità nei mercati. La tensione tra la Corte e l’esecutivo resta altissima con il tycoon che è arrivato addirittura a sospettare di ingerenze straniere.

Per l’export italiano la situazione resta complessa, infatti, nonostante le tariffe precedenti imposte da Trump, le esportazioni italiane verso gli Stati Uniti avevano continuato a crescere, ma la rapidità dei cambiamenti tariffari e l’incertezza sulle regole di accesso rischiano di aumentare i costi e ridurre la prevedibilità, soprattutto, per le PMI esportatrici. Sul tema si è espresso il Ministro Tajani con toni concilianti, sottolineando come le imprese italiane siano le prime a non volere una guerra commerciale, per poi dichiararsi “in pieno accordo con la nota europea in cui si chiedono ‘certezze'”.

Anche l’Unione Europea ha, infatti, chiesto chiarezza e il rispetto degli impegni commerciali già presi con gli Stati Uniti, sottolineando che un accordo è un accordo e che condizioni di scambio prevedibili sono essenziali per imprese e mercati. In tal senso, la Presidente della BCE Christine Lagarde ha sottolineato che “Il mondo ha bisogno di chiarezza sul futuro delle relazioni”, mentre il Cancelliere Tedesco Merz ha dichiarato che incontrerà Trump a Washington facendosi portavoce di una posizione europea unitaria sul tema dazi.

Referendum costituzionale, tra polemiche e richiamo al rispetto istituzionale

Negli ultimi giorni la campagna per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia ha registrato un marcato innalzamento dei toni nel confronto tra governo e magistratura. Al centro delle polemiche vi sono le dichiarazioni del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che ha definito il sistema delle correnti interne al CSM “para-mafioso”, sostenendo la necessità di un cambiamento strutturale nelle modalità di autogoverno della magistratura. Le affermazioni hanno suscitato reazioni molto dure da parte dell’Associazione Nazionale Magistrati e delle opposizioni, che le hanno giudicate lesive della dignità istituzionale di un organo di rilievo costituzionale.

Parallelamente, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha diffuso due video nei quali ha criticato decisioni giudiziarie relative all’immigrazione e alla gestione dei CPR, accusando una parte della magistratura di ostacolare l’azione dell’esecutivo su sicurezza e controllo dei flussi migratori, definendola “politicizzata”.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è intervenuto richiamando tutte le parti al rispetto istituzionale e alla moderazione dei toni, ribadendo il valore costituzionale dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura.

Il referendum si sta così configurando come un passaggio politico rilevante della legislatura, con le opposizioni del cosiddetto “campo stretto” composto da PD, M5S e AVS che lo interpretano come un banco di prova per la tenuta dell’esecutivo, parlando della “scelta più importante della legislatura”.

Milano-Cortina 2026, l’Italia chiude con record e riconoscimento internazionale

Con la cerimonia di chiusura all’Arena di Verona si sono concluse ufficialmente le Olimpiadi Invernali di Milano-Cortina 2026, suggellando un’edizione dei Giochi caratterizzata da risultati sportivi di rilievo e da un modello organizzativo innovativo.

La premier Giorgia Meloni, presente alla cerimonia insieme alle principali autorità italiane, ha espresso soddisfazione per l’organizzazione dell’evento, sottolineando come abbia rappresentato “un motivo di orgoglio nazionale e un’opportunità di promozione dell’immagine del Paese nel mondo”.

Sulla stessa linea le dichiarazioni del presidente della Fondazione Milano-Cortina 2026, Giovanni Malagò: “Abbiamo promesso di offrire agli atleti e al Movimento Olimpico un’esperienza unica. Ben fatto, Italia. Hai mantenuto le tue promesse”. Malagò ha richiamato il senso di orgoglio nazionale già espresso in apertura dei Giochi, ribadendo la riuscita dell’impegno organizzativo assunto dal Paese.

Nel corso della serata, la presidente del Comitato Olimpico Internazionale (IOC), Kirsty Coventry, ha elogiato l’Italia per la realizzazione dei Giochi e per il modello “diffuso” adottato tra Milano, Cortina e le altre sedi alpine, affermando che questa edizione ha fissato nuovi standard per il futuro. Il passaggio della bandiera olimpica alla Francia, futura ospite dei Giochi Invernali del 2030, ha chiuso formalmente la cerimonia, lasciando un’eredità sportiva e istituzionale destinata a proiettarsi nel lungo periodo.

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