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La settimana politica: legge elettorale, caro carburanti e tregua a Hormuz

Legge elettorale: italiani divisi sulla riforma e coalizioni in equilibrio. Il Governo interviene sul caro carburanti, tregua fragile tra USA e Iran a Hormuz

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Legge elettorale e sondaggi: gli italiani divisi sulla riforma, Piepoli fotografa l’equilibrio tra le coalizioni

Sulla riforma della legge elettorale in discussione in Parlamento, l’ultima rilevazione YouTrend per Sky TG24 misura un’opinione pubblica divisa: il 37% degli intervistati esprime un giudizio negativo sull’impianto della riforma proposta dal centrodestra, contro il 25% di giudizi positivi; molto più netto e trasversale è invece il consenso sul voto di preferenza, con il 62% di italiani favorevoli, appena il 12% di contrari e un 26% che non si esprime, un punto su cui gli elettorati dei diversi schieramenti convergono. Quanto ai rapporti di forza, l’ultimo sondaggio Piepoli dell’Istituto Piepoli registra Fratelli d’Italia in calo di mezzo punto al 26,5%, la Lega al 5,1% e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci in crescita di 1,1 punti al 7,1%, con Forza Italia stabile all’8,3%; nel campo progressista il Pd è fermo al 20,1%, il Movimento 5 Stelle al 14,5% e Alleanza Verdi-Sinistra al 6,3%.

Sul piano delle coalizioni, la rilevazione stima che il centrodestra allargato a Futuro Nazionale salirebbe per somma algebrica dall’attuale 40,8% al 47,9%, superando il campo largo fermo al 44,6%; nello scenario che tiene conto delle reazioni degli elettorati, però, la coalizione con Vannacci si fermerebbe al 45,4% — per effetto della possibile dispersione di parte dell’elettorato moderato vicino a Forza Italia e di una quota degli stessi sostenitori di Futuro Nazionale — contro un campo largo al 45%. Intorno al 42% si attestano invece il gradimento del governo e quello della premier Meloni.. 

Caro carburanti: nel Cdm di oggi pomeriggio l’intervento ponte sul gasolio

Il Consiglio dei ministri si riunisce oggi alle 17.30 per varare l’intervento ponte contro il caro carburanti allo studio del governo da giorni: il decreto legge dovrebbe intervenire in particolare sul costo del gasolio, mentre successivamente, alla luce dei dati sull’extragettito Iva di luglio, è atteso un secondo intervento con il meccanismo dell’accisa mobile.

La convocazione arriva in coincidenza con nuovi massimi dei listini: secondo l’Osservatorio prezzi del Mimit, oggi 27 luglio la benzina in modalità self service costa in media 1,982 euro al litro — il valore più alto dal 5 ottobre 2023 — e il gasolio 2,185 euro, vicino al record storico di 2,229 euro del marzo 2022. Il Ministro Urso ha indicato che, accanto alla misura ad effetti generali, “se si troveranno le risorse” potrebbero arrivare interventi mirati, come il credito d’imposta già utilizzato per l’autotrasporto, mentre il ministro Foti ha confermato che è allo studio anche l’ipotesi di misure speciali sul carburante attraverso le social card. 

Stretto di Hormuz: tregua tra Stati Uniti e Iran, ma la situazione resta fragile

Dopo due settimane di scontri diretti tra Stati Uniti e Iran, le due parti hanno sospeso le operazioni militari per la terza notte consecutiva, aprendo una finestra alla diplomazia; una prospettiva che ha avuto un effetto immediato sui mercati, con il prezzo del petrolio in calo di oltre il 5% sulle piazze asiatiche, nella speranza di una soluzione che consenta la ripresa del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz.

Il quadro sul terreno resta tuttavia teso. Sul fronte diplomatico si registrano segnali di movimento: i viceministri degli Esteri di Iran e Oman si sono incontrati a Teheran venerdì e sabato per discutere meccanismi operativi di gestione sicura del traffico marittimo nello Stretto, colloqui che secondo Teheran hanno portato a progressi, e la Repubblica islamica ha precisato che i negoziati su Hormuz avverranno senza la partecipazione degli Stati Uniti.

Il premier del Qatar ha intanto rilanciato la necessità che tutte le parti attuino il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, garantendo la libertà di navigazione, ma la tregua resta estremamente fragile: gli Usa sostengono che la diplomazia ha una possibilità ma che il dispositivo militare americano resta pronto. 

 

 

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