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Obiettivo Export, delegazione Conflavoro protagonista alla tappa del Centro Italia

Un’occasione, alla presenza del vicepremier Tajani, per mettere direttamente in contatto le aziende interessate all’export con ICE Agenzia, CDP, SACE e SIMEST

Una delegazione di Conflavoro ha preso parte ieri (6 ottobre) all’evento “Obiettivo Export: Imprese e territori del Centro Italia“, svoltosi all’Auditorium Parco della Musica “Ennio Morricone” di Roma. Una giornata di confronto tra istituzioni, agenzie del Sistema Italia e mondo produttivo, dedicata al sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese e alla promozione del Made in Italy sui mercati esteri.

La delegazione di Conflavoro era guidata dal vicepresidente nazionale Enrico Fantini. Con lui e Irene Botta, responsabile della Relazioni istituzionali, hanno partecipato i presidenti territoriali Sandro Di Castro per il Lazio, Silvio Frongia per la Sardegna, Albano Viscioni per l’Abruzzo e Simone Marcelli per le Marche.

Nella delegazione erano inoltre presenti Alessandro Neroni e Nazareno Romandini, direttore generale e direttore commerciale di ICS Technologies SpA, azienda che si occupa di progettazione e sviluppo di sistemi radar per la sorveglianza costiera e la navigazione, soluzioni optroniche e sistemi per la difesa; Valerio Costantini del Salumificio Fratelli Costantini, eccellenza tradizionale abruzzese con più di 70 anni di storia; Adriano Ippoliti amministratore di Diamante Tech Solutions, startup innovativa che si occupa di comunicazione e AI; Luca Arioli di Intertravel, agenzia luxury di viaggi fiorentina nata nel 1950; Gianmaria Vannini di Vannini Gioielli, oreficeria artigianale del capoluogo toscano con più di 60 anni di attività; e Salvatore Ghisu, presidente del Distretto Rurale Media Valle del Tirso in Sardegna che rappresenta circa 80 aziende di vari settori e, in particolar modo, dell’agroalimentare, collaborando anche con i Distretti Rurali Baronie e del Villanova.

La cornice dell’evento

L’appuntamento, alla presenza del vicepremier Antonio Tajani, è stato promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), in collaborazione con ICE Agenzia, CDP, SACE e SIMEST e con il supporto di Unioncamere. Si è trattato dell’ultima delle tre tappe territoriali dedicate rispettivamente al Nord (Torino, 29 aprile), al Sud (Bari, 16 giugno) e al Centro Italia.

L’iniziativa romana, rivolta alle regioni Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana e Sardegna, aveva l’obiettivo di raccogliere le istanze del tessuto produttivo per costruire insieme alle imprese una strategia sempre più mirata di supporto all’internazionalizzazione, in linea con il Piano d’azione per l’export. I lavori, aperti dai temi degli strumenti di sostegno all’export e del ruolo dei territori, si sono poi articolati in panel dedicati alla sfida delle materie prime e al Made in Italy tra mercati maturi e nuove frontiere.

La presenza di Conflavoro

In una giornata costruita attorno al confronto tra Sistema Italia e territori, un ruolo di primo piano è stato riconosciuto alle associazioni imprenditoriali, chiamate a fare da ponte tra pubblico e privato e a portare al tavolo le esigenze concrete delle imprese. È in questa cornice che si è inserita la partecipazione di Conflavoro, impegnata a rappresentare le piccole e medie imprese e a tradurre in proposte operative il dialogo con le istituzioni e con le agenzie di sostegno all’export.

“Le piccole e medie imprese devono poter guardare oltre i nostri confini, con l’obiettivo fisso di diventare grandi. Se non vengono lasciate sole, non è un’utopia, ma un diritto e anche un dovere di chiunque faccia attività imprenditoriale”, ha dichiarato Roberto Capobianco, presidente nazionale di Conflavoro. “Il nostro ruolo è fare da ponte tra le aziende e le istituzioni, perché gli strumenti del Sistema Italia diventino davvero accessibili anche a chi è di piccole dimensioni. L’export non è un traguardo riservato a pochi: con le giuste misure può diventare un’opportunità concreta per migliaia di aziende dei nostri territori”.

Enrico Fantini ha sottolineato il valore del confronto diretto con istituzioni e agenzie: “Partecipare a queste iniziative accompagnando direttamente le imprese significa portare la loro voce in un tavolo che conta, immediato, senza filtri. Abbiamo raccolto indicazioni preziose sugli strumenti disponibili e, allo stesso tempo, abbiamo rappresentato le difficoltà quotidiane che gli imprenditori incontrano quando guardano all’estero: dall’accesso alle informazioni fino ai costi dell’internazionalizzazione. È un confronto che portiamo avanti con proposte concrete da tempo nei tavoli istituzionali, partecipando sia alla Cabina di Regia sull’internazionalizzazione sia alla task force ministeriale sui dazi”.

Gli incontri B2B e il Laboratorio della Crescita

La seconda parte della giornata è stata dedicata al confronto diretto. La delegazione di Conflavoro ha potuto seguire gli incontri B2B tra imprese e Capi degli Uffici commerciali delle Ambasciate, Direttori ICE all’estero ed esperti di ICE Agenzia, CDP, SACE e SIMEST, pensati per approfondire strumenti promozionali e misure di sostegno. In parallelo, la doppia sessione del “Laboratorio della Crescita” ha affrontato da un lato la valorizzazione all’estero delle eccellenze culturali e creative dei territori, dall’altro il sostegno a startup e PMI innovative.

Per Conflavoro, la presenza all’appuntamento romano conferma l’impegno dell’associazione nell’affiancare le imprese del territorio lungo il percorso di internazionalizzazione, mettendo a disposizione delle PMI il proprio ruolo di rappresentanza e di raccordo con le istituzioni.

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