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Bonus facciate, Della Vista (Conflavoro): “Serve proroga credito 90% a marzo 2022”

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Critiche e proposte di Conflavoro PMI in merito al prolungamento (molto meno vantaggioso e solo per un anno) del Bonus facciate

”Confidiamo ci saranno correttivi importanti nel ddl di bilancio per quanto concerne il bonus facciate. Per il settore alberghiero, così come per le aziende edili, passare da un credito d’imposta del 90% a uno del 60% è un cambiamento drastico. Le strutture turistiche hanno stilato una programmazione economica e degli investimenti basati su un bonus molto più ampio di quanto sarà effettivamente nel 2022 . A pochi giorni dalla fine dell’anno e con le ristrutturazioni ancora in corso, l’unica soluzione per non perdere i vantaggi è saldare ove possibile i lavori entro il 31 dicembre. Non ci sembra la strada migliore da percorrere. Siamo rammaricati che a un bonus così importante per due comparti vitali come edilizia e turismo non venga riconosciuta un’estensione pluriennale. Quindi, dato il poco preavviso, chiediamo al Governo quantomeno una proroga delle attuali condizioni dello strumento (90% senza tetto di spesa) fino al 31 marzo 2022”. Così Corrado Della Vista, presidente Conflavoro PMI Rimini.

 

Cosa fare entro il 31 dicembre 2021

La possibilità di cedere il credito del Bonus facciate non è condizionata al raggiungimento di uno stato avanzamento lavori (SAL). Questo perché il bonus del 90% matura, e può quindi essere ceduto, in relazione agli importi pagati entro il 31 Dicembre. In altre parole è possibile optare per lo sconto in fattura anche laddove per gli interventi agevolabili con il Bonus facciate non sia previsto un pagamento per stati di avanzamento lavori. Le strutture turistiche hanno investito per ammodernarsi e rendersi più competitive nel contesto europeo e internazionale. Una progettualità che non deve essere danneggiata. La nostra proposta è di certificare un SAL almeno del 30% dei lavori eseguiti, come da capitolati, dando la possibilità di terminare i lavori entro il 31 marzo 2022. Se non viene prorogato con le modalità suddette – conclude Corrado Della Vista – si rischia che molte di queste strutture non solo perdano il credito d’imposta perché ceduto in virtù dello sconto in fattura, ma nemmeno possano accedere al Bonus facciate del 60% per l’anno 2022. 

“Qualora non siano previsti SAL, può essere esercitata l’opzione per il cosiddetto sconto in fattura, facendo riferimento alla data dell’effettivo pagamento e fermo restando la necessità che gli interventi oggetto dell’agevolazione siano effettivamente realizzati. Pertanto – spiega Sergio Muccilli, imprenditore edile e membro del direttivo di Conflavoro PMI Rimini – sarebbe opportuna una variazione anche per il bonus facciate spettante alle attività economiche come hotel e residence, superando il ‘principio di competenza’. La mancata consegna dei materiali, l’irreperibilità dei ponteggi, l’andamento dei prezzi dei materiali ha bloccato i lavori per diversi mesi. Il Governo questi aspetti, queste grandi problematiche, sembra non averli considerati”.

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