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Fico conclude incarico: “Esito positivo”. Governo, direzione PD decide il 3 maggio

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Accordo tra M5S e PD, se arriverà, tra una settimana. Pesano i voti dei renziani

Sembra sempre più probabile un’intesa tra M5S e PD per la formazione del prossimo governo. L’onorevole Roberto Fico, infatti, ha confermato oggi al presidente Mattarella l’esito positivo del dialogo tra M5S e PD. Dialogo per il quale aveva ottenuto, lunedì scorso, l’apposito incarico esplorativo dal Quirinale, che si ritiene soddisfatto del mandato e lo ritiene concluso qui.

Il capo dello Stato, infatti, ha considerato solidi e ben avviati i contatti tra Luigi Di Maio e Maurizio Martina. E questo nonostante la lotta interna al Partito democratico. I fedelissimi di Matteo Renzi, infatti e almeno pubblicamente, non vedono di buon occhio l’accordo coi pentastellati.

Fondamentale, in tal senso, sarà il prossimo 3 maggio, giorno in cui è convocata la direzione del PD nella quale sarà votato il via libera, o meno, all’appoggio al M5S.

Restano in piedi ipotesi governissimo e voto anticipato

In caso di accordo, Di Maio ha affermato che saranno gli iscritti alla piattaforma Rosseau a ratificare il famoso contratto di governo con il PD. Ma il leader dei 5 Stelle ha anche avvertito a più riprese che, vista la chiusura della Lega (o alla Lega, a seconda dei punti di vista), le strade da percorrere restano due soltanto: o governo con il PD (da capire se con esponenti di governo o se mediante appoggio esterno) o elezioni anticipate. No a un governo con tutti dentro: il Movimento non ci starebbe e, per Di Maio, non è concepibile che il primo partito d’Italia possa esser messo all’opposizione. 

I paletti, in sostanza, arrivano da tutti i palazzi di Roma. Le elezioni anticipate, però, sono uno spauracchio per il presidente Mattarella, l’ultima spiaggia viste anche le imminenti scadenze europee da rispettare. Dunque il Quirinale, in caso di rifiuto del PD alle proposte del M5S – e salvo ipotetici ritorni di fiamma con la Lega – potrebbe anche optare per il cosiddetto governo del presidente. Una sorta di esecutivo-ponte il cui unico – o quantomeno principale – scopo sarebbe quello di far votare una nuova legge elettorale con cui andare al voto entro la primavera del 2019.

Sempre che, naturalmente, dopo le regionali in Friuli di domenica 29 aprile, non ci sia un ritorno di fiamma tra M5S e Lega, al momento fuori discussione.

In ogni caso, ancora pochi giorni e gli italiani ne sapranno di più. Tutto sommato, stanno attendendo ‘soltanto’ da due mesi un governo con pieni poteri.

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