Assegno unico, come funziona e a chi spetta – Il ConsuLente

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Nel focus de Il ConsuLente, una delle novità più attese e dibattute degli ultimi mesi, che riguarda sia i lavoratori con figli sia i datori di lavoro

Dal 1° gennaio 2022 è possibile procedere alla presentazione delle domande per l’Assegno unico e universale per i figli a carico. La domanda è annuale e riguarda le mensilità comprese nel periodo tra marzo dell’anno in cui è presentata la domanda e il mese di febbraio dell’anno successivo. Da marzo pertanto l’assegno unico sostituirà l’attuale assegno per il nucleo familiare, il premio previsto per le nascite o le adozioni, il bonus bebè e le detrazioni fiscali per i figli sotto i 21 anni.

Tutti gli importi erogati o anticipati dal datore di lavoro in busta paga sono definitivamente soppressi per far posto a un solo assegno, erogato direttamente dall’INPS. Per le domande presentate dal 1° gennaio 2021 al 30 giugno 2021, il trattamento dell’assegno decorrerà pertanto dal 1° marzo 2022. Per le domande presentate successivamente, la prestazione decorre dal mese successivo di presentazione. 

ISEE

L’INPS determina la misura sulla base della condizione economica del nucleo familiare mediante ISEE, da allegare al momento della presentazione della domanda stessa.

È possibile presentare l’ISEE successivamente alla domanda, in tal caso:

ISEE presentato entro il 30 giugno 2021: la prestazione verrà conguagliata e spetteranno tutti gli arretrati a partire dal mese di marzo;
ISEE presentato dal 1° luglio 2021: la prestazione viene calcolata sulla base del valore dell’indicatore al momento della presentazione dell’ISEE.

In assenza di ISEE o nel caso di ISEE pari o superiore ad 40.000 euro, la prestazione spettante viene calcolata con l’importo minimo previsto. Si tratta di 50 euro per i figli minori e di 25 euro per i maggiorenni). 

Requisiti

La domanda di assegno unico e universale può essere presentata dai soggetti in possesso dei requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno.

 La domanda di assegno unico e universale per i figli è presentata dal genitore una volta sola per ogni anno di gestione e deve indicare tutti i figli per i quali si richiede il beneficio, con la possibilità di aggiungere ulteriori figli per le nuove nascite che dovessero verificarsi in corso d’anno.

 Il nuovo assegno verrà pagato a tutte le famiglie che hanno figli fino a 18 anni. Il limite di età sale a 21 anni nel caso in cui il giovane sia dedito a studi e/o tirocini ovvero lavori ma con un reddito complessivo annuo inferiore a 8.000 euro, oppure se è disoccupato o sta svolgendo il servizio civile universale.

 I suddetti limiti di età non si applicano in presenza di disabilità del figlio. 

Modalità di presentazione delle domande

Come detto, la presentazione della domanda deve essere fatta direttamente dal beneficiario all’INPS. L’Istituto poi eroga direttamente la misura calcolata attraverso l’accredito tramite intermediario bancario fornendo apposito IBAN.

La domanda può essere presentata attraverso i seguenti canali:

Sito www.inps.it, se si è in possesso di SPID (livello 2 o superiore), Carta di identità elettronica (CIE) o di una Carta Nazionale dei Servizi (CNS);
Contact Center Integrato, contattando il numero verde 803.164 (gratuito da rete fissa) o il numero 06 164.164 (da rete mobile a pagamento);
Istituti di Patronato, utilizzando i servizi offerti gratuitamente dagli stessi.

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