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Cassa integrazione per crisi energetica e di mercato dovuta al conflitto in Ucraina, come funziona?

Cassa integrazione 2022 per crisi energetica e di mercato: come funziona la nuova agevolazione? Quali sono le misure previste?

Dopo la Cassa integrazione Covid, arriva la nuova causale d’emergenza dovuta alla crisi energetica e di mercato successiva al conflitto in Ucraina. La misura è prevista dal Decreto Ucraina Bis

Il Decreto infatti, oltre a introdurre nuove misure in favore di imprese e famiglie, ha anche introdotto nuove agevolazioni in materia di lavoro e cassa integrazione

Riguardo la mancanza di materie prime, nel caso in cui le aziende siano costrette a sospendere o a ridurre l’attività lavorativa anche a causa dell’impossibilità di portare a termine scambi commerciali o di acquistare e reperire materie prime o fonti di energia per la produzione, potranno accedere ai trattamenti di cassa integrazione ordinaria.

Come funziona? Quali sono le misure previste?

Le misure previste

26 settimane di cassa integrazione per i datori di lavoro che hanno esaurito i trattamenti ordinari di integrazione salariale;
8 settimane di integrazione salariale fino al 31 dicembre per datori di lavoro che occupano fino a 15 dipendenti (codici Ateco Allegato I) che hanno esaurito l’assegno di integrazione salariale;
– agevolazioni contributive per il personale delle aziende in crisi;
– misure specifiche a sostegno dei settori autotrasporto, agricoltura, pesca e turismo.

Le nuove causali CIGO

La guerra in Ucraina viene ora considerata una delle cause della mancanza di lavoro e di materie prime. Le imprese devono quindi inserire nella relazione tecnica allegata alla domanda la documentazione che testimonia le difficoltà economiche relative alla mancanza di materiale e ai rincari delle bollette.

Importi Cassa Integrazione

Dopo la riforma degli ammortizzatori sono aumentati gli importi della cassa integrazione per chi ha redditi bassi e si è estesa la platea dei beneficiari:

  • CIG all’80% con massimale Unicoda 1199 euro per tutti;
  • CIGS a tutti i settori per riorganizzazione aziendale, processi di transizione, crisi aziendale e contratto di solidarietà;
  • FIS (Fondo di integrazione salariale) a tutti i datori di lavoro non coperti dalla CIGO.

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