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Maternità imprenditrici, la proposta di Conflavoro Impresa Donna

La presidente di Conflavoro Impresa Donna, Laura Baldi, e il dirigente Enrico Fantini hanno presentato al Comitato del Mimit presieduto da Valentina Picca Bianchi le proposte su maternità e sostegno in caso di disabilità

Oggi la sezione femminile di Conflavoro ha partecipato al nuovo Tavolo del Comitato Impresa Donna del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per il MIMIT era presente il Capo di Gabinetto, Federico Eichberg. Del Comitato fanno parte le più importanti associazioni di categoria ed è guidato dalla presidente Valentina Picca Bianchi.

Per Conflavoro Impresa Donna hanno presenziato la presidente Laura Baldi e il dirigente Enrico Fantini, lanciando alcune proposte relative al sostegno economico delle imprenditrici in maternità e nei casi in cui si trovino ad assistere familiari con disabilità.

“Essere madre e imprenditrice non è elemento di svantaggio, ma chiave di volta per una crescita economica e sostenibile. Permettere alle donne di armonizzare l’ambizione imprenditoriale con il desiderio di essere madri – afferma Baldi – permette infatti di far crescere l’occupazione, la redditività propria e del Paese e l’incremento demografico. Prima si comprende che le donne generano valore non effimero bensì economico e prima l’Italia potrà dirsi un Paese evoluto e sensibile alla questione”.

Le proposte di Conflavoro Impresa Donna

Per quanto riguarda le proposte dibattute durante il Comitato, “Conflavoro Impresa Donna ritiene necessario prevedere un sostegno fiscale per le imprenditrici neomamme – evidenzia Fantini – e propone anche valorizzare il ruolo degli enti bilaterali, i quali potrebbero contribuire ai costi di un’eventuale sostituzione dell’imprenditrice madre con un Temporary manager o una persona di fiducia già interna all’azienda. Il tema è molto importante e verrà approfondito in prossimi incontri del Comitato”.

Sul sostegno alle imprenditrici che abbiano necessità di assistere i genitori o un figlio con disabilità, Conflavoro Impresa Donna ha inoltre proposto di valutare uno strumento sul modello previsto dalla legge 104/1992. In particolare, l’opportunità di stabilire un credito, detraibile dalla tassazione cui è soggetto l’imprenditrice, utile a rimborsare i costi di una figura che sappia farne le veci durante l’assistenza al parente.

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