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Stop cessione crediti Superbonus, Capobianco: “Si trovi compromesso”

L‘intervento arriva con il Dl Cessione Crediti (n.11 del 16 gennaio 2023) già pubblicato in Gazzetta

Stop a tutte le cessioni dei crediti di tutti i bonus fiscali, primo fra tutti il Superbonus e agli sconti in fattura. L‘intervento arriva con il Dl Cessione Crediti (n.11 del 16 gennaio 2023) già pubblicato in Gazzetta.

Le misure contenute nel decreto cessione crediti

Il testo dispone in particolare che: 

  • non sarà più possibile per i soggetti che effettuano determinate spese – interventi in materia di recupero patrimonio edilizio, efficienza energetica, Superbonus, misure antisismiche, facciate, impianti fotovoltaici, colonnine di ricarica, barriere architettoniche – optare per lo sconto in fattura o la cessione crediti;
  • si introduce il divieto per le PA di essere cessionarie di crediti d’imposta relativi agli incentivi fiscali maturati con tali tipologie di intervento.

Potranno continuare la cessione crediti dei lavori per cui è già stata presentata la CILA.

Il commento del presidente Conflavoro PMI, Roberto Capobianco

“La decisione del Governo è a dir poco drastica, a conferma che il Superbonus ha creato una bolla insostenibile che, una volta esplosa, rischiava di travolgere tutti i conti pubblici. Ma se con il nuovo decreto che vieta la cessione dei crediti d’imposta viene sì stoppato il rischio boomerang per le tasche dello Stato – ma non per il settore edile – di fatto viene reso anche molto poco appetibile l’utilizzo sia del Superbonus sia di tutti gli altri crediti, dalle facciate, agli impianti fotovoltaici, all’antisismica”. Questo il commento di Roberto Capobianco, presidente di Conflavoro PMI sull’ultimo provvedimento del governo.

“Per le imprese dell’edilizia, paradossalmente, a oggi i nodi non si sciolgono, bensì raddoppiano. I crediti bloccati da mesi restano comunque incagliati e le nuove commesse saranno molto ridimensionate perché, in un momento di forte crisi come questo, saranno ben poche le famiglie che potranno permettersi di pagare subito i lavori per poi ricorrere alla detrazione fiscale. Insomma – conclude Capobianco – nonostante il Superbonus in particolare sia nato sotto ottimi auspici poi naufragati per molte concause, capiamo la necessità di mettere un punto definitivo alla questione, ma non a queste condizioni burrascose. Auspichiamo che attraverso il confronto del 20 febbraio tra governo e associazioni, il dibattito in parlamento sul decreto giunga a soluzioni di compromesso che possano mitigare le molte criticità già emerse”.

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