Imprese Modello OT23, Conflavoro all’INAIL: prevenzione vera, accessibile e misurabileConflavoro porta all’INAIL le proposte Modello OT23: meno burocrazia e più prevenzione praticabile, con un pacchetto su misura per le micro e piccole imprese martedì 23 Giugno 2026martedì 23 Giugno 2026 Array Lo scorso 17 giugno, presso la Direzione generale dell’INAIL a Roma, si è tenuto l’incontro convocato dall’Istituto per discutere il futuro aggiornamento del Modello OT23, lo strumento con cui l’INAIL premia, attraverso una riduzione del tasso medio di tariffa, le imprese che adottano interventi di prevenzione aggiuntivi rispetto agli obblighi di legge. Tra le Parti sociali era presente anche Conflavoro con Alfredo D’Onofrio, responsabile HSE della confederazione, al tavolo per portare un contributo concreto sulle misure premiali e, soprattutto, per rappresentare il punto di vista di chi fa impresa con strutture più ‘leggere’ rispetto a quelle dei grandi gruppi. Un confronto sull’aggiornamento del modello Il confronto ha riguardato le ipotesi di revisione del modello per l’annualità 2027, con particolare attenzione a formazione, promozione della salute, molestie e violenze nei luoghi di lavoro, sistemi di gestione, near miss, prevenzione incendi e nuove tecnologie. Dal tavolo è emerso con forza un principio: l’OT23 funziona quando è chiaro, documentabile e realmente applicabile. Quando invece diventa troppo tecnico, costoso o complesso, rischia di restare lontano dalla maggioranza delle piccole realtà produttive, proprio quelle che dovrebbero esserne le prime beneficiarie. La posizione di Conflavoro: prevenzione più praticabile Il messaggio portato da Conflavoro è stato netto: non un Modello OT23 con uno sconto più facile, ma una prevenzione più praticabile. Lo strumento, secondo l’associazione, deve continuare a premiare chi investe seriamente in salute e sicurezza, ma deve farlo tenendo conto della realtà produttiva italiana. Una microimpresa non dispone degli stessi mezzi di una grande azienda: spesso non ha un ufficio HSE, non possiede sistemi certificati, non conta su strutture tecniche interne. Ha però bisogno di misure semplici, intelligenti, verificabili e capaci di cambiare davvero il modo di lavorare. Per questo Conflavoro ha chiesto che il modello non sia costruito soltanto attorno a grandi investimenti, certificazioni o impianti, ma riconosca anche le azioni quotidiane di prevenzione: formazione continua, correzione delle situazioni critiche, gestione del caldo, mobilità sicura, prove pratiche di emergenza, uso responsabile della tecnologia e maggiore attenzione ai rischi emergenti. I temi sul tavolo Nel corso dell’incontro sono stati esaminati nel dettaglio i diversi capitoli del Modello OT23, su ciascuno dei quali l’associazione ha avanzato osservazioni e proposte operative. Sul fronte della formazione, l’INAIL ha posto l’accento sulla micro-formazione. La valutazione di Conflavoro è positiva, ma l’associazione ha evidenziato che il nuovo Accordo Stato-Regioni prevede già i break formativi. Da qui la proposta di non premiare la singola pillola formativa, bensì un vero piano formativo annuale di rinforzo, con più momenti brevi distribuiti durante l’anno, collegati ai rischi reali dell’impresa e con verifica dell’efficacia sul campo. Sulla promozione della salute e sulle malattie professionali, Conflavoro ha chiesto un passaggio in più: non solo screening o iniziative sanitarie generali, ma misure mirate ai rischi che le imprese vivono ogni giorno. Tra le proposte, strumenti semplici per prevenire disturbi muscolo-scheletrici, esposizione a prodotti chimici e rumore, posture scorrette e, soprattutto, stress termico outdoor. Il caldo estremo non è più un tema eccezionale: per edilizia, agricoltura, logistica esterna, manutenzioni, servizi ambientali e turismo è ormai un rischio da gestire con turni, pause, acqua, ombra, formazione dei preposti e procedure di sospensione delle attività nei momenti critici. Sul capitolo dei rischi psicosociali, l’associazione ha condiviso l’importanza della misura su molestie e violenze, chiedendo però di allargare lo sguardo anche a stress lavoro-correlato, aggressioni da parte dell’utenza, turni, carichi di lavoro, isolamento, lavoro agile e fatica mentale. La sicurezza, è stato ribadito, non è solo macchina, impianto o DPI: è anche organizzazione del lavoro. Quanto al rischio in itinere, Conflavoro ha osservato che la sezione stradale del modello è poco utilizzata, mentre il fenomeno resta molto rilevante. Per le microimprese non è realistico ragionare solo in termini di navette o grandi interventi infrastrutturali; servono misure più leggere, come una scheda casa-lavoro sicura, la flessibilità di ingresso e uscita, la gestione delle allerte meteo, un kit mobilità per chi si sposta in bici, moto o monopattino e indicazioni sui percorsi e sulle aree di accesso più critiche. Sulla prevenzione incendi è stato discusso il nuovo intervento relativo ai fumi freddi sotto i 72 gradi. Conflavoro ne ha riconosciuto l’interesse tecnico in contesti specifici, ma ha anche evidenziato che per molte micro e piccole imprese rischia di rivelarsi poco funzionale e poco sostenibile. Per queste realtà è spesso più utile premiare un piano base antincendio: ordine e pulizia, controllo dei quadri elettrici, gestione di batterie e caricabatterie, vie di esodo libere, estintori accessibili e prova pratica di emergenza. Infine, l’associazione ha proposto una misura dedicata all’uso dell’intelligenza artificiale e della sensoristica in ambito sicurezza. La linea è chiara: tecnologia sì, ma per prevenire, non per controllare i lavoratori. L’intelligenza artificiale può aiutare a gestire check-list, near miss, scadenze, sopralluoghi e azioni correttive, ma deve restare sotto controllo umano, con trasparenza, rispetto della privacy e divieto di utilizzo disciplinare. Conflavoro chiede un pacchetto OT23 per le piccole imprese La proposta più rilevante avanzata da Conflavoro è l’introduzione di un pacchetto OT23 dedicato alle micro e piccole imprese: un insieme di interventi sostenibili che comprende piano formativo annuale, piano caldo outdoor, scheda casa-lavoro sicura, piano base antincendio, schede operative visuali, check-up sicurezza con azioni correttive, tutor operativo, micro-piano ergonomico e uso controllato degli strumenti digitali. La linea dell’associazione resta coerente: portare il Modello OT23 più vicino alle imprese reali. Meno misure pensate solo per chi dispone di grandi strutture e più spazio a interventi semplici, ripetuti, tracciabili e capaci di incidere davvero sulla prevenzione. Perché la sicurezza non si costruisce soltanto con i grandi sistemi: spesso nasce da piccole azioni fatte bene, ogni giorno. Una prevenzione, in sintesi, vera, accessibile e misurabile: meno burocrazia e più strumenti che le imprese possano applicare davvero. La tua crescita passa da una nostra sede Cerca la più vicina a te Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Tanti vantaggi in una tessera associativa Iscriviti ora Scopri le altre nostre convenzioni 10% di sconto sui tuoi viaggi Leggi tutto 30% di sconto sulle tariffe web Leggi tutto Condizioni agevolate agli associati Conflavoro PMI Leggi tutto Nexi, l'innovazione dei pagamenti digitali in Italia Leggi tutto